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Un santo Natale

Last Update: 12/14/2019 10:11 PM
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12/14/2019 10:05 PM
 
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Giulio Viviani

Carissimi chierichetti/e ministranti.
Il tempo del Natale è un appuntamento importante per tutti voi con il servizio di tante belle celebrazioni. Esse iniziano già con la preparazione del Natale: la novena o ottavario. Poi trovano il loro culmine nella notte e nel giorno di Natale e quindi nelle celebrazioni di fine anno, del primo gennaio e dell’Epifania fino alla domenica del Battesimo del Signore. Per voi sono tutte occasioni di servizio e di gioia.
In questo Natale provate e ripensare un po’ a quello che è accaduto attorno alla grotta di Betlemme, quando tutti hanno imparato a fare comunità tra di loro; i pastori con Maria e Giuseppe e anche con gli angeli: quasi una fraternità di amici che stavano bene insieme. Riscoprite così questo Natale nelle vostre famiglie dove, accanto al presepio, potrete fare una bella preghiera; nelle vostre chiese con i sacerdoti e con le altre persone che partecipano alla Messa. Voi avete un grande compito a Natale: siete come pastori che arrivano per primi a vedere il Bambino Gesù; siete come gli angeli che possono invitare gli altri a partecipare alla festa con Gesù; siete come Maria e Giuseppe che non tengono nascosto il Bambino ma lo presentano a tutti. Anche voi,chierichetti, quindi potrete essere come gli angeli, come i pastori, come tutte le persone che riconoscono Gesù e lo fanno incontrare e vedere anche agli altri. Lo farete con la vostra preghiera e con il vostro impegno, con il vostro servizio all’altare e con la vostra bontà, e, soprattutto a Natale, così il vostro sorriso e la vostra gioia.

Guardando un piccolo bambino spesso gli adulti dicono: «È tutto suo padre». La stessa cosa la diciamo del Figlio di Dio quando nel Credo ogni domenica affermiamo: «della sostanza del Padre». Sì, nel Figlio vediamo, incontriamo il Padre.
Credo che il Figlio di Dio si è incarnato: credo che come ogni persona umana ha iniziato a vivere come essere umano nel grembo di una donna. Unico e irripetibile come ogni uomo e ogni donna che vengono in questo mondo, ha assunto la nostra fragilità. Non ci ha salvato dall’alto dei cieli; ha condiviso la storia della famiglia umana. «Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo». Cioè crediamo che nel Natale «il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1,14).
Si è fatto uomo nel grembo della Vergine Maria: era già Figlio di Dio e si è fatto Figlio tra i figli dell’umanità; in una famiglia, in una comunità, in mezzo agli altri, con un lavoro: uno di noi. Ha vissuto la famiglia nei momenti belli e brutti, nella gioia e nel dolore; nell’amore di un papà e di una mamma che «l’han tirato su» come uomo.
Noi non solo crediamo in-un Dio-Padre, ma anche un Dio-Figlio. In Dio sono presenti di una famiglia umana che si riconosce creata a immagine e somiglianza del suo Dio. L’Unigenito non è mai solo: è sempre con il Padre e lo Spirito Santo, ma è anche con noi, è il «Dio con noi». Non dimenticatelo, carissimi amici, in questo Natale quando andrete a servire la Messa.
San Luca evangelista narra con cura i fatti e gli episodi delle nascita di Gesù. Egli scrive che, all’annuncio dell’angelo, i pastori, sparsi nei dintorni di Betlemme, si recarono in fretta verso la grotta. Da dispersi essi si raccolgono tutti insieme, come per le grandi occasioni. Loro, solitamente guide di greggi, questa volta vengono radunati dal Pastore, da colui che è guida non delle pecore ma degli uomini. E là, in quella grotta, costituiscono la prima comunità attorno a Cristo, Parola di Dio fatta carne. Essi vedono che «è apparsa la grazia di Dio che porta salvezza a tutti gli uomini» e la contemplano nel Bambino Gesù.
La tradizione e i nostri presepi ci ricordano che i pastori vennero portando doni al Bambino misterioso e che attorno a lui si strinsero con grande umiltà e raccoglimento. Il Vangelo ci dice che essi, quasi imitatori della Vergine Maria ascoltarono con sorpresa e attenzione le parole dell’angelo e che poi essi stessi divennero gioiosi annunciatori e testimoni, sulle loro strade, di quanto avevano visto e udito. Se ci pensate ritroviamo in questa realtà del Natale gli elementi comuni che realizzano la normale celebrazione della Messa, dell’Eucaristia: il ritrovarci insieme perché invitati; lo stringerci attorno a Gesù portandogli i nostri poveri «doni» e offerte; l’ascoltare la sua Parola; e infine il diventare suoi messaggeri e testimoni nella vita e sulle strade di ogni giorno.
Quello del Natale era un avvio di quell’Eucaristia che Cristo avrebbe realizzato con tutta la sua vita, soprattutto con la Pasqua. Quella stessa Messa, che ancor oggi voi chierichetti e ministranti servite con impegno e con gioia nelle vostre chiese, e che noi tutti con Gesù celebriamo. Essa è sempre dire «grazie» a Dio e da Dio ricevere in abbondanza di «grazie», di doni. Anche per noi può essere più facile fare comunità attorno al Cristo, Bambino del Natale; ma sarà lui nell’Eucaristia a fare di noi una vera comunione in famiglia, nel gruppo, in parrocchia.
Il vostro impegno di chierichetti e ministranti, convinti e generosi, trova tante occasioni di presenza e di servizio durante le celebrazioni natalizie. L’esperienza del Natale ci richiama l’unità e la comunione della Chiesa e ci aiuta a pregare per tutte le nostre comunità cristiane e per tutte le nostre famiglie, perché l’Eucaristia «faccia di noi un solo corpo e un solo spirito». E anche noi, come i pastori, andiamo sulle strade della vita portando i segni concreti della nostra carità e annunciando con gioia: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli: e pace in terra agli uomini che egli ama».
È questo anche l’augurio che, nel nome del Signore, ci rivolgiamo reciprocamente in questi giorni. A Natale è Gesù che di raccoglie attorno a lui per fare di noi una vera comunità d’amore. In questi giorni di pace, di gioia e di serenità pensiamo anche a chi non ha questi doni e invochiamo che tutti possano sempre sperimentare la misericordia del Signore.

Buon Natale a tutti



[Edited by R.Mezzana 12/14/2019 10:11 PM]
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