Previous page | 1 2 | Next page
Facebook  

Gennaio 2019

Last Update: 1/30/2019 8:51 PM
Author
Print | Email Notification    
OFFLINE
Post: 5,027
Location: NAVE
Age: 48
Gender: Male
1/20/2019 10:10 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

Lunedì 21 Gennaio 2019 - Sant'Agnese Martire – Memoria

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«I discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Vennero da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora, in quel giorno, digiuneranno. Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo diventa peggiore. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi!»
Mc 2,18-22

Come vivere questa Parola?

Presi in custodia dal Maestro di Nazareth, i discepoli di Gesù suscitano brusii sommessi, rumores (per dirla alla latina) che si addensano come vapore appiccicaticcio attorno a loro: non tarda a prendere corpo la diffidenza, un sentirsi scrutati con occhio torvo dai “religiosi” contemporanei: siano seguaci del Battista, di quelli che sperano in un futuro indefinito, siano alcuni di quei Farisei ancorati a un ideale del passato, nessuno di essi sa capacitarsi della gioia, della letizia, della soavità di animo che traspare da quelle persone che gravitano attorno al Nazareno. Sì, costoro manifestano un non so che di diverso dagli altri, sarà l’espressione del volto, dei tratti particolarmente distesi … Sembrano estraniati dal marasma che in genere si agita nei sentimenti della collettività e che in genere minaccia grandi rivoluzioni. Sarà forse questa la rivoluzione più grande? Guardiamo anche noi a loro con interesse, con curiosità, con una sottile, suadente impazienza di indagare cosa possa essere successo, perché siano così … La loro vita è a una svolta: hanno incontrato l’amore!
Non viviamo di solo pane, e lo sperimentiamo perché quando stiamo bene in compagnia abbiamo più appetito … Mi impegno oggi ad andare più a fondo nelle relazioni, a cogliere i messaggi che l’altro mi invia, in forme più o meno esplicite, per intuire la dimensione più vera in me e in lui. Ogni comportamento dell’uomo è simbolico.

La voce di una Poetessa
“La cosa più bella è ciò di cui si è innamorati”
Saffo

Commento di Don Enrico Emili
OFFLINE
Post: 5,027
Location: NAVE
Age: 48
Gender: Male
1/21/2019 8:48 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

Martedì 22 Gennaio 2019 - II Settimana del Tempo Ordinario (Anno Dispari)

Beata Laura Vicuña, adolescente

DALLA PAROLA DEL GIORNO
«Di sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli, mentre camminavano, si misero a cogliere le spighe. I farisei gli dicevano: «Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?». Ed egli rispose loro: «Non avete mai letto quello che fece Davide quando si trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame? Sotto il sommo sacerdote Abiatàr, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani dell'offerta, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche ai suoi compagni?». E diceva loro: «Il sabato è stato fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato!»
Mc 2,23-28


Come vivere questa Parola?

Perciò il Figlio dell'uomo è signore anche del sabato». «Umanesimo veramente “integrale” è quello che “integra” uomo e Dio, che mostra l’inscindibile compenetrazione della componente umana con quella divina: un uomo che voglia essere veramente tale lo si definisce a partire dal “fattore Dio”! Così si restituisce alla creatura la sovrana dignità che il Creatore gli ha attribuito sin dall’inizio, coronandolo di gloria e di onore (Sal 8). Gesù ha comprovato tale verità non soltanto con un’audace sottolineatura scritturistica, ma trasformando la lettera della Legge in carne della sua carne, Egli vero “Figlio dell’uomo” e vero Dio, compagno di ognuno nei labirinti della storia, di cui coglie i frutti maturi e in cui apre nuovi sentieri. Sterminate distese biondeggianti di grano, impossibili da dominarsi con uno sguardo … Imponente meraviglioso lavoro di chi si pone alla sequela di Gesù, la cui parola assimilata nelle brevi soste è cibo indispensabile per recuperare le energie: “non metterai la museruola al bue mentre sta trebbiando”» (Dt 25,4) …
E’ segno di grande maturità umana riconoscere e concedersi la possibilità di dare respiri ampi e profondi alle nostre giornate mettendo ordine e dando le giuste priorità: con un riposo opportuno, con pause di riflessione e meditazione, con letture edificanti, evitando forme di distrazione che anziché rigenerare stordiscono e offuscano l’anima …

La voce di un Santo
“Si chiamano esercizi spirituali i diversi modi di preparare e disporre l'anima a liberarsi da tutte le affezioni disordinate e, dopo averle eliminate, a cercare e trovare la volontà di Dio nell'organizzazione della propria vita in ordine alla salvezza dell'anima”.

Ignazio di Loyola

Commento di Don Enrico Emili
OFFLINE
Post: 5,027
Location: NAVE
Age: 48
Gender: Male
1/22/2019 8:36 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

Mercoledì 23 Gennaio 2019 - II Settimana del Tempo Ordinario (Anno Dispari)

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Gesù entrò di nuovo nella sinagoga. Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata, e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo. Egli disse all'uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati, vieni qui in mezzo!». Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?». Ma essi tacevano. E guardandoli tutt'intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all'uomo: «Tendi la mano!». Egli la tese e la sua mano fu guarita. E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire.»
Mc 3,1-6


Come vivere questa Parola?

Nel luogo dove gli Ebrei della diaspora si radunano e si riconoscono come popolo nel celebrare il culto atavico, la presenza di infermi, storpi, ciechi, uomini abbruttiti dalla vita era sotto il segno della tolleranza. Era lo stesso Dio liberatore, quello venerato nel Tempio di Gerusalemme, dove uno stuolo di disperati giaceva presso i cinque portici della piscina di Betzatà (Gv 5,2sg.), vivacchiando al tepore di una superstiziosa speranza. Non stupisce che la santità di una sinagoga accogliesse un pover’uomo dalla mano inaridita, proprio lì dove si celebrava la magnificenza di Dio. La malversazione del pover’uomo non doveva sfuggire al maestro di Nazareth: solo Egli si accorgeva di quest’umanità fragile e anonima tenuta ai margini. Quella mano era una provocazione, un’esca per vedere fino a che punto si sarebbe scavalcata la Legge per dare spazio al miracoloso. La tensione è alta, le parole di Gesù sarebbero state pesate su una bilancia sensibilissima … L’animo del Signore è scosso e freme: l’ira e la tristezza sono espressione della sua ricca umanità … Ma il male pur minaccioso e premeditato, subìto e accolto fino in fondo, non riesce a rattrappire il cuore di Gesù: in quell’ordine – “tendi la mano!” – c’è la restituzione della libertà integrale all’uomo, e una mano salda e forte che firma la propria condanna. La vita donata per l’altro è fare il bene nella sua espressione somma.

Il peso del male provocato da persone o situazioni a volte rischia di schiacciarci. Con la grazia del Signore sono però in grado di sopportarlo con amore e di dissolverne la potenza. A volte basta poco, una parola detta con saggezza e attinta dal cuore per cambiare un destino e scrivere una nuova storia. Occorre esserci, non arretrare.

La voce di uno storico dell’arte
“[Dio nell’affresco della Cappella Sistina] porge la mano destra a uno Adamo, figurato di bellezza, di attitudine e di dintorni di qualità che è par fatto di nuovo dal sommo e primo suo creatore più tosto che dal pennello e disegno d'uno uomo tale” (G. Vasari).

Commento di Don Enrico Emili
OFFLINE
Post: 5,027
Location: NAVE
Age: 48
Gender: Male
1/23/2019 8:32 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

Giovedì 24 Gennaio 2019

- San Francesco di Sales, Vescovo e Dottore Della Chiesa Patrono della Famiglia Salesiana

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Fratelli, Cristo può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si avvicinano a Dio: egli infatti è sempre vivo per intercedere a loro favore. Questo era il sommo sacerdote che ci occorreva: santo, innocente, senza macchia, separato dai peccatori ed elevato sopra i cieli. Egli non ha bisogno, come i sommi sacerdoti, di offrire sacrifici ogni giorno, prima per i propri peccati e poi per quelli del popolo: lo ha fatto una volta per tutte, offrendo se stesso. La Legge infatti costituisce sommi sacerdoti uomini soggetti a debolezza; ma la parola del giuramento, posteriore alla Legge, costituisce sacerdote il Figlio, reso perfetto per sempre.»
Eb 7,25 - 28


Come vivere questa Parola?

La condanna appena sottoscritta da farisei ed erodiani all’indirizzo di Gesù (Mc 3,6) ottiene di manifestare in modo ancora più efficace la potenza salvifica del Cristo, nel quale opera fin d’ora l’energia del mistero di morte e resurrezione. Una potenza tale che smuove le folle dai quattro punti cardinali, un’attrazione irresistibile verso la fonte della guarigione e della pienezza, laddove non c’è sterile dottrina ma soluzioni concrete ai problemi della vita. E’ un Gesù già rigettato e condannato da parte delle autorità religiose (re-ligare = “legare”), e che proprio in virtù di ciò viene a “sciogliere” dai lacci del male e della superstizione un’umanità in attesa. Ogni mano guarita dall’aridità (Mc 3,1-5) può ora accogliere il dono di Dio e diventare capace di farsi dono e accoglienza dell’altro. Per chi sa riconoscere con gratitudine il tesoro ricevuto dall’alto, il tempo trascorre fruttifero nel fasciare le piaghe dei cuori spezzati, nel ridare fiducia agli scoraggiati, nell’assistere i malati, nell’incoraggiare e perdonare, nel leggere negli occhi di ogni fratello un bisogno di vita e di resurrezione.
Attraverso chi mi sta accanto, in maniera diretta o indiretta, è Dio che mi parla. Oggi mi propongo di abbandonare tanti miei progetti personali, anche meditati a lungo e pianificati con cura, per mettere al primo posto il bisogno più urgente di chi mi chiede aiuto, senza paura di essere travolto dalla sua richiesta impellente di essere ammesso anche lui nel regno.

La voce del patrono dei giornalisti e santo della dolcezza
La devozione è possibile in ogni vocazione e professione. Nella creazione Dio comandò alle piante di produrre i loro frutti, ognuna "secondo la propria specie" (Gn 1, 11). Lo stesso comando rivolge ai cristiani, che sono le piante vive della sua Chiesa, perché producano frutti di devozione, ognuno secondo il suo stato e la sua condizione.S. Francesco di Sales

Commento di Don Enrico Emili
OFFLINE
Post: 5,027
Location: NAVE
Age: 48
Gender: Male
1/24/2019 8:44 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

Venerdì 25 Gennaio 2019 - CONVERSIONE DI SAN PAOLO APOSTOLO – Festa

DALLA PAROLA DEL GIORNO
«[Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».»
Mc 16,15-18


Come vivere questa Parola?

La vita di colui che crede è una vita “risorta”, potenza pura innescata nel campo del mondo minato di piatta sfiducia. Come ci testimonia l’universalismo di Paolo, diventa eloquente manifestazione della bellezza, ricchezza, dolcezza, magnanimità, forza di un Dio che vuole arrivare a raggiungere ogni creatura. La natura dell’uomo è di per sé “simbolo” e “segno” che rimanda a qualcosa di altro da lei: chi mi conosce di vista, riconosce i lineamenti dei miei genitori … Chi sa vedere un po’ oltre le apparenze sa capire come sto … Chi osserva le mie azioni intravvede le attitudini, le aspirazioni, il mio stile … Chi mi guarda quando mi muovo, noterà se sono sicuro nei movimenti, se ho fiducia nelle mie capacità, se credo che quel serpente che tengo in mano non mi morderà col suo veleno, se ho paura dell’avversario … Chi ascolta le mie parole confronterà la mia lingua con la sua, verificherà se sono capace di parlare al suo cuore, se il mio linguaggio è pigiato dentro, scosso, maturato, o è gettato alla rinfusa come mangime per le galline … Chi getta l’occhio sulle mie mani si accorgerà se sono capaci di aprirsi e di posarsi con benevolenza sul debole, di spandere calore e luce in chi è stato strattonato dalla vita, se testimoniano comunione e accoglienza, se riescono ad essere l’ultima propaggine del braccio di Dio, che si solleva implacabile per ordinare l’amore!
Il tesoro della fede è troppo prezioso e importante perché io lo possa trattenere solo per me. Si moltiplicherà nella misura in cui sarò capace di condividerlo, e più lo condividerò più scoprirò ricchezze che il Signore ha deciso di affidarmi. Nessun gesto, parola, atteggiamento, pensiero è “neutro”: tutto potrà essere motivo di gioia e invito alla fede, e sarà come una grande rete, che accoglierà un numero sterminato di pesci!

La voce dI un Papa
“Che razza di sentinella sono dunque io, che invece di stare sulla montagna a lavorare, giaccio ancora nella valle della debolezza? Però il creatore e redentore del genere umano ha la capacità di donare a me indegno l’elevatezza della vita e l’efficienza della lingua, perché, per suo amore, non risparmio me stesso nel parlare di lui”.
Gregorio Magno

Commento di Don Enrico Emili
OFFLINE
Post: 5,027
Location: NAVE
Age: 48
Gender: Male
1/25/2019 8:59 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

Sabato 26 Gennaio 2019 - Santi Timoteo e Tito, Vescovi – Memoria

DALLA PAROLA DEL GIORNO
«Il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: "Pace a questa casa!". Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all'altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: "È vicino a voi il regno di Dio"».
Lc 10,1-9


Come vivere questa Parola?

Sentirsi una sparuta minoranza, incapaci di portare a termine il lavoro con le nostre sole forze: è la prima esperienza che il Signore ci fa fare, quando ci invia. Non ci blandisce solleticando la nostra vanagloria e non ci illude con promesse da marinaio, promettendoci comodità di vita e successi immediati: piuttosto ci invita a pregare. Solo con Lui possiamo condurre a termine l’immane lavoro. Per noi abituati ormai ad inserire tutto in organigrammi ben strutturati, a perseguire efficientismo a mezzo di tecniche raffinatissime, per noi che scandiamo la nostra giornata distillando il tempo con criteri di massimo profitto, l’arrendevolezza richiesta da Gesù è una scandalosa prova di sobrietà e di spoliazione: niente borsa, sacca, sandali, saluti … Sobri, semplici, essenziali ed genuini come agnelli, ignari in mezzo a un mondo di lupi rapaci guidati dall’istinto. Così, piccoli piccoli ma liberi, alzando gli occhi potremo contemplare il biondeggiare di quella messe, matura per poter unire in una medesima gioia chi semina e chi miete (Gv 4,35-38).
Mi capita forse di sentirmi schiacciato dal peso di una vita cristiana in cui non vedo i frutti del mio lavoro: sono tentato di lasciar perdere, di chiedere un avvicendamento al mio superiore, di mettere in discussione gli impegni presi … Ricordo allora questa parola, la pace che sono chiamato a proclamare anche solo con la mia presenza, con il mio semplice stare, con la fedeltà a Dio e non agli uomini: è l’esperienza della povertà, che mi fa fare il salto di qualità.

La voce di un Pastore
“La pace va osata sulla parola di Cristo, non calcolata nei lambiccati dosaggi dei nostri equilibri”.
Don Tonino Bello

Commento di Don Enrico Emili
OFFLINE
Post: 5,027
Location: NAVE
Age: 48
Gender: Male
1/25/2019 9:02 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

27 gennaio 2019 - III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Lo Spirito del Signore su di me, a causa di questo mi unse: per annunziare la buona notizia ai poveri, ha inviato me per proclamare ai prigionieri la remissione e ai ciechi la vista, per inviare gli affranti in remissione, per proclamare un anno gradito al Signore.»
Lc 4, 18-19



Come vivere questa Parola?

L’attività di Gesù è instancabile. Se ne va per le strade assolate della Palestina. Si ferma nelle case di amici o di curiosi del suo segreto. Si reca nelle sinagoghe, luogo di culto e di annuncio. Ed è appunto a Nazareth, nella sinagoga della sua città che rivela il senso ultimo e grande della sua missione. Lo Spirito l’ha unto, cioè gli ha conferito il mandato di “annunziare ai poveri la buona notizia…di proclamare ai prigionieri la remissione” soprattutto di “proclamare un anno gradito al Signore”. E’ un anno fondamentale nella legislazione di Israele: il tempo sabbatico, infatti, annuncia che “la fede in Dio diventa giustizia nuova fra gli uomini”. La misericordia del Padre si fa vita nuova tra i figli.

Oggi, la mia preghiera sarà fatta di canto nel cuore “Misericordias Domini in aeternum cantabo”

La voce di un teologo biblista
Dante chiama Luca “scriba mansuetudinis Christi”. Il suo infatti è il Vangelo della misericordia. “Diventate misericordiosi, come il padre vostro è misericordioso” è il tema di tutta la sua opera.
Silvano Fausti

Commento di Sr Graziella Curti
OFFLINE
Post: 5,027
Location: NAVE
Age: 48
Gender: Male
1/27/2019 9:58 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

Lunedì 28 Gennaio 2019 - S. Tommaso D'Aquino, Sacerdote e Dottore Della Chiesa Memoria

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Amen, vi dico: Saranno rimessi ai figli degli uomini tutti i peccati e le bestemmie. Ma chi bestemmia contro lo Spirito Santo non ha remissione in eterno.»
Mc 3, 28-29


Come vivere questa Parola?

Gesù, il Santo, l’Agnello senza macchia che guarisce chi si rivolge a lui, viene definito come posseduto dai demoni, da Beelzebul: “Costui scaccia i demoni per mezzo del principe dei demoni”. Dicono gli scribi. Il Maestro replica con argomenti ineccepibili: “come può satana scacciare satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non può reggersi”. Ma che cos’è il peccato contro lo Spirito Santo? Chi parla come gli scribi diventa di per sé incapace di ricevere il perdono. Commenta un biblista: “Chi si tappa gli occhi può vedere? Non può. Chi ha la bocca chiusa può mangiare? Non può. Chi non chiude l’ombrello della calunnia può ricevere la pioggia del perdono? Non può. Il perdono gli passerebbe accanto e non lo raggiungerebbe. Non è che Dio non vuole perdonare. Dio vuole perdonare sempre. Ma è il peccatore che rifiuta di ricevere il perdono!”

Nella preghiera chiamerò lo Spirito, Maestro interiore, perché mi illumini e mi guidi nella strada verso Gesù.
La voce del Salmo 97
Il Signore ha manifestato la sua salvezza
Agli occhi dei popoli ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa di Israele.

Commento di Sr Graziella Curti
OFFLINE
Post: 5,027
Location: NAVE
Age: 48
Gender: Male
1/28/2019 9:00 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

Martedì 29 gennaio 2019 - III Settimana del Tempo Ordinario (Anno Dispari)

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«In quel tempo, giunsero la madre di Gesù e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo.
Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano».
Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».»

Mc 3,31-35



Come vivere questa Parola?

Ancora una volta Gesù è preso di mira. Vengono coinvolti anche sua madre e i suoi fratelli per avere più forza in un giudizio negativo riguardo alla sua predicazione e alla sua vicinanza quotidiana con la gente. Lui continua a incatenare quelli che l’ascoltano con l’annunzio della buona notizia, ma addirittura la stessa folla lo interpella e vorrebbe ridurlo al silenzio, a ritornare a casa sua. Ma la risposta del Maestro, come al solito, destabilizza, rivoluziona le consuetudini restrittive di chi vorrebbe identificare il Salvatore del mondo a semplice capo di una setta, a predicatore di un piccolo gruppo. Lui supera le distanze, cancella i muri di separatezza e chiama fratelli, sorelle e madri chi fa la volontà di Dio. Un annuncio meraviglioso ed esaltante per noi che non abbiamo potuto essergli vicini fisicamente e tuttavia siamo chiamati ad essere consanguinei se percorriamo la strada del suo
Vangelo.
In preghiera, ringrazierò Gesù per la chiamata ad essere familiare con Lui, che è” un Dio vicino” fattosi uno di noi, nostra dimora.

La voce di un Papa santo
Ogni madre è fatta a immagine di Mosè. Lei non entra nella terra promessa, Lei prepara un mondo che non vedrà. Noi viviamo tutti, più o meno, di quello che una donna ci ha insegnato nella dimensione del sublime.
Paolo VI

Commento di Sr Graziella Curti
OFFLINE
Post: 5,027
Location: NAVE
Age: 48
Gender: Male
1/29/2019 8:47 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

Mercoledì 30 Gennaio 2019 - III Settimana Del Tempo Ordinario (Anno Dispari)

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«E di nuovo cominciò a insegnare lungo il mare; e si riunì presso di lui moltissima folla, così che egli, salito in barca, sedette sul mare e tutta la folla davanti al mare stava a terra. E insegnava loro molte cose in parabole, e diceva loro nel suo insegnamento: «Ascoltate!».»
Mc 4,1-2



Come vivere questa Parola?

Shemà Israel. Ascolta! E’ il primo e grande comandamento per Israele. Gesù conosce bene questo appello e lo rende fattibile parlando alle folle in modo semplice e chiaro. Usa spesso la parabola, cioè le immagini che la gente conosce perché fanno parte della propria vita di agricoltori, pescatori, pastori, donne di casa. Per mezzo delle parabole, Gesù aiutava la gente a percepire la presenza misteriosa del Regno nelle cose della vita. Una parabola è un paragone. Lui usa le cose conosciute e visive della vita per spiegare le cose invisibili e sconosciute del Regno di Dio. Per esempio, la gente della Galilea capiva quando si parlava di semi, di terreno, di pioggia, di sole, di sale, di fiori, di pesci, di raccolto, etc. E allora l’ascolto era suscitato anche dal fascino di chi parlava con immagini che comunicavano da sole la vita quotidiana nella sua bellezza e concretezza. Le folle seguivano un Maestro che sapeva parlare il loro linguaggio. Erano pronte anche a rimanere senza cibo perché la voce di Gesù diventava pane per la loro vita.
Farò alcuni momenti di silenzio nella mia giornata e dirò: “Parla Signore, il tuo servo ti ascolta.

La voce di uno scrittore contemporaneo
Seppero sotto il Sinai che l’ascolto è una cisterna in cui si versa acqua di cielo di parole scandite a gocce di sillabe. L’ascolto è un pozzo che le serba intere. Da lì se ne può attingere ogni volta sembra che ne manchi una.
Erri De Luca

Commento di Sr Graziella Curti
OFFLINE
Post: 5,027
Location: NAVE
Age: 48
Gender: Male
1/30/2019 8:51 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

Giovedì 31 gennaio 2019 - SAN GIOVANNI BOSCO, Festa Per La Famiglia Salesiana

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Fate attenzione a quello che ascoltate. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più. Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».

Mc 4, 24-25


Come vivere questa Parola?

Fare attenzione ai preconcetti. Gesù chiede ai discepoli di rendersi conto dei preconcetti con cui ascoltano l’insegnamento che lui offre. Dobbiamo fare attenzione alle idee con cui guardiamo Gesù! Il suo insegnamento era diverso da quello degli scribi. Era una Buona Notizia per i poveri, perché Gesù rivelava un nuovo volto di Dio, in cui la gente si riconosceva e gioiva. “Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e Della terra, perchè hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te!”. Dipende da noi avere o non avere la benevolenza e la misericordia da parte di Dio. Se riusciamo ad essere generosi, semplici consapevoli dei nostri limiti nei confronti dei fratelli e delle sorelle che possono sembrare più poveri di fede, di cultura, di vita buona. Se sapremo leggere la realtà con gli occhi di Dio, avremo in aggiunta il grande amore del Padre e l’accoglienza nella dimora trinitaria del Figlio e dello Spirito.

La voce di una monaca
La capacità di leggere il reale, di ascoltare ogni voce cogliendovi il discorrere di Dio è come il farsi esperienza quotidiana dell’affermazione di Paolo “ Niente è senza voce”( I Cor 14-10). E questa lettura e ascolto va fatta con intenso affetto. La Parola di Dio, infatti, quasi piccolo bambino, vive di questo affetto.
Madre Ignazia Angelini

Commento di Sr Graziella Curti
Admin Thread: | Close | Move | Delete | Modify | Email Notification Previous page | 1 2 | Next page
New Thread
 | 
Reply
Cerca nel forum
Tag discussione
Discussioni Simili   [vedi tutte]

Home Forum | Bacheca | Album | Users | Search | Log In | Register | Admin
Create your free community and forum! Register to FreeForumZone
FreeForumZone [v.5.2] - Leggendo la pagina si accettano regolamento e privacy
Tutti gli orari sono GMT+01:00. Adesso sono le 9:51 AM. : Printable | Mobile
Copyright © 2000-2020 FFZ srl - www.freeforumzone.com