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Aprile 2020

Last Update: 4/29/2020 9:21 PM
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4/20/2020 2:29 PM
 
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Martedì 21 aprile 2020 - II settimana di Pasqua

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un'anima sola e nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune»
At 4,32


Come vivere questa Parola?

Luca, nello scrivere il breve testo che ci propone la liturgia di oggi, non ha potuto prevedere che la stessa situazione si sarebbe attuata a tanti anni di distanza in un mondo diverso e apparentemente incapace di ripetere, sulle orme di Cristo, i veri gesti dell’amore. Invece noi, oggi, in piena esplosione del coronavirus, scopriamo la gioia dell’essere cristiani e che la nostra fede si esprime in gesti di solidarietà. C’è chi rinuncia al suo stipendio per aiutare i più poveri. C’è chi cura i contagiati a rischio della sua stessa vita. C’è chi ricerca giorno e notte per trovare il vaccino adatto a vincere la pandemia. Grandi e piccoli, anziani e giovani si danno da fare per vivere in generosità questo tempo di emergenza e di dolore. Per il cristiano, la vita piena di fede deve avere riflessi anche nei rapporti quotidiani con le persone della comunità che soffre. Non possiamo provvedere a tutto ma, per lo meno, verificare e sottrarre fratelli e sorelle dal bisogno, poiché si mettono insieme le risorse.
Luca vuole aiutare a cogliere il senso di una esperienza che capovolge i criteri della vita. La proprietà non è un assoluto ma le risorse si utilizzano per alleviare la sofferenza di quelli che conosciamo.
Nella prima Comunità cristiana l'ideale perseguito non è quello della spogliazione e della povertà volontaria, ma quello di una carità che non può tollerare che vi siano dei fratelli e sorelle abbandonati a se stessi.

La voce di una convertita
“Nei prossimi anni sarà fatto obbligo di far conoscere pubblicamente la possibilità di un cristianesimo veramente incarnato”.
Simone Weil

Commento di Sr Graziella Curti
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4/21/2020 2:15 PM
 
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Mercoledì 22 aprile 2020 - II settimana di Pasqua

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. 17Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui»
Gv 3,16


Come vivere questa Parola?

L’incontro di Nicodemo con Gesù si fa sempre più profondo e rivelatore. Se all’inizio la via della comprensione reciproca trovava degli ostacoli nell’attribuzione diversa dei significati alle stesse parole, ora il Maestro dichiara il fine ultimo della sua presenza di uomo tra gli uomini : “ Dio ha tanto amato il mondo da dare suo Figlio unigenito”. E questo dono è portatore della vita stessa. Qui non viene chiamato in causa un Padre che corregge e castiga, ma un Padre che dona l’esistenza, che vuole la pienezza di un destino di salvezza per tutti. Simeone ne rimane incantato e commosso. Queste parole del Maestro lo aiuteranno a testimoniare a suo favore davanti al Sinedrio. L'immagine di Dio che appare nei tre versi è quella di un padre pieno di tenerezza e non di un giudice severo. Dio manda il suo figlio non per giudicare e condannare il mondo, ma affinché il mondo si salvi per mezzo di lui. Chi crede in Gesù e lo accetta come rivelazione di Dio non è giudicato, perché già è accettato da Dio. In ogni essere umano, c'è un seme divino, un tratto del Creatore. Gesù, rivelazione del Padre, è una risposta a questo desiderio più profondo dell'essere umano. Chi vuole essere fedele a ciò che ha di più profondo in sé, accetta Gesù. E' difficile incontrare una visione ecumenica più vasta di quella che il vangelo di Giovanni esprime in questi versi.

La voce di Ignazio di Loyola
Fa’ che ti conosca intimamente, o Cristo, e , compagno della tua croce, possa risorgere con te.

Commento di Sr Graziella Curti
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4/22/2020 9:24 PM
 
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Giovedì 23 aprile 2020 - II settimana di Pasqua

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Li condussero e li presentarono nel sinedrio; il sommo sacerdote li interrogò 28dicendo: «Non vi avevamo espressamente proibito di insegnare in questo nome? Ed ecco, avete riempito Gerusalemme del vostro insegnamento e volete far ricadere su di noi il sangue di quest'uomo». 29Rispose allora Pietro insieme agli apostoli: «Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini. 30Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi avete ucciso appendendolo a una croce. 31Dio lo ha innalzato alla sua destra come capo e salvatore, per dare a Israele conversione e perdono dei peccati. 32E di questi fatti siamo testimoni noi e lo Spirito Santo, che Dio ha dato a quelli che gli obbediscono».»
At 5,27-32


Come vivere questa Parola?

I discepoli sono davanti al Sinedrio. Le autorità che contano gli hanno proibito di predicare nel nome di Gesù, ma loro hanno continuato la missione consegnatagli dal Maestro, testimoniando con la loro vita. Per questo sono stati flagellati, ma sono contenti di aver sofferto per il Cristo. Pietro, insieme con i discepoli, hanno predicato pubblicamente alle autorità religiose dicendo: "Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini. Il nostro Dio ha risuscitato il Cristo che voi avete messo a morte sulla croce, lo ha posto alla sua destra affinché fosse il Salvatore attraverso la conversione e il perdono dei peccati". Allora i membri del Sinedrio si infuriano e vogliono metterli a morte. A questo punto, fa’ impressione il coraggio, la “parusia” nel rispondere da parte degli apostoli. Fino a qualche giorno prima erano rimasti chiusi in casa, erano pieni di paura. Ora, lo Spirito del Risorto gli dona coraggio perché possano rendere con umiltà e onestà la loro testimonianza. Chiediamo oggi al Signore di aiutare anche noi a dare testimonianza di fronte ad altri Sinedri che negano la verità della buona notizia del Vangelo.

La voce del Salmo
Sei tu, Signore, la forza dei deboli
Molte sono le sventure del Giusto,
ma lo libera da tutte il Signore

Commento di Sr Graziella Curti
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4/23/2020 3:32 PM
 
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Venerdì 24 aprile 2020 - II settimana di Pasqua

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?».»
Gv 6,5


Come vivere questa Parola?

Una grande folla segue Gesù. Uomini, donne e bambini hanno camminato dietro il Maestro e ora sono stanchi e affamati. Sembra impossibile trovare cibo per tutta quella gente. Andrea, invece di lamentarsi per questa situazione davvero difficile, trova un ragazzo con cinque pani e due pesci. Ben poca cosa per rispondere alla fame di cinquemila. Che fare dunque? Gesù chiede alla gente di sedersi per terra. Poi moltiplica il cibo, la razione del povero. Dice il testo: "Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li distribuì a quelli che si erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, finché ne vollero". Con questa frase, scritta nell'anno 100 dopo Cristo, Giovanni evoca il gesto dell'Ultima Cena. L'Eucaristia, quando è celebrata come si deve, porterà le persone a condividere come spinse il ragazzo a dare tutta la sua razione per essere condivisa. Le nostre Eucaristie, soprattutto in questo momento di crisi economica a causa del virus, sono concreti stimoli per la carità fraterna?

La voce di uno scrittor e teologo
“I miracoli sono una rivisitazione a piccole lettere della stessa storia che è scritta in tutto il mondo intero a lettere troppo grandi perché alcuni di noi riescano a vederla”.
CS Lewis

Commento di Sr Graziella Curti
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4/24/2020 3:09 PM
 
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Sabato 25 aprile 2020 - S. MARCO EVANGELISTA - Festa

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. 16Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato,
ma chi non crederà sarà condannato.
Mc 15,16


Come vivere questa Parola?

La Pasqua ha visto la risurrezione del Maestro, che appare ai suoi riuniti nel Cenacolo. E proprio loro, ancora pieni di timore, Gesù invia per una missione senza confini, veramente universale: “Andate in tutto il mondo, predicate il Vangelo a tutta la creazione”. Il Risorto non teme di consegnare nelle mani di uomini semplici, poco affidabili, addirittura traditori, l’annuncio della salvezza. Dovunque vanno, in tutte le terre e in tutte le culture, i discepoli di Gesù devono annunciare la buona notizia che è il Vangelo di Gesù. Non ci sono più le barriere del popolo eletto di Israele, non ci sono più i confini della terra santa: davanti a quei poveri discepoli titubanti c’è tutta la creazione! Il Vangelo non può essere contenuto né in un popolo, né in una cultura, e neppure in un modo religioso di vivere la fede nel Dio unico e vero: gli inviati devono lasciarsi alle loro spalle abitudini, legami e cultura, per guardare a nuove terre, a nuove culture, nelle quali il semplice Vangelo potrà essere seminato e dare frutti abbondanti. Ecco il compito, anche oggi, dei cristiani, il nostro compito: annunciare il Vangelo innanzitutto con la vita; poi, se Dio lo concede, anche con le parole. Sono parole di Francesco di Assisi, riprese da papa Francesco… Gesù non chiede di convincere né di imporre, ma di vivere il Vangelo con gioia, perché questa è la testimonianza.

La voce del Cardinale Maria Martini
La Chiesa è la comunità di coloro che “fanno memoria” di Cristo stesso che si rende presente tra loro mediante l’Eucaristia e si amano come Egli li ama.

Commento di Sr Graziella Curti
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4/24/2020 3:14 PM
 
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26 aprile 2020 –III DOMENICA DI PASQUA – ANNO A

DALLA PAROLA DEL GIORNO

Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro.
Lc 24,25-29


Come vivere questa Parola?

Anche noi come i due discepoli di Emmaus oggi ti gridiamo con forza e desiderio: “Resta con noi Signore” in questa lunga notte in cui non vediamo segnali di luce, resta con noi perché la sera è già troppo inoltrata ed è sempre più buia.
Resta con noi perché con Te stiamo bene, perché ci dai sicurezza e gioia, perché rinfranchi la nostra speranza, perché ci consoli e ci ascolti.
Resta con noi perché solo Tu sai spiegarci con parole chiare e semplici il senso di questo tempo difficile, di questo presente così strano e incerto, di questo mondo surreale che quasi non riconosciamo più.
Resta con noi perché solo Tu puoi aiutarci a leggere i segni di bene presenti in questi giorni e vedere la vita che, nonostante tutto, testarda, fiorisce e va avanti.
Resta con noi perché solo Tu puoi aiutarci ad intravedere il futuro in questa nebbia e indicarci i passi per raggiungerlo e ricostruirlo, perché “nulla sia più come prima”.
Resta con noi, Signore, perché siamo soli, spaventati ed abbiamo veramente bisogno di Te.

La voce di Papa Francesco
“Tutti noi, nella nostra vita, abbiamo avuto momenti difficili, bui; momenti nei quali camminavamo tristi, pensierosi, senza orizzonti, soltanto un muro davanti. E Gesù sempre è accanto a noi per darci la speranza, per riscaldarci il cuore e dire: “Vai avanti, io sono con te. Vai avanti”. Il segreto della strada che conduce a Emmaus è tutto qui: anche attraverso le apparenze contrarie, noi continuiamo ad essere amati, e Dio non smetterà mai di volerci bene. Dio camminerà con noi sempre, sempre, anche nei momenti più dolorosi, anche nei momenti più brutti, anche nei momenti della sconfitta: lì c’è il Signore”.
Udienza Generale 24 maggio 2017


Commento di suor Sandra Bona FMA
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4/26/2020 3:34 PM
 
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Lunedì 27 aprile 2020 – III settimana di Pasqua

DALLA PAROLA DEL GIORNO

Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».
Gv 6,28-29

Come vivere questa Parola?

A noi uomini tutto fare, maniaci dell’attività e del movimento, pieni di impegni e di incontri, Gesù dice che non è questo l’importante, ma che dobbiamo fare una sola cosa, credere, semplicemente e solamente credere!
Niente di più difficile per la nostra mente e per il nostro cuore.
Perché credere vuol dire fidarci, e noi non ci fidiamo neanche delle persone che ci sono più vicine.
Perché credere significa accogliere tutto ciò che avviene con il cuore riconoscente e gioioso, e noi non siamo più capaci di dire grazie.
Perché credere vuol dire non temere il futuro, ma impegnarci per costruirlo e noi abbiamo pochissime certezze e non sempre vi siamo fedeli.
Perché credere e non lamentarci di ciò che viviamo e noi ci sentiamo spesso abbandonati e non amati.
Ma credere è l’unica strada che ci è data per essere felici.
Insegnami a credere Signore, nella fiducia di chi sa che Tu doni sempre le cose migliori e più belle ai tuoi figli.

La voce di Papa Benedetto XVI
“Penso che dovremmo meditare più spesso – nella nostra vita quotidiana, caratterizzata da problemi e situazioni a volte drammatiche – sul fatto che credere cristianamente significa abbandonarmi con fiducia al senso profondo che sostiene me e il mondo, quel senso che noi non siamo in grado di darci, ma solo di ricevere come dono, e che è il fondamento su cui possiamo vivere senza paura. E questa certezza liberante e rassicurante della fede dobbiamo essere capaci di annunciarla con la parola e di mostrarla con la nostra vita di cristiani”.
Udienza Generale 24 ottobre 2012

Commento di suor Sandra Bona FMA
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4/27/2020 2:48 PM
 
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Martedì 28 aprile 2020 – III settimana di Pasqua

DALLA PAROLA DEL GIORNO

Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».
Gv 6,34-35


Come vivere questa Parola?

E’ proprio vero, abbiamo bisogno del cibo e dell’acqua per vivere, per crescere, per andare avanti; ma cibo e acqua, da soli, non ci bastano, abbiamo bisogno di altro, di più.
Abbiamo bisogno di saziare la nostra fame di senso e di vita, il nostro bisogno di risposte a miriadi di domande, il nostro desiderio di completezza e di amore.
Abbiamo bisogno di un pane che ci sfami nel profondo e guarisca la nostra fame continua, un pane che ci ridoni forza e coraggio e che ci sia alimento nel nostro cammino quotidiano.
Abbiamo bisogno di una speranza che non muore e di certezze che ci rincuorano e ci salvano.
E questo pane Dio ce l’ha dato, regalandoci il Suo Corpo e il Suo Sangue nell’ultima Cena, lasciandoci, come estremo atto d’amore, l’Eucarestia, il cibo che sazia per l’eternità.
Aiutaci Signore a vivere in pienezza l’Eucarestia, a non darla per scontata o a banalizzarla per abitudine, a sentire che è veramente fonte e culmine di tutta la vita cristiana, anche in questi tempi in cui non possiamo riceverla.

La voce di Ermes Ronchi
“Né a noi né a Dio è bastato darci la sua Parola. Troppa fame ha l'uomo, e Dio ha dovuto dare la sua Carne e il suo Sangue (Divo Barsotti). Neppure il suo corpo ha tenuto per sé: prendete, mangiate, neppure il suo sangue ha tenuto per sé: prendete, bevete. Neppure il suo futuro: sarò con voi tutti i giorni fino al consumarsi del tempo”.
Omelia del 23 giugno 2019

Commento di suor Sandra Bona FMA
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4/28/2020 9:15 PM
 
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Mercoledì 29 aprile 2020 – Santa Caterina da Siena, Vergine e Dottore della Chiesa, Patrona d'Italia E d'Europa – Festa

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Mt 11,28-30


Come vivere questa Parola?

Può un giogo essere dolce e un peso leggero? Tutto ciò che ci lega e ci opprime non è mai leggero. I vincoli che ci tengono incatenati li avremo sempre e con loro dovremo sempre combattere.
Nonostante il nostro desiderio di libertà assoluta, noi non saremo mai completamente liberi perché sempre “legati” da rapporti e relazioni non sempre sereni, esperienze che ci segnano, situazioni fisiche e morali che ci contraddistinguono: questi sono gli eventi che ci hanno costruito, formato e che ci fanno essere quello che siamo oggi.
No, non possiamo liberarci da tutto ciò, è la nostra storia, è la nostra vita; ma abbiamo una certezza che ci sostiene, Gesù porta con noi i nostri pesi, si fa carico dei nostri gioghi.

Sostienici, Signore, quando il peso che portiamo nella nostra vita è troppo pesante e duro, quando la speranza non illumina il nostro cammino, quando ci sentiamo soli e schiacciati dal dolore, cammina con noi e aiutaci a portare il nostro giogo.

La voce di Papa Francesco
“Gesù non è un maestro che con severità impone ad altri dei pesi che lui non porta: questa era l’accusa che faceva ai dottori della legge. Egli si rivolge agli umili, ai piccoli, ai poveri, ai bisognosi perché Lui stesso si è fatto piccolo e umile. Comprende i poveri e i sofferenti perché Lui stesso è povero e provato dai dolori. Per il discepolo, dunque, ricevere il giogo di Gesù significa ricevere la sua rivelazione e accoglierla: in Lui la misericordia di Dio si è fatta carico delle povertà degli uomini, donando così a tutti la possibilità della salvezza”.
Udienza generale 14 settembre 2016

Commento di suor Sandra Bona FMA
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4/29/2020 9:21 PM
 
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Giovedì 30 aprile 2020 – III settimana di Pasqua

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».
Gv 6,44


Come vivere questa Parola?

Ecco la certezza che ci occorre in questo tempo di dolore, la Resurrezione, la Vita per sempre.
Quanto abbiamo bisogno di cielo nella nostra esistenza piena di terra; quanto abbiamo bisogno di Resurrezione in questo tempo che urla morte e dolore.
Quanto abbiamo bisogno di seguirti e di fidarci di te, Signore, in questi giorni in cui si respira solitudine e insicurezza.
Quanto abbiamo bisogno di promesse mantenute e di desideri realizzati.
Quanto abbiamo bisogno di vita che esplode e si trasmette di casa in casa, da uomo a uomo.

Si, Signore abbiamo bisogno di freschezza e di leggerezza, di occhi belli per vedere e per sognare, di cuori capaci di amare disinteressatamente.
Abbiamo bisogno della vita che vince la morte, del giorno che vince la notte, della gioia che vince la tristezza. Abbiamo bisogno di risorgere con Te, Signore.

Aiutaci Signore a vivere da Risorti, con il cuore rivolto al cielo perché ricco della speranza nuova che Tu ci hai portato.

La voce di Papa Francesco
“Gesù è il Signore, Gesù ha potere sul male e sulla morte, e vuole portarci nella casa del Padre, dove regna la vita. La Risurrezione di Cristo agisce nella storia come principio di rinnovamento e di speranza. Chiunque è disperato e stanco fino alla morte, se si affida a Gesù e al suo amore può ricominciare a vivere. Anche incominciare una nuova vita, cambiare vita è un modo di risorgere, di risuscitare. La fede è una forza di vita, dà pienezza alla nostra umanità; e chi crede in Cristo si deve riconoscere perché promuove la vita in ogni situazione, per far sperimentare a tutti, specialmente ai più deboli, l’amore di Dio che libera e salva”.
Angelus 28 giugno 2015

Commento di suor Sandra Bona FMA
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Aprile 2020 (1 post, agg.: 4/1/2020 9:25 PM)

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