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Gennaio 2020

Last Update: 1/30/2020 9:11 PM
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1/19/2020 10:14 PM
 
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Martedì 21 gennaio 2020 - S. Agnese Martire – Memoria

DALLA PAROLA DEL GIORNO

E diceva loro: «Il sabato è stato fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato! Perciò il Figlio dell'uomo è signore anche del sabato».

Mc 2,27-28


Come vivere questa Parola?

“Il Figlio dell’uomo è signore anche del sabato”.
Aveva solo dodici anni Agnese quando decise di regalare la sua vita e la sua verginità a Dio e fu uccisa a Roma durante la persecuzione di Diocleziano.
Era giovane ma decisa e volitiva, sapeva bene che l’unico Signore della sua vita era e sarebbe stato sempre Cristo, Signore del cielo e della terra e di tutte le cose create.
Era giovane Agnese ma aveva le idee chiare su quali fossero le cose importanti della vita, le vere priorità, ciò per cui vale la pena vivere e morire.
Era giovane ma si sentiva una Regina vicina al suo Re, il Figlio dell’uomo, Signore anche del sabato.

Gesù, Signore del sabato, aiutaci a non allontanare il nostro cuore da Te e a capire che Tu sei il vero Signore del cielo e della terra, che Tu dai senso a tutte le cose e che in Te tutti noi viviamo e siamo.

La voce del Cardinale Angelo Bagnasco
“Tuttavia, per far diventare un fuoco che arde la brace del bene che è sotto la cenere, bisogna far brillare ideali alti, veri e belli, per cui vale la pena di lottare e soffrire: occorre riscoprire l’alfabeto dell’umano che si vuole stravolgere sulla spinta di colonizzazioni che vengono da lontano.”
Discorso agli Stati Generali Esecuzione Plenaria - aprile 2016

Commento di suor Sandra Bona FMA
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1/21/2020 9:29 PM
 
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Mercoledì 22 gennaio 2020 - II Settimana del Tempo Ordinario

Beata Laura Vicuña, adolescente

DALLA PAROLA DEL GIORNO

Egli disse all'uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati, vieni qui in mezzo!». Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?». Ma essi tacevano. E guardandoli tutt'intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all'uomo: «Tendi la mano!». Egli la tese e la sua mano fu guarita.
Mc 3,3-5


Come vivere questa Parola?

“È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?”
E’ proprio della nostra natura umana aver bisogno di norme chiare che regolino la nostra religiosità: questo si può fare, questo no, fino a qui sì, più in qua no, da qui in poi è peccato.
Ma è più importante la norma o l’amore che detta la norma? Il rispetto delle regole o il cuore per amare chi di queste regole è oggetto?
Quante cose insegna questo brano del Vangelo a noi, giusti perché rispettosi delle norme e degli orari ma ciechi davanti a chi è sofferente o nel bisogno, presenti e attenti alle celebrazioni e ai momenti di culto ma taglienti e cattivi nel giudizio dei vicini, disponibili per eventi di fede ma poco generosi verso chi ci chiede qualcosa.
Allora cosa è lecito e cosa non è lecito? Non è lecito solamente, anzi è proprio proibito ad un cristiano, non amare!
Aiutaci Signore Gesù a fare le nostre scelte guidati solo dall’amore per te e per i fratelli, certi che solo nell’amore e con l’amore ogni cosa trova significato e forza.

La voce di Dostoevskij
“Con l’amore tutto si riscatta, si salva tutto. L’amore è un maestro, ma bisogna saperlo conquistare, perché è difficile meritarlo: lo si ottiene a caro prezzo e con grande fatica per lungo tempo, perché bisogna amare non per un istante, fortuitamente, ma sino alla fine. Di amare fortuitamente tutti sono capaci, anche i malvagi”


Commento di suor Sandra Bona FMA
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1/22/2020 9:22 PM
 
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Giovedì 23 gennaio 2020 - II Settimana del Tempo Ordinario

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Gesù, con i suoi discepoli si ritirò presso il mare e lo seguì molta folla dalla Galilea. Dalla Giudea e da Gerusalemme, dall'Idumea e da oltre il Giordano e dalle parti di Tiro e Sidòne, una grande folla, sentendo quanto faceva, andò da lui»
Mc 3,7-8


Come vivere questa Parola?

“La folla aveva sentito quello che Gesù faceva ed era corsa da Lui.”
Non c’è niente da fare, la testimonianza della vita e delle opere è sempre la più eloquente, ed è di questi messaggi che ha bisogno il nostro mondo.
Parlano molto di più i gesti e le azioni delle singole parole o dei discorsi ben costruiti.
Dobbiamo ricordarcelo quando le parole offensive e maleducate ci escono “per sbaglio” dalla bocca, quando il nostro atteggiamento è di giudizio o di insofferenza, quando diciamo che siamo pronti ad ascoltare ma con la mente siamo evidentemente altrove, quando corriamo senza sosta e non abbiamo tempo per nessuno: è quello che facciamo che parla di noi, non quello che diciamo!
Aiutaci Signore a ricordare che non sono le belle parole che parlano di Te e ci rendono evangelizzatori e testimoni, ma sono i fatti piccoli, quotidiani, concreti che parlano di amore e di salvezza ad ogni uomo.

La voce di Papa Francesco
“C’è bisogno di cristiani che rendano visibile agli uomini di oggi la misericordia di Dio, la sua tenerezza per ogni creatura. Sappiamo tutti che la crisi dell’umanità contemporanea non è superficiale, è profonda. Per questo la nuova evangelizzazione, mentre chiama ad avere il coraggio di andare controcorrente, di con-vertirsi dagli idoli all’unico vero Dio, non può che usare il linguaggio della misericordia, fatto di gesti e di atteggiamenti prima ancora che di parole”.
Discorso al Pontificio Consiglio per la Promozione della nuova Evangelizzazione

Commento di suor Sandra Bona FMA
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1/23/2020 3:19 PM
 
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Venerdì 24 Gennaio 2020 - S. Francesco di Sales, Vescovo E Dottore Della Chiesa

Patrono della Società di San Francesco di Sales

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Gesù salì sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici - che chiamò apostoli - , perché stessero con lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni»
Mc 3,13-15

Come vivere questa Parola?

«Come dev’essere buono Dio, se Francesco è così buono».
Ecco il vero discepolo di Gesù, colui che con i suoi atteggiamenti, con la sua dolcezza e con la sua parola parla solo di Lui, della sua bontà e del suo amore per ogni uomo.
Ecco l’apostolo scelto che s’impegna a continuare la Sua missione tra gli ultimi e i più lontani.
Ecco il vero seguace che chiamato risponde con piena libertà e generosità perché “le ispirazioni si fanno sentire in noi senza di noi, ma non ci fanno acconsentire senza di noi!”.
Ecco colui che da imitatore si fa’ collaboratore di Dio, e diviene un vero gigante di santità.
Gesù chiama i suoi discepoli, li chiama anche oggi, chiama anche noi, e in ognuna delle nostre chiamate è deposto il seme della santità, che dobbiamo far crescere, rispondendo con entusiasmo e generosità.
Insegnaci Signore, a rispondere ogni giorno alla tua chiamata e a renderci trasparenza continua del tuo amore perché anche di noi si possa dire: se lui è così buono come sarà Dio.

La voce di un santo: San Francesco di Sales
“Se è possibile bisogna evitare di rendere noiosa la nostra scelta di Dio. Ve l’ho detto e ve lo scrivo ora: non voglio una vita cristiana capricciosa, confusionaria, malinconica, fastidiosa, pessimistica, ma una pietà dolce, serena, piacevole e calma. Vivete nella gioia di aver scelto questo tipo di vita”

Commento di suor Sandra Bona FMA
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1/25/2020 7:53 AM
 
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Sabato 25 gennaio 2020 - Conversione di San Paolo Apostolo - Festa

DALLA PAROLA DEL GIORNO

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura».
Mc 16,15


Come vivere questa Parola?

“Proclamate il Vangelo ad ogni creatura”, perché noi l’abbiamo ricevuto e quando si ha un grande dono tra le mani e nel cuore non si può tenerlo per sé ma bisogna donarlo con generosità.
Come quella coppia che ha allargato la sua casa par accogliere tanti bambini in difficoltà e far loro sentire il calore di una vera famiglia, o come quei genitori che hanno accolto il figlio gravemente disabile che Dio ha donato loro e lo stanno facendo crescere felice, o quei ragazzi che aiutano le persone sole ed anziane, fanno loro la spesa, li tengono compagnia e non li lasciano in balia della solitudine, o come i tanti giovani volontari che negli oratori, negli ospedali, nelle scuole portano gioia, entusiasmo, amicizia e… la vita di Dio.
Perché il Vangelo dobbiamo per prima cosa proclamarlo qui ed ora, nel nostro quotidiano, nella nostra città, con i nostri amici e con la nostra vita.
Insegnaci Signore ad amare i nostri vicini, quelli che ci vivono accanto, quelli che non sopportiamo, e fa’ che possiamo portare a tutti gioia, consolazione e aiuto.

La voce di Papa Francesco
“Ogni forma di amore, di solidarietà, di condivisione è solo un riflesso di quella carità che è Dio. Egli, senza mai stancarsi, riversa la sua carità su di noi e noi siamo chiamati a diventare testimoni di questo amore nel mondo. Perciò dobbiamo guardare alla carità divina come alla bussola che orienta la nostra vita, prima di incamminarci in ogni attività: lì troviamo la direzione, da essa impariamo come guardare i fratelli e il mondo”.
(Discorso ai partecipanti al Congresso internazionale sulla “Deus caritas est”)


Commento di suor Sandra Bona FMA
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1/25/2020 1:55 PM
 
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26 gennaio 2020 - III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono»

Mt 4,18-20


Come vivere questa Parola?

Per noi, cristiani cattolici, queste brevi righe hanno un valore e una forza spirituale inestimabili.
Gesù istituisce la sua Chiesa fondata sui primi Apostoli. Simone vien chiamato da Lui Pietro: un nome prestigioso perché il Signore ha realmente fatto di un pescatore semplice e non acculturato, una roccia che non può essere sgretolata: la roccia della sua Chiesa. In essa lo Spirito Santo purifica sostiene e diffonde insegnamenti di verità a sostegno di chi sceglie, con libera coscienza, di essere vero cristiano: seguace di Gesù, vivendone il Vangelo.

Oggi pregherò così il Maestro che mi chiama: “Conquistami, Signore. Attirami a te per sempre”.

La voce di un teologo
Gli uomini gettano ovunque le loro reti; secondo la parola del Vangelo, le reti della chiesa devono raccogliere pesci di ogni genere, buoni e cattivi. Ma Gesù sceglie. La scelta di oggi è importante, perché sta per prendere coloro che saranno i suoi più stretti collaboratori. Tuttavia non privilegia i potenti per dare risonanza alla sua missione. Invece si rivolge alla sapienza del Padre: “Ti benedico, o Padre, signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e intelligenti e le hai rivelate ai piccoli”.
(Bossuet)


Commento di Sr Graziella Curti
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1/26/2020 10:24 PM
 
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Lunedì 27 gennaio 2020 - III settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi»
Mc 3,24-25


Come vivere questa Parola?

C’è un giovane sacerdote i cui libri stanno avendo ascolto in questi ultimi tempi. Si tratta di don Luigi Maria Epicoco. Leggiamo quanto ci suggerisce riguardo alla comprensione del Vangelo di oggi: “Se vogliamo annientare una persona, buttiamogli addosso un’etichetta di male: “E’ un demonio”. Da quel momento in poi, tutto quello che quella persona dirà e farà sarà visto e interpretato con pregiudizio. È il medesimo tentativo che tentano di fare gli scribi nei confronti di Gesù: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del principe dei demòni». Ma Gesù, con una logica stringente, smonta pezzo per pezzo il pregiudizio degli scribi: “Come può satana scacciare satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non può reggersi;. Alla stessa maniera, se satana si ribella contro se stesso ed è diviso, non può resistere, ma sta per finire”. In questo modo Gesù non ci dice solo in che modo si regge il male, ma anche in che modo si regge il bene. Così se da una parte il male è una sorta di criminalità organizzata, e la sua forza è proprio nella sua organizzazione di male, allo stesso tempo possiamo dire che il bene per reggersi ha bisogno di una medesima organizzazione e unità. Una sorta di santità organizzata. Il segreto di una “casa in piedi” è nell’unità delle diverse strutture. Se il male per essere male deve agire unito, allo stesso modo possiamo dire che il bene per essere bene ha bisogno di unità. Il peggio che possa capitarci è infatti la divisione, e una delle maniere che il male ha di rovinare il bene è proprio quello di far entrare la divisione. Così si distruggono famiglie, amicizie, comunità, ambienti, associazioni, situazioni”.
Oggi pregherò così: “Signore, aiutami a camminare, insieme, nella via del bene”.

La voce di monaci carmelitani
Gesù si serve del paragone della famiglia divisa e del regno diviso per denunciare l’assurdità della calunnia. Dire che Gesù scaccia i demoni con l’aiuto del principe dei demoni è negare l’evidenza. E’ come dire che l’acqua è secca, e che il sole è oscurità. I dottori di Gerusalemme calunniavano, perché non sapevano spiegare i benefici compiuti da Gesù a favore della gente. Avevano paura di perdere la leadership.

Commento di Sr Graziella Curti
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1/27/2020 2:18 PM
 
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Martedì 28 gennaio 2002 -S. Tommaso D'Aquino, Sacerdote e Dottore della Chiesa Memoria

DALLA PAROLA DEL GIORNO

Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?».
Mc 3,32-33


Come vivere questa Parola?

In questo episodio, che sempre ci meraviglia, Gesù cambia le carte in tavola della nostra anagrafe. Al richiamo della folla che gli comunica la presenza dei suoi famigliari, risponde con una domanda: “Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?”. Il momento è piuttosto critico per il Maestro. I suoi vogliono salvarlo dall’infamante accusa di essere pazzo e amico di Beelzebul, ma lui non si sottrae al compito di annunziare il Vangelo. Dopo il richiamo, posa il suo sguardo sugli astanti, li scruta e , indicandoli, afferma: “ Ecco mia madre e i miei fratelli! Chi compie la volontà del Padre mio , costui è mio fratello, sorella e madre”. La nuova strada della parentela con Dio si è aperta ed è percorribile per chi ascolta e mette in pratica la sua Parola. D’ora in poi non ci sono più dubbi: vivendo la Parola, frequentandola, si fa più chiara in noi la volontà del Signore. Il compiere la volontà di Dio ci permette di entrare in quella grande famiglia che è la comunità cristiana e non solo attraverso legami di amicizia o di simpatia, ma addirittura per legami di sangue, per vincoli di vita..

Oggi, la mia preghiera sarà così: “Per te, Signore, siamo fratello sorella e madre, e tu ci sei amico e Signore: aiutaci a capire e a condividere la tua volontà di bene, su di noi e sul mondo, che manifesti nella Parola, aiutaci a compiere la tua volontà!”.
La voce di una preghiera semplice
Signore Gesù, a volte noi ci rammarichiamo di non aver appartenuto alla cerchia delle persone che hanno vissuto accanto a te. Ma oggi la tua parola ci ricorda che, a coloro che ti sono stati vicini secondo la carne, tu hai preferito coloro che hanno fatto la volontà del Padre. Donaci di compiere questa volontà d’amore, per poter rimanere presso di te, nei secoli dei secoli.

Commento di Sr Graziella Curti
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1/28/2020 2:03 PM
 
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Mercoledì 29 gennaio 2020 - III settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Cominciò di nuovo a insegnare lungo il mare. Si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli, salito su una barca, si mise a sedere stando in mare, mentre tutta la folla era a terra lungo la riva. 2Insegnava loro molte cose con parabole»
Mc 4,1-2


Come vivere questa Parola?

L’evangelista Marco scatta un’istantanea: seduto su una barca, Gesù insegna alla folla, c’è molta gente attorno per ascoltarlo. Il Maestro parla in parabole. Usa le cose conosciute e visive della vita per spiegare le cose invisibili e sconosciute del Regno. Dio si fa vicino anche con l’uso di termini semplici, concreti e la gente della Galilea capisce quando si parla di semi, di terreno, di pioggia, di sole, di sale, di fiori, di pesci, di raccolto, etc. La parabola del seminatore è un ritratto della vita dei contadini. In quel tempo, non era facile vivere dell'agricoltura. I terreni erano pieni di pietre. Molti arbusti. Poca pioggia, molto sole. Inoltre, molte volte, la gente per abbreviare le distanze passava attraverso i campi e calpestava le piante. Malgrado ciò, ogni anno, l'agricoltore seminava e piantava, fiducioso nella forza del seme, nella generosità della natura. Gesù è facilmente identificabile con il buon seminatore che non desiste dallo spargere il suo seme di vita. A noi spetta di disporre il nostro cuore nell’ascolto. Solo così potremo essere terreno fertile dove può crescere il frutto di una vita buona.

Oggi farò mia la preghiera semplice di una bimba nel giorno della sua prima Comunione: “ Gesù, aiutami a diventare terreno buono”.

La voce del card. Martini
“Credo che un modo semplice e pratico per aiutare la gente a imbeversi dell’attitudine contemplativa sia l’esercizio della lectio divina l’abitudine cioè a mettersi in ascolto riverente delle parole di Dio, di Dio che dispone di me, in modo che la mia felicità sia l’abbandonarmi nelle sue mani, che la mia gioia sia lasciarmi nutrire dalla sua Parola di vita”.

Commento di Sr Graziella Curti
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1/30/2020 9:11 PM
 
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Venerdì 31 gennaio 2020 - SAN GIOVANNI BOSCO, SACERDOTE

San Giovanni Bosco, sacerdote e Fondatore della Società di San Francesco di Sales, dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice e dei Cooperatori Salesiani

DALLA PAROLA DEL GIORNO

Diceva: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa.»

Mc 4, 26-27


Come vivere questa Parola?

La parola chiave del vangelo di oggi è pazienza. Molto efficace per la comprensione di questa Parola è una piccola storia scritta dal biblista Silvano Fausti: “Un contadino stava seduto ai bordi di un vasto campo pulito, senza un filo d’erba. Mandò altrove i bambini che volevano giocare a palla; fece deviare un viandante che lo stava calpestando per andare diritto alla sua meta; mandò via un prete che glielo chiedeva per costruire le opere parrocchiali. In quel campo non c’era niente, ma il contadino lo contemplava già biondeggiante di messe. Non era un illuso: l’apparenza dava ragione agli esperti; la realtà invece a lui, che aveva seminato e sapeva che il seme non delude”. Il discepolo( noi tutti) sa che la sua vita è un campo seminato e non bisogna giocarci sopra, né calpestarlo per altri fini. La terra è feconda in forza del seme che contiene. Occorre pazienza e invocare il Seminatore che non delude mai l’attesa di chi ha fiducia in Lui.

La mia preghiera di oggi sarà: “In te, Signore, ho sperato, non sono mai stato deluso”.

La voce di un teologo
“Il seminatore non avrebbe gettato il seme se non fosse stato sicuro che, malgrado tutti gli ostacoli, quei chicchi di grano esposti a tanti rischi avrebbero finito per produrre una buona messe. Dal momento che Gesù è uscito a seminare, dal momento che ha donato la propria parola e la propria vita, significa che ha in sé un’energia capace di venire a capo di tutte le resistenze: la potenza del regno di Dio”.
Guillet

Commento di Sr Graziella Curti
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