Previous page | 1 2 | Next page
Facebook  

Marzo 2019

Last Update: 3/29/2019 3:31 PM
Author
Print | Email Notification    
OFFLINE
Post: 5,027
Location: NAVE
Age: 48
Gender: Male
3/20/2019 1:36 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

Giovedì 21 marzo 2019 - II Settimana di Quaresima

DALLA PAROLA DEL GIORNO

“Benedetto l’uomo che confida nel Signore e il Signore è sua fiducia. Egli è come un albero piantato lungo l’acqua, verso la corrente stende le radici, non teme quando viene il caldo, le sue foglie rimangono verdi: nell’anno della siccità non intristisce, non smette di produrre i suoi frutti.”

Ger17, 7-9


Come vivere questa Parola?

L’immagine dell’albero, ricco di foglie e con lunghe radici che raggiungono la corrente d’acqua, è un simbolo vivo e parlante dell’uomo benedetto da Dio. Si tratta di una realtà diversa nell’immaginario del profeta Geremia, testimone drammatico del crollo del regno di Giuda e della rovina di Gerusalemme. La fedeltà a Dio e alla sua legge è principio di vita, di fecondità, di freschezza interiore. Spesso, anche noi, quando le cose vanno male, quando ci sentiamo incompresi e abbandonati dagli amici, sperimentiamo la desolazione del deserto. Abbiamo fame e sete di vita, che ci sembra sfuggire dai nostri giorni. Abbandonarsi con fiducia al Signore, alla vena segreta e profonda della sua acqua d’amore, può farci rifiorire. Possiamo godere di un senso primaverile di gemme, magari sconosciute, che ci aprono ad una nuova visione. La fedeltà a Dio, la fiducia nella sua Parola possono donarci quella speranza che ci fa indovinare nell’albero spoglio della nostra esistenza, “il verde a venire”. Sappiamo, come afferma uno scrittore contemporaneo, che “Le anime hanno le loro stagioni, ma Dio ci lesina forse le sue primavere?”.

Oggi, nella preghiera, chiederò al Signore di conservarmi lo stupore e la meraviglia di fronte alla Sua creazione.

La voce del profeta Isaia

“Il Signore farà scorrere su Gerusalemme un fiume di pace e di salvezza…i suoi bimbi saranno portati in braccio, sulle ginocchia saranno accarezzati.”

Commento di Sr Graziella Curti
OFFLINE
Post: 5,027
Location: NAVE
Age: 48
Gender: Male
3/21/2019 1:40 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

Venerdì 22 marzo 2019 - II Settimana di Quaresima

DALLA PAROLA DEL GIORNO


“E Gesù disse loro: “Non avete mai letto nelle Scritture: “ La pietra che i costruttori hanno scartata è diventata testata d’angolo; dal Signore è stato fatto questo ed è mirabile agli occhi nostri”. Perciò vi dico: vi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo farà fruttificare”.”

Mt 21, 42-43


Come vivere questa Parola?
Gesù continua nel tentativo di introdurre i Dodici verso pensieri molto lontani dalla loro visione di un Messia glorioso e comunque vincitore del male. Lui è quella pietra d’angolo che fra non molto sarà scartata, ma che poi diverrà base e sostegno di ogni costruzione umana. Il Maestro si rifà alle Scritture, che i suoi discepoli senz’altro conoscono, ma che fanno fatica ad applicare concretamente alla vita del Signore Gesù. La storia di ogni giorno è un tempo in cui gli uomini seguono la filosofia dello scarto, frutto di quella mentalità tanto criticata da Papa Francesco. Scartare, emarginare, squalificare e altri verbi denotano uno stile anticristiano, l’opposto del messaggio umanissimo delle Beatitudini. È effettivamente la parabola della storia umana. Si parla di quello che in qualche modo ciascuno di noi può sperimentare, giorno dopo giorno, in questo mondo concreto in cui ciascuno di noi vive. “L’uomo butta tutto, fino a buttare Dio, butta via tutto e Dio recupera tutto, meno se stesso perché il dono che fa rimane”.

Nella preghiera, ripeterò spesso il grido che i poveri lanciavano al passaggio di Gesù di Nazaret: “Gesù, Figlio di Davide, abbia pietà di me peccatore”

La voce di un teologo biblista

“…dal Signore è stato fatto questo ed è mirabile agli occhi nostri. Questa è l’opera del Signore, la meraviglia da lui compiuta davanti ai nostri occhi. Noi, del bene che lui ci dà, ne facciamo del male; lui, del male che noi gli diamo, ne fa un bene.”
Silvano Fausti

Commento di Sr Graziella Curti
OFFLINE
Post: 5,027
Location: NAVE
Age: 48
Gender: Male
3/22/2019 8:54 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

Sabato 23 marzo 2019 - II Settimana Di Quaresima

DALLA PAROLA DEL GIORNO

“Quando era ancora lontano, il padre lo vide e commosso, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre ho peccato contro il ciel e contro di te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo... mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”.”

Lc 15,20- 24


Come vivere questa Parola?

Questo Vangelo del figlio “spendaccione” ha stimolato in grande misura artisti di tutti i tempi e di tutti i luoghi. Fra i più conosciuti e amati, l’opera pittorica l’abbraccio del Padre di Rembrandt. Questo giovane era perduto ed è stato ritrovato. Così è avvenuto per la pecorella ripresa dal pastore tra i dirupi e per la moneta ritrovata dopo tanto cercare. È il messaggio evangelico, più volte ripetuto, “che nulla vada perduto, e che si realizza grazie al Padre/ pastore buono. E c’è qualcosa in più che connota questo ritrovamento: lo scoppiare della festa. Si fa festa per il figlio tornato a casa; si fa festa tra i pastori per la pecorella riportata all’ovile; si fa festa, tra le amiche, per la moneta ritrovata. È una buona notizia che ci riempie di gioia e di speranza specie in quei momenti in cui siamo lontani da casa, quando siamo smarriti nel nostro male di vivere. Anche in quei momenti oscuri ci raggiunge la certezza che c’è qualcuno che ci cerca e che farà festa per il nostro ritorno.

La voce del Salmo

“Paziente e misericordioso è il Signore,
lento all’ira e ricco di grazia.
Buono è il Signore verso tutti,
e la sua misericordia si estende a tutte le sue creature.”

Sal. 144

Commento di Sr Graziella Curti
OFFLINE
Post: 5,027
Location: NAVE
Age: 48
Gender: Male
3/22/2019 8:58 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

24 marzo 2019 - III Domenica di Quaresima - Anno C

Giornata dei missionari martiri


DALLA PAROLA DEL GIORNO


«No, io vi dico, ma se non vi convertite,
perirete tutti allo stesso modo».

Lc 13,5


Come vivere questa Parola?

Il momento presente è il punto, l’unico punto in cui ci si può e deve convertire.
Ma insomma, da che cosa dovremmo convertirci? Non siamo forse della brava gente?
D. Bonhoeffer ci suggerisce un pensiero: "Il contrario della fede non è l'incredulità; è l'idolatria".
Ma che cos'è l'idolatria? Nell'opinione comune, mentre la vera fede adora un solo Dio, l'idolatria adora molti dèi. Ma nella Bibbia l'idolatria è qualcosa di più sottile e di più subdolo: non è tanto piegare il ginocchio davanti a una statuetta d‘oro o di legno; non è neanche adorare il vitello d'oro; è piuttosto ergere il proprio Io al posto di Dio.
Al fondo di ogni idolatria, c'è l'autolatria, "l'amore di sé spinto fino al disprezzo di Dio" (s. Agostino).
Da qui, se conversione vuol dire letteralmente "volgersi indietro, compiere una inversione a U", all'origine della conversione c’è il volere cambiare direzione: dal nostro io a Dio. Oggi, adesso.

Tu Signore sei con noi in questo cambio di rotta, ci aiuti, si sostieni, Tu sei sempre con noi, “Io sono Colui che sono”. Aiuta noi ad essere con Te!

La voce di un testimone

Mons. Romero e "opzione per i poveri"

"Ti offro questo esempio. Un edificio è in fiamme e lo stai guardando bruciare, in piedi e chiedendoti se tutti sono al sicuro. Poi qualcuno ti dice che tua madre e tua sorella sono dentro quell'edificio. Il tuo atteggiamento cambia completamente. Sei frenetico: tua madre e tua sorella stanno bruciando e tu faresti qualsiasi cosa per salvarli anche a costo di diventare carbonizzato. Questo è ciò che significa essere veramente impegnati. Se guardiamo alla povertà dall'esterno, come se guardassimo a un incendio, non è quello di optare per i poveri, non importa quanto possiamo essere preoccupati. Dovremmo entrare come se nostra madre e nostra sorella stessero bruciando. In effetti è Cristo che è lì, affamato e sofferente".

"PER AMORE DEL MIO POPOLO NON TACERÒ" GIORNATA DI PREGHIERA E DIGIUNO IN MEMORIA DEI MISSIONARI MARTIRI 2019


Commento di suor Monica Gianoli FMA
OFFLINE
Post: 5,027
Location: NAVE
Age: 48
Gender: Male
3/24/2019 1:49 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

Lunedì 25 marzo 2019 - ANNUNCIAZIONE DEL SIGNORE

DALLA PAROLA DEL GIORNO


“Al sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzareth, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te». […] Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l'angelo si allontanò da lei.”

Lc 1,26-27.38


Come vivere questa Parola?

“Il Signore è con te”. Dio, il Presente, si fa incontro a Maria, la saluta, le svela la sua profonda identità: “Piena di Dio - l'Amata” e attende una risposta, attende che Maria scelga di volgere il suo cuore o verso le vedute di Dio , o verso le sue vedute. Aspetta che scelga sé come criterio di discernimento o si fidi delle parole di Dio. E Maria sceglie: “avvenga secondo la tua Parola”! Ogni istante è un momento di scelta, di risposta, ogni istante è un momento di chiamata che ci interpella a scegliere Dio o noi stessi. Scegliendo Dio , Maria aderisce alla verità più profonda del suo essere: si sente nient’altro che “serva” e come tale si presenta, libera e senza pretese davanti al suo Signore.

"Ecco la serva del Signore: avvenga a me secondo la tua parola!"

La voce di Papa Francesco

"Maria risponde alla proposta di Dio dicendo: «Ecco la serva del Signore» (v. 38). Non dice: “Mah, questa volta farò la volontà di Dio, mi rendo disponibile, poi vedrò…”. No. Il suo è un sì pieno, totale, per tutta la vita, senza condizioni. E come il no delle origini aveva chiuso il passaggio dell’uomo a Dio, così il sì di Maria ha aperto la strada a Dio fra noi"
Angelus 8 dicembre 2016



Commento di suor Monica Gianoli FMA
OFFLINE
Post: 5,027
Location: NAVE
Age: 48
Gender: Male
3/25/2019 8:43 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

Martedì 26 marzo 2019 - III Settimana di Quaresima

DALLA PAROLA DEL GIORNO

” Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: «Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa». Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: «Restituisci quello che devi!». Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: «Abbi pazienza con me e ti restituirò». Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito. Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».”
Mt 18,23-30.35


Come vivere questa Parola?

Il perdono di Dio è davvero il “dono donato”: il “per-dono”; è quel dono che ci aiuta a cambiare la vita se accolto con verità, con sincerità. La forza del Suo Amore in noi, non può lasciarci indifferenti, ha la forza di cambiare la nostra vita se gliela lasciamo cambiare. Se lasciamo entrare il Bene, nel cuore, nella mente, la nostra relazione con gli altri cambia, come cambia, il nostro sguardo su Dio. La nostra vita si converte alla logica della compassione, del perdono ricevuto e donato che solo in questo modo diventa vero ed efficace per noi e per gli altri.

“Signore aumenta la mia fede”

La voce di Papa Francesco
«...chiedere perdono non è un semplice chiedere scusa» ma è essere consapevoli del peccato, dell’idolatria che io ho fatto, delle tante idolatrie; in secondo luogo, Dio sempre perdona, sempre, ma richiede anche che io perdoni, perché se io non perdono, in un certo senso è come se chiudessi «la porta al perdono di Dio». Una porta invece che dobbiamo mantenere aperta: lasciamo entrare il perdono di Dio affinché possiamo perdonare gli altri.» meditazione mattutina nella cappella della domus sanctae marthae,
martedì, 10 marzo 2015.


Commento di suor Monica Gianoli FMA
OFFLINE
Post: 5,027
Location: NAVE
Age: 48
Gender: Male
3/26/2019 2:31 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

Mercoledì 27 marzo 2019 - III Settimana di Quaresima

DALLA PAROLA DEL GIORNO

“Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli.

Mt 5,17-19


Come vivere questa Parola?

Gesù non è venuto ad abolire la legge, la legge è buona, comanda ciò che fa crescere la vita e vieta ciò che la diminuisce.
Lui non è venuto ad abolirla, sarebbe stato come stravolgere il bene in male e viceversa. Gesù è venuto a liberarci dalla schiavitù della legge dandole la possibilità di superarsi raggiungendone il fine. Infatti dietro la legge, che vieta ciò che sa di morte, c'è il Signore che dà la vita e risuscita dai morti; dietro la parola che condanna la trasgressione, c'è il Padre che perdona il trasgressore. Gesù ci aiuta ad andare nelle profondità di una norma e a riscoprire che dietro al pedagogo della legge, c'è l'Amore di un Padre che ci aiuta ad essere figli.

“Le tue parole, Signore, sono spirito e vita; tu hai parole di vita eterna.”

La voce di Papa Francesco

"Da tutto questo si capisce che Gesù non dà importanza semplicemente all’osservanza disciplinare e alla condotta esteriore. Egli va alla radice della Legge, puntando soprattutto sull’intenzione e quindi sul cuore dell’uomo, da dove prendono origine le nostre azioni buone o malvagie. Per ottenere comportamenti buoni e onesti non bastano le norme giuridiche, ma occorrono delle motivazioni profonde, espressione di una sapienza nascosta, la Sapienza di Dio, che può essere accolta grazie allo Spirito Santo. E noi, attraverso la fede in Cristo, possiamo aprirci all’azione dello Spirito, che ci rende capaci di vivere l’amore divino. Alla luce di questo insegnamento, ogni precetto rivela il suo pieno significato come esigenza d’amore, e tutti si ricongiungono nel più grande comandamento: ama Dio con tutto il cuore e ama il prossimo come te stesso."
Angelus 16 febbraio 2014

Commento di suor Monica Gianoli FMA
OFFLINE
Post: 5,027
Location: NAVE
Age: 48
Gender: Male
3/27/2019 5:17 AM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

Giovedì 28 marzo 2019 - III Settimana di Quaresima

DALLA PAROLA DEL GIORNO

“Gesù stava scacciando un demonio che era muto. Uscito il demonio, il muto cominciò a parlare e le folle furono prese da stupore. Ma alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo. Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull'altra. Ora, se anche Satana è diviso in sé stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl. Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.”

Lc 11, 14-20


Come vivere questa Parola?

La divisione è il principio della fine, sia nel bene che nel male. Essa porta alla devastazione, alla "desertificazione". Dove abbiamo "divisione" lì è presente Satana, il divisore per eccellenza, il padre della menzogna. Lì la vita muore, troviamo violenza, non si rispetta la verità, non si ha libertà, si genera la "confusione». La missione di Gesù è stata vincere lo Spirito del male per liberare l'uomo dalla schiavitù e ridonagli lo Spirito del Figlio.
“Signore non abbandonarci nella tentazione”

La voce di Papa Francesco

«Per favore, non facciamo affari con il demonio e prendiamo sul serio i pericoli che derivano dalla sua presenza nel mondo [...] Questi, sono i criteri per rispondere alle sfide poste dalla presenza del diavolo nel mondo: la certezza che «Gesù lotta contro il diavolo»; «chi non è con Gesù è contro Gesù»; e «la vigilanza». Teniamo presente, che il demonio è astuto: mai è scacciato via per sempre, soltanto l’ultimo giorno lo sarà. La sua strategia è questa: tu ti sei fatto cristiano, vai avanti nella tua fede, e io ti lascio, ti lascio tranquillo. Ma poi, quando ti sei abituato e non sei molto vigile e ti senti sicuro, io torno. Il Vangelo di oggi incomincia col demonio scacciato e finisce col demonio che torna. San Pietro lo diceva: è come un leone feroce che gira intorno a noi». E queste non sono bugie: «è la Parola del Signore».
«Chiediamo al Signore la grazia di prendere sul serio queste cose. Lui è venuto a lottare per la nostra salvezza, lui ha vinto il demonio».
meditazione mattutina nella cappella della domus sanctae marthae,11 Ottobre 2013


Commento di suor Monica Gianoli FMA

OFFLINE
Post: 5,027
Location: NAVE
Age: 48
Gender: Male
3/28/2019 2:38 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

Venerdì 29 marzo 2019 - III Settimana di Quaresima

DALLA PAROLA DEL GIORNO

“Allora si avvicinò a lui uno degli scribi che li aveva uditi discutere e, visto come aveva ben risposto a loro, gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». Gesù rispose: «Il primo è: Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l'unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. Il secondo è questo: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Non c'è altro comandamento più grande di questi». Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all'infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l'intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici». Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.”
Mc 12, 28-34

Come vivere questa Parola?

Quando ci si avvicina a Gesù con cuore e mente liberi, non chiusi da pregiudizi o interessi o ragionamenti che devono giustificare la propria condotta, la Parola di Gesù entra nella vita, nel cuore, viene compresa, condivisa e ci dona il segreto dell'unificazione interiore nella Volontà di Dio: questo è l'AMORE. L'amore nelle sue due dimensioni: verso Dio e verso il fratello. Capire questo e sforzarsi di metterlo in pratica - amare Dio nel fratello e amare il fratello perché luogo della presenza di Dio - è già assaporare e vivere nell'Amore di Gesù, è non essere lontani dal Regno di Dio.

Donaci il Tuo Spirito Signore, per poter cercare la Verità in noi e in Te

La voce di Papa Francesco
«[...] C’è da intraprendere un cammino per arrivare al Regno di Dio; occorre mettere in pratica questo comandamento. Di conseguenza, la confessione di Dio si fa nella vita, nel cammino della vita; non basta dire: io credo in Dio, l’unico; ma bisogna chiedersi come si vive questo comandamento. In realtà, spesso si continua a vivere come se lui non fosse l’unico Dio e come se ci fossero altre divinità a nostra disposizione. Questo è il pericolo dell’idolatria, la quale è portata a noi con lo spirito del mondo. E Gesù su questo è sempre stato chiaro: «Lo spirito del mondo no». Tanto che nell’ultima cena «chiede al Padre che ci difenda dallo spirito del mondo, perché esso ci porta all’idolatria. [...] Ma come smascherare questi idoli? Vi è un criterio di valutazione: sono quelli che fanno fare il contrario del comandamento: «Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore». Perciò «la strada dell’amore a Dio — amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e tutta la tua anima — è una strada d’amore; è una strada di fedeltà».
meditazione mattutina nella cappella della domus sanctae marthae, giovedì 6 giugno 2013


Commento di suor Monica Gianoli FMA
OFFLINE
Post: 5,027
Location: NAVE
Age: 48
Gender: Male
3/28/2019 2:42 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

Sabato 30 marzo 2019 - III Settimana di Quaresima

DALLA PAROLA DEL GIORNO

“Disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l'intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri: «Due uomini salirono al tempio a pregare: un’era fariseo e l'altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: «O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo». Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: «O Dio, abbi pietà di me peccatore». Io vi dico: questi, a differenza dell'altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato».
Lc 18, 9-14


Come vivere questa Parola?

Ci troviamo di fronte due persone, due modelli di fede e di preghiera. Da una parte il fariseo che prega davanti al proprio io. Sicuro della sua bontà, giustifica sé e condanna gli altri. Dall'altra il pubblicano che sentendosi lontano da Dio e non potendo confidare in sé, si accusa e invoca perdono.
Possiamo pensare queste due persone come due spiriti, due atteggiamenti che convivono nel cuore di ciascuno di noi.
Ogni azione che facciamo può avere risultati diversi a seconda dello spirito con cui la viviamo; qui nella preghiera esce la verità del cuore. Il fariseo sta non davanti a Dio, ma al proprio io, è un monologo tra sé e sé, ringrazia, ma non per lodare Dio ed entrare in comunione con Lui, bensì per lodare sé e dividersi dagli altri. La preghiera del superbo è una diabolica separazione dagli altri e da Dio. Il pubblicano invece, cosciente del proprio peccato, non ha fiducia neppure nella sua preghiera: ma la preghiera dell'umile penetra le nubi (Sir 35,17). Senza l'umiltà non c'è nessuna conoscenza, né di sé, né di Dio.

Aiutaci a riconoscere Signore la nostra umiliante superbia di fariseo.

La voce di Papa Francesco

"Il brano del Vangelo mette in evidenza due modi di pregare, uno falso – quello del fariseo – e l’altro autentico – quello del pubblicano. Il fariseo incarna un atteggiamento che non esprime il rendimento di grazie a Dio per i suoi benefici e la sua misericordia, ma piuttosto soddisfazione di sé. Il fariseo si sente giusto, si sente a posto, si pavoneggia di questo e giudica gli altri dall’alto del suo piedestallo. Il pubblicano, al contrario, non moltiplica le parole. La sua preghiera è umile, sobria, pervasa dalla consapevolezza della propria indegnità, delle proprie miserie: quest’uomo davvero si riconosce bisognoso del perdono di Dio, della misericordia di Dio. Quella del pubblicano è la preghiera del povero, è la preghiera gradita a Dio che, come dice la prima Lettura, «arriva fino alle nubi» (Sir 35,20), mentre quella del fariseo è appesantita dalla zavorra della vanità.”
Omelia, Festa della Famiglia-Anno della Fede, 27 ottobre 2013

Commento di suor Monica Gianoli FMA
OFFLINE
Post: 5,027
Location: NAVE
Age: 48
Gender: Male
3/29/2019 3:31 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

31 marzo 2019 - IV Domenica di Quaresima – Anno C

DALLA PAROLA DEL GIORNO


«Se uno è in Cristo è una nuova creatura;
le cose vecchie sono passate;
ecco, ne sono nate di nuove.»

2 Cor 5,17


Come vivere questa Parola?

Da che esiste il mondo, l’uomo che vi abita si sente attratto da ciò che è nuovo.
Proprio nella misura in cui la sua vita si radica sempre più negli insegnamenti del Signore, cioè nel suo Vangelo, la novità che attrae l’uomo è quella che è al centro del suo insegnamento: il pressante invito a vivere l’amore di Dio e del prossimo.
È bello costatare che chi entra in questa via dell’amore non è più soggetto a scoraggiamenti, delusioni e depressioni. Decidersi di immergere nell’amore quello che siamo desideriamo e operiamo, fa davvero nuova la vita.
Penso in questo momento a Federica Picchi Roncali che da imprenditrice laicista è giunta a fondare la Dominus production, con una missione importante e sempre nuova: quella di “diffondere storie vere di umana virtù”.

Dammi, Signore di vivere i miei impegni dentro la continua novità che viene dalla Tua Parola e io stessa ogni giorno sarò nuova nella luce e nella forza della Tua Parola.

La voce di una imprenditrice italiana

“Credo che la forza di qualsiasi cristiano sia la Santa Messa quotidiana e la meditazione della Parola di Dio”
Federica Picchi Roncali


Commento di Sr Maria Pia Giudici FMA
Admin Thread: | Close | Move | Delete | Modify | Email Notification Previous page | 1 2 | Next page
New Thread
 | 
Reply
Cerca nel forum
Tag discussione
Discussioni Simili   [vedi tutte]

Home Forum | Bacheca | Album | Users | Search | Log In | Register | Admin
Create your free community and forum! Register to FreeForumZone
FreeForumZone [v.5.2] - Leggendo la pagina si accettano regolamento e privacy
Tutti gli orari sono GMT+01:00. Adesso sono le 9:34 AM. : Printable | Mobile
Copyright © 2000-2020 FFZ srl - www.freeforumzone.com