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Novembre 2018

Last Update: 11/29/2018 9:31 PM
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Mercoledì 21 novembre 2018 - Presentazione della Beata Vergine Maria Memoria

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Mentre Gesù parlava ancora alla folla, ecco, sua madre e i suoi fratelli stavano fuori e cercavano di parlargli.
Qualcuno gli disse: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti».
Ed egli, rispondendo a chi gli parlava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Poi, tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre»»
Mt 12,46-50


Come vivere questa Parola?

Una scena veloce ma vivace e ardente nel vibrare di sentimento che sono “umano-divini”.
Maria, la Vergine Madre “umile e grande più che creatura” (così dice Dante Alighieri) era andata là dove, in quel giorno e in quel momento, Gesù stava ammaestrando le folle.
Non è difficile immaginare quello che l’aveva spinta fin lì in compagnia dei familiari: cugini di Gesù che in quell’epoca erano chiamati essi pure “fratelli”: qualche decisione da prendere insieme, qualche informazione, o anche solo affetto quell’onda d’amore puro e appassionato, tipico di un bel cuore di Madre.
Sulle prime può sorprenderci davvero la risposta apparentemente dura che Gesù dà a chi lo avverte di quella presenza tutt’altro che … da poco.
Bisogna tener conto che Gesù viveva ormai in funzione di quel Regno di Dio, di quella strada sanante e luminosa che il padre gli aveva chiesto di indicare a tutti gli uomini suoi fratelli.
Ecco dunque l’identificazione che ne viene. Sì, Maria è Madre e i suoi fratelli (cugini) sono suoi stretti parenti: proprio come quelli che, affamati di Verità, stanno accogliendo la Sua Parola che li aiuti a vivere ogni giorno la Volontà del Padre.
O Maria, che fin da bambina fosti accompagnata nel tempio di Dio a vivere per la sua Gloria, aiutaci a vivere interiorizzando la Parola nel piccolo tempio del cuore dove Dio abita sempre. E interiorizzarla significa poi viverla nel quotidiano.

La voce di un Santo Padre della Chiesa
La voce Maria Santissima è veramente la mistica scala per la quale è disceso il Figlio di Dio sulla terra e per cui salgono gli uomini al cielo.
(Sant’Agostino)

Commento di Sr Maria Pia Giudici FMA
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11/21/2018 8:57 PM
 
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Giovedì 22 novembre 2018 - Santa Cecilia Vergine e Martire (Memoria)

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Quando fu vicino, alla vista della città pianse su di essa42dicendo: «Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace! Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi»

Lc 19,41-42


Come vivere questa Parola?

Gesù sta decisamente affrontando l’ultima parte della missione che il Padre gli ha affidato. Sale verso Gerusalemme, la splendida città delle grandi memorie di Israele, però anche “covo” dei suoi acerrimi avversari.
Il Signore la contempla con profondo dolore. Egli sa quella che sarà la fine della città ribelle a Dio e a quel Vangelo di Salvezza che il Padre gli ha affidato.
Gesù sa che, in mezzo a due delinquenti appesi all’infamante supplizio della Croce, Lui pure sarà lassù: l’innocenza personificata che liberamente accetterà di morire in croce per la salvezza di tanti fratelli.
Attenzione però! Gesù non piange per il fatto d’essere Lui la vittima più innocente del mondo che verrà lassù in croce seviziato e ucciso. No! Il testo dice che pianse su Gerusalemme, su quegli abitanti, talmente ciechi in cuore da non aver affatto colto una Verità bruciante: “ciò che occorreva e (e sempre occorre) alla pace degli uomini è l’astensione umile consapevole e intelligente della Volontà di Dio: quel progetto che è salvezza per chi lo viene compiendo a cuore sereno, nella piena fiducia in Colui che è “progettista perfetto” dell’Amore.
Signore, mia Luce e mia Salvezza, apri la mia mente e ancor più il mio cuore perché, in semplicità d’intelletto e di sentimento, io scelga un tenore sobrio e lieto di vita. Mi aiuti anche Santa Cecilia, una donna della prima era cristiana famosa per la musica e il canto coltivati fino al suo martirio.

La voce di un grande pensatore e pacifista
Il giorno in cui il potere dell’amore supererà l’amore per il potere il mondo potrà scoprire la pace.
(Mathama Gandhi)

Commento di Sr Maria Pia Giudici FMA
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11/22/2018 9:04 PM
 
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Venerdì 23 novembre 2018 - XXXIII settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Ed entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano, 46dicendo loro: «Sta scritto:
La mia casa sarà casa di preghiera.
Voi invece ne avete fatto un covo di ladri»»
Lc 19,45-46


Come vivere questa Parola?

Quel Gesù, che nel grande proclama delle Beatitudine aveva asserito ”Beati i miti” in queste righe di Vangelo sembra esattamente l’opposto della mitezza.
E va bene proprio così! Come nei grandi quadri di Pittori rinascimentali, non è tutta luce né tutta tenebra, ma l’alternarsi di esse è quel che esprime la forza e la bellezza dell’opera d’arte.
Gesù scaccia dal luogo sacro quei disgraziati che avevano molto più a cuore la sete dei soldi che il rispetto, la venerazione per un luogo dove da tempo si svolgevano riti sacri.
Un giovane mi ha detto: “E’ proprio quel che capita a certi imprenditori, potenti dentro il gran mercato che è oggi il mondo. Dai, bisogna proprio decidersi a dare una sferzata a certi usi costumi e soprattutto a una mentalità corrente. La sacralità stessa del corpo e dell’amore di coppia non può essere deturpata dall’interesse del tutto materiale: far soldi il più possibile, fare lo sgambetto al prossimo, infischiarsi dei più deboli.
No, la sacralità della vita, Tu la celebri, la vivi dentro un cuore pacificato dalla scelta di fede: mi decido per il rispetto, per l’impegno di prendermi cura di chi, in casa e fuori, ha bisogno di aiuto, per il diventare sempre più propenso a dare per amore che a pretendere vantando diritti continuamente predicati dal mio ego.
La vita, anche quella di un filo d’erba, ha la sua sacralità proprio perché è dono di Dio. Guai se la stringo e la soffoco nelle mie mani. La faccio avvizzire a colpi più o meno forti di altezzoso trotto a cavallo.
L’egoismo dissacrante è oggi la peste “di troppa gente” accomodata per sé sola nel benessere, magari con qualche spruzzatina, a volte di vecchie abitudini religiose.
Signore, conduci Tu il “cavallo matto” che sono io su strade di attenzione al prossimo, di coraggioso sganciamento dai suggerimenti di una cultura interessata a promuovere comodità e benessere materiale, scordando troppo spesso le esigenze profonde della spiritualità

La voce di un Padre della Chiesa

“Vuoi onorare il corpo di Cristo? Dopo averlo onorato in chiesa, non disprezzarlo quando è coperto di stracci fuori della porta della chiesa. Colui che ha detto "questo è il mio corpo" ha detto anche "questa è la mia fame". Che importa che la mensa del Signore scintilli di calici d'oro, mentre lui muore di fame? Che senso ha offrirgli porpora e oro, e rifiutargli un bicchiere d'acqua? Rendi bella la casa del Signore, ma non disprezzare il mendicante, perché il tempio di carne di questo fratello è più prezioso del tempio di pietre.“
Giovanni Crisostomo arcivescovo e teologo bizantino 349 – 407

Commento di Sr Maria Pia Giudici FMA
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11/23/2018 8:58 PM
 
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Sabato 24 novembre 2018 - Santi Andrea Dung-Lac e compagni martiri Memoria

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui»»
Lc 20,38


Come vivere questa Parola?

Sì, questa breve asserzione di Gesù ha tale forza da far crollare tanto bigottismo e rappresentazioni tanto carenti da ogni punto di vista, a cominciare da quella dell’arte (“a Dio quasi nepote” Dante Alighieri) credo che questa asserzione dovremmo scegliere d’impararla a memoria e ripeterla spesso nel palpito vivo del nostro cuore.
Il Dio che Gesù e venuto a farci conoscere, perfezionando e compiendo quel che Patriarchi Profeti e Sapienti avevno detto di Lui è Colui che con il Padre e con lo Spirito Santo è una cosa sola con il crocefisso Risorto.
“Se Cristo non fosse Risorto – ha detto San Paolo – vana sarebbe la nostra fede”.(1Cor 15,17).
Proprio le pagine del Vangelo che notificano la verità di un morto in croce che da quattro giorni ormai fetido giacce nel sepolcro e è risuscitato risulta sbalorditiva verità che fa del messaggio cristiano un continuo e mai intorpidito annuncio di vita.

Signore, nel mondo ci sono meravigliose persone che vivono intensamente e annunciano vita a un mondo troppo spesso scoraggiato deluso sbagliato.
Aiutami ad essere come qualcuno di loro. Se non proprio come il meraviglioso Dottor Sveizzer che trasse da morte a vita tanti lebbrosi in Africa, almeno come tante anonime persone che sanno di viere in forza e dono continuo del Signore della vita.
Dammi, Gesù, di essere come loro, portatrice o portatore di pace di bene di piena capacità d’amore.

La voce di un poeta
Se vuoi essere più vicino a Dio, stai più vicino alla gente.
(Kahlil Gibran)

Commento di Sr Maria Pia Giudici FMA
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11/24/2018 10:59 PM
 
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25 novembre 2018

- XXXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO B –
NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO RE DELL'UNIVERSO – SOLENNITÀ

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Pilato allora rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse: «Sei tu il re dei Giudei?». 34Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». 35Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?». 36Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». 37Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce»»
Gv 18,33-37


Come vivere questa Parola?

Agli sguardi frettolosi della contemporaneità sfugge la presenza del Regno di Dio, misteriosamente immanente nel qui e oggi. Se tentiamo di afferrarlo con interrogativi e pretese, scomparirà ai nostri occhi. Solo a chi non si lascia scandalizzare dalla mitezza disarmata di Gesù apparirà la luce della verità. Egli potrà sedere sovrano nel nostro cuore quando avremo riconosciuto anche noi la responsabilità di averlo condannato a morte, caricandolo dei nostri peccati. La salvezza e il giudizio appartengono a Lui: se voglio vivere nella libertà di figlio, mi farò volentieri accogliere presso il trono di Colui che regnando mi dona la vera libertà.

Sarò attento oggi a non lasciare che siano altri a inculcarmi le loro idee e a decidere della mia vita. Di fronte alle mie crisi esistenziali mi chiederò con forza e fiducia ogni giorno: “Chi è Gesù per me? Cosa avrebbe fatto Lui al posto mio in questa situazione?”. Mi accosterò con fiducia presso il trono di Dio, disposto ad ascoltare la verità e a farla regnare in me.

La voce di un letterato
Non ci può essere amore se non si è se stessi con tutte le proprie forze
(I. Calvino, Il barone rampante).

Commento di Don Enrico Emili
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11/25/2018 10:12 PM
 
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Lunedì 26 novembre 2018 - XXXIV settimana del Tempo Ordinario (Anno pari) DALLA PAROLA DEL GIORNO «Alzàti gli occhi, vide i ricchi che gettavano le

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Alzàti gli occhi, vide i ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro del tempio. 2Vide anche una vedova povera, che vi gettava due monetine, 3e disse: «In verità vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato più di tutti. 4Tutti costoro, infatti, hanno gettato come offerta parte del loro superfluo. Ella invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere»»
Lc 21,1-4


Come vivere questa Parola?

Avvolto dalla solennità del Tempio, intarsiato di pietre preziose e cosparso di doni votivi, ricco per arredi liturgici e traboccante della verbosità erudita degli scribi, Gesù ricco della sapienza del Padre non se ne lascia ammaliare, ma rivolge il suo sguardo penetrante e sovrano all’indirizzo di un particolare apparentemente trascurabile: due spiccioli di una povera vedova valgono più del tintinnio strabordante di tanti ricconi. L’anonima donna senza saperlo ha dato un contributo essenziale all’edificazione della coscienza religiosa dell’umanità, con un semplice ma memorabile gesto di generosità.

Mi impegno ad individuare e a ricordare, nell’esame serale, quali sono stati gli incontri veramente significativi, quale ricchezza mi ha donato il contatto coi fratelli. Mi accorgerò magari di aver aperto a malincuore la porta a qualcuno, che senza che io lo prevedessi mi ha arricchito il cuore con una parola, un sorriso, un’attenzione, con la sua irripetibile umanità.

La voce del Papa
“L’umanità si è modificata profondamente e l’accumularsi di continue novità consacra una fugacità che ci trascina in superficie in un’unica direzione. Diventa difficile fermarci per recuperare la profondità della vita” (papa Francesco, Laudato si’ 113).

Commento di Don Enrico Emili
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11/26/2018 9:22 PM
 
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Martedì 27 novembre 2018 - XXXIV settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«5Mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, disse:6«Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». 7Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». 8Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: «Sono io», e: «Il tempo è vicino». Non andate dietro a loro! 9Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine». 10Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno,11e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo»
Lc 21,5-11


Come vivere questa Parola?

Molto spesso il timore, l’insicurezza e le paure – frutti mortiferi dell’odierna mentalità neopagana – sono come uno spettro che incombe sulla nostra psicologia collettiva, alimentando un torvo sguardo di pessimismo. Chi accetta di lasciare al Signore il timone della propria vita non può non fare esperienza di una liberazione da tutto quanto oscura una visione benevolmente positiva, dove le nubi si diradano e l’opacità si schiarisce. Sono parole riconosciute di Padre buono, quelle capaci di debellare le aspettative funeste di un futuro incerto. E’ la consapevolezza di essere creati per un progetto di pace e di luce, che si libra nel momento in cui accogliamo la grazia divina. Come al profeta Elia la voce di Dio apparve sotto forma di una brezza leggera, e non con lo strepito dei venti e del terremoto, così il Signore sa che il nostro cuore è fatto per l’amore e per la gioia, e che sono piuttosto i nostri stati d’animo tumultuosi a gettare ombre minacciose sull’avvenire.

Provo ad individuare il bello presente nella mia vita, a dirmi che non tutto è negativo come a volte mi sembra. Mi impegno a ricercare le cause spirituali, la radice malata di quelle scelte che mi chiudono agli altri, che rendono brutte le situazioni e le persone, che alimentano pessimismo ed individualismo.

La voce di un Padre della Chiesa

“Credere senza esitare a ciò che sfugge alla vista materiale e fissare il desiderio là dove non si può arrivare con lo sguardo, è forza di cuori veramente grandi e luce di anime salde”
(San Leone Magno, Discorsi).

Commento di Don Enrico Emili
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11/27/2018 9:10 PM
 
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Mercoledì 28 novembre 2018 - XXXIV settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

DALLA PAROLA DEL GIORNO

12Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome.13Avrete allora occasione di dare testimonianza.14Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; 15io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.16Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; 17sarete odiati da tutti a causa del mio nome. 18Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.19Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita.
Lc 21,12-19


Come vivere questa Parola?

Chi appartiene pienamente al Signore vive già in questo tempo immerso nel mistero di resurrezione del suo Maestro. Partecipa della sua morte, ma proprio in essa vede rilucere il bagliore della rinascita, il segreto ineffabile di un eterno rigenerarsi a novità, che si sperimenta sulla pelle, fin nelle fibre più interne. Nessuno aveva mai promesso, prima di Gesù, tanti guai e sventure ai suoi discepoli. Nessuno, che abbia un po’ di sale in zucca, avrebbe mai rischiato di allontanare da sé quegli adepti del cui consenso e della cui sequela avrebbe tanto beneficiato, in termini di popolarità e di guadagni. Ci dice la verità, il nostro Signore, e ci propone un modello di amore che sa sfidare anche la morte e il terrore di perdere gli affetti più cari. Ci fidiamo di Lui, perché leggiamo la verità nelle sue parole, lo spessore di chi ha vissuto in prima persona ciò che dice!
Spesso sono le preoccupazioni che ci impediscono di attingere alla nostra vera ricchezza interiore e ci distolgono dai veri obiettivi, togliendoci la naturalezza della testimonianza. Proviamo a pacificare il nostro animo chiedendoci: “Oggi, a chi voglio servire? E’ più importante il servo o il padrone?”.

La voce di un Padre Della Chiesa
“Nessuno può conoscere se stesso, se non è tentato, né può essere coronato senza aver vinto, né può vincere senza combattere”
(sant’Agostino, Commento ai salmi).

Commento di Don Enrico Emili
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11/28/2018 8:43 PM
 
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Giovedì 29 novembre 2018 - XXXIV settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«20Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina. 21Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano verso i monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli che stanno in campagna non tornino in città;22quelli infatti saranno giorni di vendetta, affinché tutto ciò che è stato scritto si compia. 23In quei giorni guai alle donne che sono incinte e a quelle che allattano, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. 24Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti. 25Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, 26mentre gli uomini moriranno per la paura e per l'attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. 27Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire su una nube con grande potenza e gloria.28Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».
Lc 21,20-28


Come vivere questa Parola?

Perché venga inaugurato il Regno nuovo del Signore è necessario che si infranga definitivamente il Regno vecchio, quello del peccato e della nostra resistenza a convertirci all’amore di Dio. L’aver costruito – accade spesso – le nostre sicurezze su basi effimere ci fa tremare davanti a queste parole di Gesù, al pensiero che la nostra stabilità altro non è che una costruzione artificiosa e ovattata destinata a svanire da un momento all’altro. Il Signore non smentisce se stesso, non vuole illuderci. Questa sezione del Vangelo di Luca è chiamata “Grande apocalisse”, e le immagini che vi troviamo ci proiettano in uno scenario di morte e desolazione. Ciò su cui abbiamo erroneamente impostato il nostro equilibrio esistenziale rivelerà prima o poi la sua inconsistenza, crollerà come fu per Gerusalemme nel 70 d.C. Proprio in questo sta la nostra liberazione: le nostre false sicurezze sono catene che ci impediscono di spiccare il volo, paure ataviche che ci costringono ad un’inerzia fatale. Il Cristianesimo ha emanato una forza spirituale capace di travolgere le strutture del mondo antico; se nella storia umana tutto vacilla e crolla, Gesù offre a noi oggi la possibilità di orientare il cuore verso la luce e la verità che nulla potrà distruggere.
Coltiverò volentieri nel cuore un proposito grande di cambiamento, prenderò in considerazione anche scelte coraggiose ed audaci, crescerò nel docile abbandono verso il Signore, e sulla sua parola metterò in pratica quanto lo Spirito nella preghiera mi suscita.

La voce di un Padre della Chiesa
“I sensi per il corpo umano sarebbero inutili se venissero meno i requisiti per il loro esercizio … Allo stesso modo l’anima dell’uomo, se non avrà attinto per mezzo della fede il dono dello Spirito Santo, ha sì la capacità di intendere Dio, ma le manca la luce per conoscerlo” (Sant’Ilario, Trattato sulla Trinità).

Commento di Don Enrico Emili
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Venerdì 30 novembre 2018 - Sant'Andrea – Festa

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«18Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. 19E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». 20Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono.21Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. 22Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono».
Mt 4,18-22


Come vivere questa Parola?

Nel condensato resoconto della chiamata dei primi discepoli, l’evangelista ricorda che Gesù si presenta con una promessa, con un’affermazione che dà ragione della prontezza di Andrea nel rispondere: ciò che sono ora, il mio lavoro, i miei interessi, le mie predisposizioni non sono mortificate dal Signore, ma condotte al loro massimo potenziamento. Per Andrea, semplice pescatore in un lago dimenticato di una terra ignara del fervore culturale del mondo greco-romano, diventare “pescatore di uomini” significava allargare infinitamente i confini del proprio orizzonte senza smarrire l’identità, donare un respiro più ampio alla propria vita. E scoprirsi così partecipe di un mondo più vasto, di un progetto più ambizioso, di una storia che ha bisogno anche del mio contributo. Tutto ciò che Andrea è stato e ha fatto, i suoi pellegrinaggi, le sue mille relazioni, la sua testimonianza e la sua santità traggono origine e forza da quella voce, da quel timbro mai dimenticato, da quell’impronta ricevuta in maniera indelebile, al termine di una giornata di lavoro come tante, presso le rive dell’umile Lago di Galilea.
Verifico se nella mia vita sono disposto a deporre progetti, sentimenti, propositi che non collimano con la volontà di Dio, se sono disposto a “lasciare il Signore per il Signore”.

La voce di una religiosa
“L’anima religiosa che vuole farsi santa, anche in mezzo a tante pene che la purificano, passa la sua vita come un sol giorno ridente, il cui tramonto avviene nelle gioie eterne” (beata Liduina Meneguzzi).

Commento di Don Enrico Emili
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Novembre 2018 (1 post, agg.: 10/29/2018 3:05 PM)

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