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settembre / ottobre 2019

Last Update: 10/30/2019 9:08 PM
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20 ottobre 2019 - XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

DALLA PAROLA DEL GIORNO

« 6E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. 7E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? 8Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».
Lc 18, 6-8


Come vivere questa Parola?

Gesù, nella sua presenza tra noi, ha voluto sottolineare e mettere bene in evidenza l’assoluta necessità di pregare da parte di quelli che dicono di credere. E’ interessante il protagonista della parabola: un “giudice iniquo” che, infastidito per la richiesta della vedova che insiste per ottenere da lui che le sia fatta giustizia. Il personaggio della vedova è verace nel suo insistere pensando solo a far decidere il giudice di darle ascolto.
i due personaggi della parabola sono tratteggiati con evidenza simbolica molto forte. La vedova rappresenta la donna e l’uomo di tutti i tempi nel loro bisogno di aiuto dall’Alto. Il giudice, per contrasto, richiama un Dio potente.
il significato “esplode” in ultimo: “E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di Lui? L’affermazione che segue è molto consolante: “Io vi dico che farà loro giustizia prontamente”.
Attenzione però a una proposizione che esprime un forte e inquietante interrogativo. “ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?”

Signore, io a volte mi sento come la povera vedova: una persona che la Parola di Dio invita a pregare senza stancarsi e con vera fede.
Quanto alla domanda se, alla fine dei tempi, il Signore troverà qui in terra la fede, non so proprio cosa dire, ho però fiducia nel tuo essere Dio di grande misericordia.

La voce di un Santo Papa
“La pace richiede quattro condizioni essenziali: verità, giustizia, amore e libertà.”
(S. Giovanni Paolo II)

Commento di Sr Maria Pia Giudici FMA
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10/20/2019 10:19 PM
 
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Lunedì 21 Ottobre 2019 – XXIX Settimana Tempo Ordinario

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti”? Farò così – disse: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; riposati, mangia, bevi e divertiti!. Ma Dio gli disse:” Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?». 21Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».
Lc. 12,16-21


Come vivere questa Parola?

La parabola presenta un uomo che, già ricco è molto lieto di accumulare altri beni materiali. La sua preoccupazione però è grande: Dove mettere l’abbondante raccolto, dove sistemare tutto quel che possiede? Eccolo progettare la preparazione di nuovi ambienti in cui proteggere e conservare bene tutti i suoi averi. Sembra che il racconto di questa parabola scorra velocemente verso esiti ottimi; ma ecco il grande interrogativo che ha le radici in una verità certa e incancellabile. La morte verrà improvvisa e quando meno il ricco se la aspetta. Da questa radice certa e irrimandabile ecco puntare un gran pungiglione a forma di domanda: Tutti quei beni accumulati per goderne egoisticamente dove andranno?
Signore, fa di me un tuo discepolo: dammi un cuore che cerca le strade del bene collegate a quella del Tuo Vangelo dove Tu ci insegni ad usare i beni di questo mondo senza arrivare in possessi chiusi nell’egoismo del cuore dominato dall’ avida sete del possesso solo individuale.

La voce leader politico indiano
“Nel mondo c'è quanto basta per le necessità dell'uomo, ma non per la sua avidità.”
(Mahatma Gandhi)

Commento di Sr Maria Pia Giudici FMA
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10/21/2019 1:59 PM
 
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Martedì 22 ottobre 2019 - XXIX settimana del Tempo Ordinario

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Come per la disobbedienza di un solo uomo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti. (…) Ma dove abbondò il peccato, sovrabbondò la grazia.»
Rm.5,19-20


Come vivere questa Parola?

1. Paolo mette in evidenza una verità solare che meditata spesso da noi, renderebbe sereno ogni giorno il nostro cuore. Si tratta di capire che il peccato dei primi uomini e di noi oggi è un no a Dio devastante quel che di luminoso avevamo ricevuto dal Signore.
Quello che ci consente una vita decisamente serena è una verità cristiana che domina la nostra Fede
La dottrina cattolica, in base a questa osservazione biblica ci conforta e ci incoraggia. Essa ha una forza evidente nell’affermare che: dove abbondò il peccato sin dai primi uomini ora e sempre sovrabbonda la Grazia: Terapia efficace sopra il male, guarigione del male e qualcosa di più: la sovrabbondanza della Grazia di Dio nella vita singola e comunitaria dell’uomo.
Signore, grazie per elargire grazia su grazia al mio camminare nella storia di oggi. Davvero “Luce ai miei passi è la Tua Parola” (Sl. 118) Fa che io non lo dimentichi mai che sia aperta ad accoglierla giorno dopo giorno.

La voce presbitero educatore
“Con la parola alla gente non gli si fa nulla. Sul piano divino ci vuole la grazia e sul piano umano ci vuole l’esempio.”
(Lorenzo Milani)

Commento di Sr Maria Pia Giudici FMA
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10/22/2019 1:17 PM
 
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Mercoledì 23 ottobre 2019 - XXIX settimana del Tempo Ordinario

DALLA PAROLA DEL GIORNO
«47Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; 48quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più»
Lc. 12,47-48.


Come vivere questa Parola?

Gesù anche in questa parabola, si sofferma sulla realtà del premio e del castigo. Con l’affermazione sapienziale: “la persona che ha ricevuto molto, molto dovrà dare”.
In effetti, anche presso i popoli primitivi, emerge questa esigenza di giustizia fondamentale: alla gratuità ricevuta bisogna che corrisponda una facile (se è possibile sorridente) larghezza generosità del cuore.
Ci sono persone tutt’altro che ricche ma capaci di apprezzare il dono della salute, della concordia familiare, del rapporto buono con datori di lavoro, con operatori e lavoratori della terra o del ferro o d’altro.
Quel che conta è davvero questo rapporto all’insegna non solo di una saggia relazionalità ma anche d’altro. Ecco: si tratta di comprendere bene l’evidenza e la forza di questa parola trasmessa da Luca nel Vangelo. Chi vive anche la dimensione spirituale della vita coglie l’evidente correlazione tra quel che ha ricevuto e quel che il Vangelo chiama a donare. Ecco dunque come al ricco epulone della parabola sarà richiesto certamente molto di più, assolutamente di più che al povero Lazzaro. La domanda che oggi Gesù rivolge è questa: I molti doni che tu hai ricevuto sono dati per vivere un’esistenza all’insegna della bella generosità, oppure da un cieco egoismo?
Signore, purificami nel cuore, perché io viva la lieta generosità dell’attenzione ai bisogni del mio prossimo. So che Tu ne terrai conto, salvandomi dal male e preparandomi un’eternità di gioia.

La voce di un Santo
“Limitare il dono in anticipo dicendo: arriverò fin lì, ma non oltre, significa non dare assolutamente nulla.”
(San Francesco d'Assisi)

Commento di Sr Maria Pia Giudici FMA
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10/23/2019 1:32 PM
 
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Giovedì 24 ottobre 2019 - XXIX settimana del Tempo Ordinario

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Sono venuto a gettare fuoco sulla terra,
e quanto vorrei che fosse già acceso!»
Lc. 12,49


Come vivere questa Parola?

Gesù rivolge ai discepoli una sua confidenza appassionata servendosi di un immagine ardente e luminosa: “Sono venuto a portare il fuoco sulla terra”. Questa espressione comunica, attraverso la metafora del fuoco, una decisione forte e attraente. Il fuoco sprigiona fiamme e movimenti che dicono la realtà di una vita non stentata e povera, ma splendida perché ardimentosa e capace d’ inondare un ambiente di luce e calore. Non dirò mai che il mio amore è come acqua tiepida e senza slanci generosi; anzi ne rafforzerei il mio dire per non indebolire la forza e la vitalità del vero amore.
Signore, non permettere che la mia vita di cristiano, di credente in Te sia scialba e ridotta a cenere di abitudinarietà. Fammi ardere, Gesù, con quel fuoco che sei venuto a portare perché io sia vero e ardente nella missione di evangelizzare il mio cuore, e con la Tua grazia mi insegni a evangelizzare anche i miei fratelli e sorelle in umanità
L’amore di Gesù per te, per me, per ogni uomo – donna nel mondo è davvero ardente e appassionato. Lo testimonia la sua Passione e Morte cruenta per far splendere in noi l’identità dei figli di Dio e la somiglianza con Lui che è per essenza Amore infinito.

La voce di uno scrittore inglese
“Accendi un sogno e lascialo bruciare in te”
(William Shakespeare)


Commento di Sr Maria Pia Giudici FMA
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10/24/2019 1:40 PM
 
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Venerdì 25 ottobre 2019 - XXIX settimana del Tempo Ordinario

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Diceva ancora alle folle: «Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: «Arriva la pioggia», e così accade. 55E quando soffia lo scirocco, dite: «Farà caldo», e così accade. 56Ipocriti! Sapete valutare l'aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo? 57E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto? 58Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada cerca di trovare un accordo con lui, per evitare che ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all'esattore dei debiti e costui ti getti in prigione. 59Io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo».»
Lc 12,54-59


Come vivere questa Parola?

Gesù rimprovera i suoi contemporanei, perché, pur sapendo valutare il tempo "meteorologico", non danno importanza al tempo "messianico": in mezzo a loro è presente il Messia atteso da secoli, ma essi non lo riconoscono.
Inoltre invita a mettersi d'accordo coll'avversario mentre si viaggia (cioè fuori metafora: mentre si vive su questa terra) per evitare di essere trascinati in tribunale ed essere condannati.
E' un invito ad essere misericordiosi e accoglienti verso tutti, proprio sull'esempio di Gesù stesso, che venendo in questo mondo, ci ha redenti e ci ha donato la salvezza.
O Signore, aiutaci ad essere attenti alle situazioni di difficoltà, a comprendere i "segni del tempi" e a rispondere con generosità alle richieste di quanti sono nel bisogno.

La voce Presbitero Educatore
“Ognuno di noi sente dentro di sé una inclinazione, un carisma. Un progetto che rende ogni uomo unico e irripetibile. Questa chiamata, questa vocazione è il segno dello Spirito Santo in noi. Solo ascoltare questa voce può dare senso alla nostra vita“
(Pino Puglisi)

Commento di D. Mario Maritano SDB
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10/25/2019 1:57 PM
 
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Sabato 26 ottobre 2019 - XXIX settimana del Tempo Ordinario

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«In quello stesso tempo si presentarono alcuni a riferirgli il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. 2Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? 3No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. 4O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? 5No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».6Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. 7Allora disse al vignaiolo: «Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest'albero, ma non ne trovo. Taglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?». 8Ma quello gli rispose: «Padrone, lascialo ancora quest'anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. 9Vedremo se porterà frutti per l'avvenire; se no, lo taglierai»».
Lc 13,1-9


Come vivere questa Parola?

Gesù nel vangelo si richiama ad due fatti dolorosi (la repressione di Pilato verso alcuni galilei e la caduta della torre di Siloe su diciotto persone) per insistere sulla necessità della conversione per non perire.
Nella seconda parte di questo vangelo Gesù ribadisce la misericordia di Dio, sempre pronto nell'attendere frutti di buona vita piuttosto che punire le persone. E' un aspetto della "tenerezza" di Dio, che ci ama sempre, ci dà tempo per cambiare vita e realizzare la nostra esistenza cristiana.
Ti ringraziamo, Signore, per la tua infinita misericordia: fa' che siamo attenti alla tua bontà e seguiamo sempre il tuo vangelo, fonte per noi di vita e di salvezza.

La voce di un monaco eremita
„La capacità di discernere la volontà di Dio richiede una nuova sensibilità spirituale, precisamente quella che ci è data attraverso l'evento della nostra conversione.“
(André Louf)

Commento di D. Mario Maritano SDB
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10/25/2019 2:01 PM
 
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27 ottobre 2019 - XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”.
Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”.»
Lc 18,11-13


Come vivere questa Parola?

Due uomini salirono al tempio, probabilmente due uomini giusti, sicuramente due uomini credenti. Il primo, il fariseo, come molti di noi, non ha niente di cui pentirsi, è una persona ubbidiente alle leggi, non ruba e non manca di rispetto alle altre persone, va a Messa la domenica, fa qualche piccola offerta per i poveri, è una persona dabbene, non fa del male a nessuno. Il secondo, invece, il pubblicano, si sente profondamente peccatore e chiede l’aiuto e il perdono di Dio.
Anche noi siamo come il fariseo, non facciamo deliberatamente il male ma, spesso non facciamo neanche il bene: le nostre mani sono pulite… ma sono vuote di attenzioni per gli altri. Non guardiamo negli occhi chi ci cammina accanto e magari ha bisogno di uno sguardo d’incoraggiamento, non tendiamo la mano a chi vive nel nostro pianerottolo e magari ha bisogno di aiuto, non ci interessiamo di chi studia o lavora al nostro fianco e magari vive un momento di difficoltà e di solitudine. E di questo, purtroppo, non chiediamo mai perdono.
Non siamo cattivi, Signore, però non siamo neanche buoni verso gli altri, spesso per superficialità e trascuratezza. Aiutaci a riconoscerci peccatori, ad avere il cuore e le mani disponibili per chi ci sta vicino: abbi pietà di noi peccatori!

La voce di Papa Francesco
“Quante persone non fanno male, ma nemmeno il bene, e la loro vita scorre nell’indifferenza, nell’apatia, nella tiepidezza. Questo atteggiamento è contrario al Vangelo... Ricordate questo: è bene non fare il male, ma è male non fare il bene”.

Commento di suor Sandra Bona FMA
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10/27/2019 9:42 AM
 
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Lunedì 28 ottobre 2019 – SANTI SIMONE E GIUDA APOSTOLI – FESTA

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«In quei giorni, Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli».
Lc 6,12-13a


Come vivere questa Parola?

Gesù, prima di fare le cose importanti si ritira nel silenzio, sul monte, in alto, lì dove la presenza di Dio è più forte, in preghiera, di notte, tutta la notte.
La preghiera è, per Lui, l’unico viatico per le scelte vere e profonde, quelle che cambiano la vita; la preghiera è la strada migliore per discernere la verità e capire in profondità la storia, il mondo, la vita, le persone; la preghiera è il modo più valido per essere liberi di prendere le decisioni importanti.
Gesù, che è Dio, ha bisogno di pregare tutta la notte prima di scegliere i suoi amici; Gesù, che è Dio, ha bisogno di affidarsi al Padre per farsi guidare ed accompagnare nel cammino, Gesù, che è Dio, non ha paura di affidarsi all’Altro.
Gesù, che è Dio, ci insegna a vivere in pienezza il nostro essere uomini creati da Dio.
Insegnaci a pregare, Signore Gesù, aiutaci a parlare con il Tuo e nostro Padre che è nei cieli, ad affidare a Lui la nostra vita, le nostre scelte e i nostri desideri; insegnaci a lasciarci condurre da Lui perché la nostra vita sia piena e felice. AMEN.

La voce di Papa Francesco
“La preghiera, allora, non è una buona pratica per mettersi un po’ di pace nel cuore; e nemmeno un mezzo devoto per ottenere da Dio quel che ci serve. La preghiera, invece, è un’opera di misericordia spirituale, che vuole portare tutto al cuore di Dio. “Prendi Tu, che sei Padre. Guardaci Tu, che sei Padre”. La preghiera è la chiave che apre il cuore di Dio. È la più grande forza della Chiesa, che non dobbiamo mai lasciare.”

Commento di suor Sandra Bona FMA
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10/28/2019 1:27 PM
 
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Martedì 29 ottobre 2019 – XXX Settimana del Tempo Ordinario

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«In quel tempo, diceva Gesù: «A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo posso paragonare? È simile a un granello di senape, che un uomo prese e gettò nel suo giardino; crebbe, divenne un albero e gli uccelli del cielo vennero a fare il nido fra i suoi rami».»
Lc. 13,18-19


Come vivere questa Parola?

Gesù ci racconta di un uomo che prende un minuscolo granello di senape e lo getta nel suo giardino. E quel seme cresce e diviene un albero rigoglioso, capace di accogliere centinaia e centinaia di uccelli.
Le cose grandi nascono sempre da ciò che è piccolo, semplice, insignificante: i semi sono lì, sembrano nulla, ma poi germogliano e crescono.
Quante parole povere, dette anche inconsapevolmente, hanno fatto tanto bene senza che lo sapessimo; quanti gesti, compiuti con superficialità o senza convinzione, hanno costruito cattedrali nei cuori e nelle vite delle persone. Non possiamo né dobbiamo mai pensare che ciò che viviamo, facciamo, diciamo, pensiamo, sia inutile o senza senso, piccolo o sbagliato, insulso o fuori posto: no, tutto contribuisce a far fiorire il Regno di Dio, perché è il Signore che fa crescere e germogliare ogni nostra parola e azione.
Aiutaci, o Padre, ad essere tuoi collaboratori nella costruzione del Regno, coscienti che tutto ciò che di bene facciamo o diciamo lo dobbiamo a Te, Signore del cielo e della terra, Creatore dell’uomo e di ogni essere vivente.

La voce di Papa Francesco
“La nostra debole opera, apparentemente piccola di fronte alla complessità dei problemi del mondo, se inserita in quella di Dio non ha paura delle difficoltà. La vittoria del Signore è sicura: il suo amore farà spuntare e farà crescere ogni seme di bene presente sulla terra. Questo ci apre alla fiducia e alla speranza, nonostante i drammi, le ingiustizie, le sofferenze che incontriamo. Il seme del bene e della pace germoglia e si sviluppa, perché lo fa maturare l’amore misericordioso di Dio.”

Commento di suor Sandra Bona FMA
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10/30/2019 1:36 PM
 
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Mercoledì 30 ottobre 2019 – XXX Settimana del Tempo Ordinario

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Ma io nella tua fedeltà ho confidato;
esulterà il mio cuore nella tua salvezza,
canterò al Signore, che mi ha beneficato»
Salmo 12


Come vivere questa Parola?

Dio è fedele! La fedeltà alla parola data, ad un patto, ad un contratto, al dovere, all’amore è una caratteristica più divina che umana perché noi non ne siamo sempre capaci, abbiamo paura di impegnarci totalmente, temiamo i limiti che l’essere fedeli ci impone, non vogliamo “ipotecare” facilmente il nostro tempo e il nostro futuro.
Per Dio non è così: Egli è il Dio fedele e “la sua fedeltà dura in eterno” (Sal. 100), Lui promette all’uomo che “se segue le sue leggi e osserva le sue prescrizioni agendo con fedeltà, certamente vivrà” (cfr. Ez. 18,9) perché “Colui che vi chiama è fedele e farà tutto questo” (1 Ts 5, 24).
Dio è fedele, perché non potrebbe non esserlo: il “per sempre” è l’eternità, e l’eternità è lo spazio di Dio!
Dio è fedele e vuole che gli assomigliamo come quelle mamme che giorno dopo giorno si occupano della propria famiglia, come quei genitori di figli gravemente malati che prendono su di sé la loro croce, come quegli uomini e donne che compiono quotidianamente e con amore il proprio dovere, come quegli sposi che affrontano le prove della vita mano nella mano, perché la fedeltà è sì una caratteristica divina ma tutti noi siamo chiamati a viverla!
Vogliamo essere fedeli, Signore, ma spesso cadiamo, non ce la facciamo, torniamo indietro, abbiamo paura impegnarci, ci scoraggiamo: aiutaci Signore e sostieni la nostra fedeltà.

La voce di Papa Francesco
“La fedeltà di Dio non viene mai meno. E questo Dio misericordioso è fedele nella sua misericordia e San Paolo dice una cosa bella: se tu non Gli sei fedele, Lui rimarrà fedele perché non può rinnegare se stesso. La fedeltà nella misericordia è proprio l’essere di Dio. E per questo Dio è totalmente e sempre affidabile. Una presenza solida e stabile. È questa la certezza della nostra fede.”

Commento di suor Sandra Bona FMA
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Giovedì 31 ottobre 2019 –XXX Settimana del Tempo Ordinario

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? […] Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore»
Rm. 8,35.37-39


Come vivere questa Parola?

Chissà se hanno pensato a queste parole i giovani universitari cristiani uccisi uno ad uno, a Garissa in Kenia, nell’atrio del Campus dove studiavano?
Chissà se ha pensato a questo brano la giovane pakistana Asia Bibi, mamma di quattro figli, condannata a morte per blasfemia, con l’accusa di aver offeso il profeta Maometto, nel 2010, e poi liberata, finalmente, nell’ottobre del 2018?
Perché queste violenze, queste malvagità non potranno separare il cuore dell’uomo credente dall’amore di Cristo che per primo e per ogni uomo ha sofferto ed è morto in croce.
E come loro, anche noi, nelle nostre mille difficoltà, nelle nostre sofferenze, grandi o piccole, serie o superficiali, ricordiamo che niente e nessuno potrà mai separarci dall’Amore di Gesù, che è la nostra unica certezza e la nostra vera ricchezza
Signore Gesù aiutaci a fidarci di Te e della tua Parola e ad affidare a Te ogni momento della nostra vita, sicuri che Tu sei con noi e non ci abbandonerai mai.

La voce di un sacerdote giornalista
“Mi chiedi solo di credere, di fidarmi di te, di non avere paura delle tempeste della vita.
Mi dici che tu ci sei. E io lo so. Lo sento che ci sei...
Fidarmi di te però non è facile, non è per niente scontato. Ma tu insisti e mi dici che se non mi fido di te non ti amerò mai.”
(Don Angelo Saporiti)

Commento di suor Sandra Bona FMA
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