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Febbraio 2020

Last Update: 2/28/2020 9:23 PM
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2/20/2020 9:30 PM
 
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Venerdì 21 febbraio 2020 - VI settimana del Tempo Ordinario

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. 35Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà»

Mc 8,34-35


Come vivere questa Parola?

La parola di Gesù arriva oggi a toccare quella corda intimissima e delicata che è l’istinto di sopravvivenza, di cui la natura ci ha dotato per preservarci dai pericoli che in tante forme possono minacciare la nostra vita quotidiana. Rispetto a una decisione da prendere, a un programma, a una scelta, c’è qualcosa in noi che ci fa sempre mettere le mani avanti. E diciamo: “Sì! Ma fino a un certo punto! …”. E’ vero, fa parte della nostra natura, questo essere prudenti e previdenti! Possibile che il messaggio di Gesù possa incunearsi anche in questa fenditura stretta che separa il buon senso dalla manìa religiosa? In realtà, Egli sa bene che il nostro cristianesimo è a rischio di diluirsi, senza che ce ne accorgiamo, nella mentalità mondana e relativistica che respinge la salvezza cristiana. Secondo tale mentalità, che conosciamo bene, tutto può essere accettato! Purché però, alla fine, siamo sempre noi ad uscirne vincitori, a rimanere preservati, incolumi, attori protagonisti, sovrani assoluti! Siamo anche disposti a fare qualche sforzo, basta che nessuno alla fine ci impedisca di guardarci allo specchio, di complimentarci con noi stessi per la bella performance.

Oggi mi propongo di impegnarmi in qualcosa di buono, pur sapendo in anticipo che nessuno mi ringrazierà. Lo farò solo per amore della parola del mio Maestro.

La voce di un magistrato
“Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola”
Paolo Borsellino

Commento di Don Enrico Emili
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2/21/2020 9:13 PM
 
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22 febbraio 2020 - Cattedra di san Pietro Apostolo

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell'uomo?». 14Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti». 15Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». 16Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». 17E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. 18E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. 19A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».»

Mt 16,13-19


Come vivere questa Parola?

Dio si è abbassato, è sceso dall’alto della sua regalità ed è diventato uno di noi. Questa congiunzione fra la sfera del divino e il mondo degli uomini è la grande novità dell’annuncio cristiano. Ciò che oggi festeggiamo è il prolungamento di tale mistero: Gesù dona a un uomo il potere di “legare” e “sciogliere”, simultaneamente sulla terra e in cielo, con la medesima autorevolezza del Figlio di Dio. Cos’ha di speciale, Pietro, rispetto a tutti gli altri uomini, agli altri apostoli, agli altri uomini di Chiesa? Nulla, se non la disponibilità a lasciarsi dare da Gesù un nome nuovo, che non corrisponde ai suoi caratteri ereditari, ma a un progetto di Dio che è molto più grande di una persona, di una comunità, di un paese, di un popolo intero. Pietro si lascia scegliere per essere quello che mai avrebbe pensato di diventare. Lascia che il Signore lo seduca, lo faccia sognare, gli faccia intuire che davanti a lui c’è, nella persona di Gesù, l’atteso di sempre, la pienezza della storia individuale e collettiva, l’espressione di un Dio che ha a che fare con la sua vita.

Oggi voglio porre un particolare impegno nel concludere il mio tempo di preghiera personale con un colloquio intimo: mi rivolgerò al Signore con parole che mi escono direttamente dal cuore, evitando “frasi fatte”, ciò che magari ho imparato a memoria, ciò che dico per abitudine o che ho ascoltato da altri.

La voce del Concilio Vaticano II
“Il magistero ecclesiale non è superiore alla parola di Dio, ma ad essa serve”
Concilio Ecumenico Vaticano II, Dei Verbum 10


Commento di Don Enrico Emili
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2/23/2020 1:50 PM
 
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23 febbraio 2020 - VII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO A

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l'altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Dà a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle.»

Mt 5,38-42


Come vivere questa Parola?

La legge di Dio che gli Israeliti osservavano, qui spinge il cristiano credente a un grande salto di qualità.
Indipendentemente dalla propria adesione alla Legge, la conoscenza di chi è convertito all’annuncio salvifico di Gesù, arriva a dilatare il cuore in un amore che è carità, dono gratuito a chi soffre.

Signore, dilata e approfondisci in me la capacità del perdono e di una gratuità che solo il tuo amore può ravvivare continuamente in Te.

La voce di Papa Francesco

“Il perdono è una forza che risuscita a vita nuova e infonde il coraggio per guardare al futuro con speranza”.

Commento di Sr. Maria Pia Giudici FMA
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2/24/2020 9:23 PM
 
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Lunedì 24 febbraio 2020 –VII Settimana del Tempo Ordinario

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«E dalla folla uno gli rispose: «Maestro, ho portato da te mio figlio, che ha uno spirito muto. Dovunque lo afferri, lo getta a terra ed egli schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce. Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti». Egli allora disse loro: «O generazione incredula! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo da me». E glielo portarono. Alla vista di Gesù, subito lo spirito scosse con convulsioni il ragazzo ed egli, caduto a terra, si rotolava schiumando. Gesù interrogò il padre: «Da quanto tempo gli accade questo?». Ed egli rispose: «Dall'infanzia; anzi, spesso lo ha buttato anche nel fuoco e nell'acqua per ucciderlo. Ma se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci». Gesù gli disse: «Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede». Il padre del fanciullo rispose subito ad alta voce: «Credo; aiuta la mia incredulità!».»

Mt 9,17-24


Come vivere questa Parola?

E un brano che riguarda anche noi cristiani di un’epoca segnata purtroppo dà molta incredulità da parte di gente che non coltiva la propria fede.
Credere è affidare al terreno del cuore un seme divino.
Il seme viene dalla onnipotenza dell’amore di Dio; la terra è il nostro cuore invitato a fidarsi dell’onnipotente, forza e grazia di Lui.
La parola di Gesù e per noi motivo di grande fiducia in Lui. Siamo invitati a rispondere anche noi: credo, aiuta la mi a incredulità.
Si, anche in noi a volte possono nascere dubbi; è importante non meravigliarsi, non infastidirsi con se stessi, ma affermare, come il padre addolorato: credo, aiuta la mia incredulità. Quest’ultima esprime una fede ancora debole ma anche un sentimento di quella virtù che si chiama umiltà; è tanto prossima alla verità.

Signore, questa è anche una mia invocazione perché credo con la mente e con il cuore, (voglio credere) che tu aiuti anche me nei momenti di glaciale incredulità. Credo, Signore; dammi la grazia di una fede forte e costante.

La voce di Papa Francesco

“La luce della fede illumina tutti i nostri rapporti e ci aiuta a viverli in unione con l’amore di Cristo per viverli come Lui”.

Commento di Sr Maria Pia Giudici FMA
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2/24/2020 9:25 PM
 
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Martedì 25 febbraio 2020 – VII Settimana del Tempo Ordinario

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l'ultimo di tutti e il servitore di tutti».»

Mc 9,34-35


Come vivere questa Parola?

In un mondo ancora oggi malato di quella brutta lebbra che è la sete del potere, Gesù indica salvezza e vera libertà su strade opposte, dove chi decide di camminare in autenticità di vita spirituale, percorre la strada dell’umiltà.
Signore, dammi di essere libero dalla tirannia del potere e della ricchezza: libero ed umile, perciò capace di amare concretamente anzitutto chi mi è vicino e dunque di servire con amore
La voce di un Padre della Chiesa

È stato l’orgoglio che ha trasformato gli angeli in diavoli; è l’umiltà che rende gli uomini uguali agli angeli.
Sant’Agostino


Commento di Sr Maria Pia Giudici FMA
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2/26/2020 7:55 AM
 
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Mercoledì 26 febbraio 2020 – MERCOLEDI’ DELLE CENERI

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Invece, mentre tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.»
Mt 6,3-4

Come vivere questa Parola?

E’ una parola importantissima perché evidenzia il vuoto, il non senso la stoltezza del voler apparire quel che non si è.
Che gli altri mi credano generosa perché io regalo un indumento già sciupato o presti un libro che non mi interessa è segno di inautenticità che, nella vita di tutti i giorni, viene barattata come verità, magari splendori di generosità.
Conviene ricordare che Gesù, mite pe eccellenza ha avuto parole di forte condanna per chi dall’amore alla verità dell’essere passa facilmente alla menzogna del non essere che è bramosia di “sembrare” bravi buoni compassionevoli ecc.

Signore, Tu mi vedi nel segreto del cuore: convertimi ogni giorno interiormente alla ricerca assidua di ciò che è vero buono bello e giusto.

La voce di una Santa

“C'è chi crede che tutto gli sia dovuto, ma non è dovuto niente a nessuno. Le cose si conquistano con dolcezza ed umiltà”.
Madre Teresa di Calcutta

Commento di Sr Maria Pia Giudici FMA
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2/26/2020 9:19 PM
 
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27 febbraio 2020 – GIOVEDÌ DOPO LE CENERI


DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina sé stesso?»
Lc 9,25


Come vivere questa Parola?

Qui il Vangelo riporta una parola di Gesù fortemente provocatoria. Lungo la storia non pochi purtroppo si sono lasciati prendere da una sbagliata sete di guadagnare denaro roba appezzamenti di terra e per fino persone. Chi vive onestamente e con libero cuore la propria identità di uomo o di donna nell’oggi della storia, si guarda bene dall’equivocare. Pur nell’impegno del proprio lavoro giustamente retribuito, per il cristiano la vera ricchezza è di ordine spirituale.
Signore, aiutami a lasciarmi illuminare e guidare dal tuo Santo Spirito: il primo valore sono io stesso se mi impegno a compiere con diligente amore ogni giorno ciò che Tu vuoi, o Signore.

La voce di un grande leader politico

“L'uomo si distrugge con la politica senza princìpi, col piacere senza la coscienza, con la ricchezza senza lavoro, con la conoscenza senza carattere, con gli affari senza morale, con la scienza senza umanità, con la fede senza sacrifici.”
Mahatma Gandhi

Commento di Sr Maria Pia Giudici FMA
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2/27/2020 9:27 PM
 
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28 febbraio 2020 - VENERDÌ DOPO LE CENERI

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno.»

Mt,9-15


Come vivere questa Parola?

Far digiunare il corpo significa misurare la quantità di cibo che noi solitamente consumiamo per tener fronte alla buona salute.
Mangiare compiacendo anche il gusto (oltre all’olfatto) non è male; però, in questo periodo da secoli la Chiesa consiglia di gestire con un po’ di penitenza il nostro appetito che a volte rischia di diventare voracità.
Perfino “frate corpo” ha bisogno di non scivolare nel consenso alla passione della gola, che vorrebbe dominarlo. Anche l’equilibrio, l’armonia della persona vogliono migliorare il rapporto che abbiamo con il cibo. Quando è troppo poco, provoca esaurimento e altri mali, ma troppo abbondante diventa un pericolo alla salute dei nostri processi vitali: quello digestivo prima di tutto.
Il cristiano, oggi, è informato dai mezzi di comunicazione sulla fame che spezza la vita inerme di tante persone, soprattutto dei bambini.
Tralasciare dunque un po’ di cibo, secondo l’invito della Chiesa, diventa un atto di carità e anche di vera partecipazione a quella fraternità universale che fece dire a Papa Paulo VI: “Ogni uomo è il mio fratello”.
Diminuire dunque un po’ di cibo, accontentarsi di quello meno costoso, fa sì che il tempo di Quaresima diventi dunque concreta occasione di camminare con il Signore Gesù su strade dove un po’ di rinuncia e fatica si aureolano di splendida luce: quella in cui domina poi l’amore.

Signore, rendimi viva attenta, più che mai consapevole in questo periodo quaresimale; fa che anche digiunare un po’ a tavola e fuori non mi pesi come un obbligo, una forzatura, ma diventi un consenso lieto in fuoco di carità.

La voce di un filosofo

“È più difficile mangiare con moderazione che digiunare completamente. La moderazione richiede la consapevolezza. La rinuncia richiede solo la tirannia della volontà.”
Sandor Mcnab

Commento di Sr Maria Pia Giudici FMA
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2/28/2020 9:23 PM
 
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29 gennaio 2020 - SABATO DOPO LE CENERI

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Vide un pubblicano di nome Levi, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi!». Ed egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì.»


Lc 5,27-28


Come vivere questa Parola?

Poche parole di Gesù e una scena rapida, pacifica e autorevole nello stesso tempo.
Levi è un impiegato di stato il cui lavoro consiste nel riscuotere il denaro che ognuno è tenuto a consegnare a chi di dovere.
Si tratta di un lavoro poco piacevole, ma che, a volte offre un’occasione di sottrarre qualcosa al malloppo delle imposte, veicolando tutto nelle proprie tasche.
Qui è evidente la forza con cui Gesù chiama. Quel breve imperativo “Seguimi” viene certamente dal cuore di Cristo Signore, non è un freddo obbligo; perché in Gesù ogni chiamata è un imperativo tessuto d’amore.
Lo si comprende bene quando l’evangelista narra che Gesù partecipa cordialmente al pranso a cui lo invitano Levi e i suoi amici tutt’altro che stinchi di Santi.
A quelli che - farisei ipocriti - mormoravano criticando la presenza di Gesù che era lì, sereno commensale, Gesù consegna una verità che dovrebbe fare luce in loro e in tutti: “Io non sono venuto a chiamare i giusti ma i peccatori perché si convertano”.
Signore, la domanda che provochi in me è molto forte è ineludibile. Non è forse vero che anch’io sono chiamata dal Signore a convertire il mio cuore, là dove è ancora piuttosto chiuso a quell’amore che Dio vuole nella mia vita?

La voce di un Santa
“Per sangue e origine, sono albanese.
Ho la nazionalità indiana.
Sono una religiosa cattolica.
Per la mia vocazione, appartengo al mondo intero.
Il mio cuore, però, appartiene interamente al cuore di Gesù”.
Madre Teresa Di Calcutta



Commento di Sr Maria Pia Giudici FMA
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