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Anche nella concelebrazione basta «un pezzo di Messa»?

Ultimo Aggiornamento: 29/10/2018 14.16
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29/10/2018 14.16

Frequento una parrocchia affidata a una comunità di religiosi. La Messa feriale del mattino – oltre che a essere l’unica della giornata – è la loro celebrazione comunitaria. Succede però che qualcuno dei padri, avendo tardato, vada ugualmente in sacrestia, metta il camice e raggiunga il presbiterio a Messa iniziata.
Vi chiedo: un sacerdote può aggiungersi a celebrazione iniziata? Vi ringrazio della delucidazione?

Giancarlo


In passato, sulla base di una teologia eucaristica quasi esclusivamente sacrificale, che aveva portato alla svalutazione della liturgia della Parola, si era diffusa la prassi e la convinzione che, per assolvere il precetto domenicale e festivo, bastasse essere presenti alla Messa dall’offertorio alla comunione (permettendosi talvolta qualche sconto!). Per cui nel linguaggio popolare si era radicata l’espressione: «Vado a prendere un pezzo di Messa».
La riforma liturgica conciliare ha restituito alla celebrazione eucaristica la sua originaria unità. «La liturgia della Parola e la liturgia eucaristica sono così strettamente un unico atto di culto» (OGMR 28; SC 56). Al punto che nel 1980 un documento della Congregazione per i sacramenti e il culto divino scrive a proposito della Messa: «Alla mensa del pane del Signore, non ci si deve accostare, se non dopo aver sostato alla mensa della sua Parola» (Inaestimabile donum, 1).
La Messa è una realtà sacramentale unitaria: inizia con il segno di croce e il saluto del presidente e termina con il congedo. Pur accettando serie e comprensibili giustificazioni, ogni fedele è tenuto, per quanto possibile, a partecipare alla Messa dall’inizio alla fine. Egli, infatti, non è un semplice spettatore, ma fa parte di quell’assemblea tutta sacerdotale che costituisce il soggetto celebrante principale (cf. CCC 1140-1141). Per il sacerdote, che incarna sacramentalmente la dimensione sacerdotale della Chiesa, questa presenza dall’inizio alla fine è assoluta e vincolante. Non potrebbe mai incominciare la messa da qualsiasi momento del programma rituale previsto! Il sacerdote concelebrante partecipa in qualche modo allo stesso uomo allo stesso ruolo ministeriale di colui che presiede. Per questo la norma e severissima: «Nessuno mai vada o sia ammesso a concelebrare quando la Messa è già iniziata» (OGMR 206). Un ritardo può anche essere più che giustificato per valide ragioni, ma a questo punto non sarebbe meglio rinunciare alla concelebrazione piuttosto che dare ai fedeli un cattivo esempio e insinuare in loro un’idea deviante della Messa e del rapporto del sacerdote con essa?

Silvano Sirboni
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