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Giugno 2018

Last Update: 6/29/2018 3:10 PM
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6/23/2018 1:17 PM
 
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Domenica 24 giugno- NATIVITA' DI SAN GIOVANNI BATTISTA - SOLENNITÀ

DALLA PAROLA DEL GIORNO


“Che sarà mai questo bambino?” si dicevano. Davvero la mano del Signore stava con lui. Il fanciullo cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele”.
Lc 1, 66


Come vivere questa Parola?

E’ nato il precursore, il più grande tra i figli di donna. Intorno alla sua nascita si annunciano prodigi. La voce corre tra i vicini, che si fanno domande sul suo destino. “Che sarà mai questo bambino?”. L’evangelista Luca anticipa quello che avverrà per la nascita di Gesù. Non si tratta di un fatto isolato, ma di un evento che coinvolge la comunità della regione montuosa della Giudea. La gente, di fronte ai fatti prodigiosi, è presa da timore e serba nel proprio cuore i pensieri, lieti e tremendi a un tempo della vicinanza del sacro: “ E davvero la mano del Signore stava con lui”. Il racconto di Luca va al di là dei fatti che si vedono, coglie l’invisibile e ci invita ad andare oltre con gli occhi della fede.
Nella preghiera di oggi chiederò a Dio con la voce del salmista: “Signore, cerco il tuo volto. Illumina sopra di me il tuo volto e sarò beato”.

La voce di Papa Francesco
“Per un cristiano non è possibile pensare alla propria missione sulla terra senza concepirla come un cammino di santità, perché “questa infatti è la volontà di Dio, la vostra santificazione”. Ogni santo è una missione, è un progetto del Padre per riflettere e incarnare, in un momento determinato della storia, un aspetto del Vangelo.”
Da gaudete et exsultate

Commento di Sr Graziella Curti
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6/24/2018 9:52 PM
 
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Lunedì 25 giugno 2018 - XII Settimana del Tempo Ordinario - Anno Pari

DALLA PAROLA DEL GIORNO

“Non giudicate per non essere giudicati;
perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con cui misurate sarete misurati.”
Mt7,1-3


Come vivere questa Parola?

Il Maestro è perentorio: “Non giudicate!” Sul fatto dell’esprimere valutazioni negative nei confronti degli altri usa l’imperativo presente. Non c’è via d’uscita. Vietato giudicare! È l’ordine che Gesù ci dà per vivere nel rapporto coi fratelli l’amore di Dio. Non si deve giudicare per due motivi: primo, il mio giudizio pesa negativamente sull’altro e lo condiziona tanto da indurlo ad essere come io lo vedo; secondo, ciò che giudico in lui si rivolge verso di me, che mi ritrovo, forse senza saperlo, a diventare come vedo l’altro. Al contrario, il Signore Gesù ci chiede di avere uno sguardo positivo, di cogliere i doni che Lui stesso ha elargito al fratello o alla sorella; a ringraziare per quanto di buono si riesce a percepire nella sua vita.
Nella mia preghiera, chiederò al Signore: “Donami occhi puliti che riescano a percepire la bellezza e la buona volontà di chi mi sta accanto”.

La voce di un profeta contemporaneo
“Non bisogna giudicare nessuno, neanche se stessi. Chi giudica non conosce Dio, e non ama né sé né gli altri! Chi non giudica è come Dio: amore verso tutti.”
Silvano Fausti

Commento di Sr Graziella Curti
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6/25/2018 1:32 PM
 
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Martedì 26 giugno 2018 - XII Settimana del Tempo Ordinario - Anno Pari

DALLA PAROLA DEL GIORNO
“Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti. Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta è invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita.”
Mt 7,12-14



Come vivere questa Parola?

Per far comprendere meglio la regola d’oro della vita, la sintesi della Legge e dei Profeti, Gesù usa immagini plastiche come la porta e la via. La porta è quell’apertura “dove il muro di separazione lascia il varco alla comunione”. Fare il bene è difficile, dopo il peccato, ma quella porta che si presenta stretta e faticosa da superare all’inizio, si apre sulla via grande e luminosa che conduce alla vita. Al contrario, la porta larga e la via spaziosa sono elementi che indicano il fare il proprio comodo, quello che piace non rendendosi conto che per giungere alla gioia e allo spazio della via larga è necessario “passare attraverso il cuore del Figlio, la conoscenza del suo amore, la sua carne crocifissa”.
Signore Gesù donami il coraggio e la forza di intraprendere il santo viaggio e di entrare nella porta stretta della tua volontà.

La voce di S. Girolamo

“Ama la Scrittura e la saggezza ti amerà. Amala teneramente ed essa ti custodirà, onorala e riceverai le sue carezze, che essa sia per te come le tue collane e i tuoi orecchini.”

Commento di Sr Graziella Curti
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6/27/2018 7:43 AM
 
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Mercoledì 27 giugno 2018 - XII Settimana del Tempo Ordinario - Anno Pari

DALLA PAROLA DEL GIORNO

“Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni.”
Mt 7, 17-18


Come vivere questa Parola?

La metafora dell’albero si riferisce chiaramente alla vita di ognuno di noi. I frutti che possiamo produrre dipendono esclusivamente da quello che siamo nel profondo di noi stessi. Se conserviamo pensieri cattivi non riusciamo a esprimere gesti buoni. Se, invece, abbiamo un cuore buono le nostre relazioni si esprimeranno in accoglienza e misericordia verso noi stessi e gli altri. Ancora una volta, il Maestro ci conduce a visitare le profondità del nostro essere e a capire quale tipo di albero siamo. Il compito del cristiano, quindi, è di fare discernimento sulla propria vita, le sue emozioni, i suoi sentimenti e tagliare ciò che non va dando spazio ai germogli di bene che diventeranno frutti gustosi.
Nella preghiera chiediamo al Signore Gesù di custodirci e di farci crescere come albero buono che dona frutti di pace.
La voce del cardinale Martini

“L’unico modo di “fare Chiesa” è quello di farci servi gli uni degli altri, e la prima tecnica apostolica è la bontà di cuore tra noi.”

Commento di Sr Graziella Curti
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6/28/2018 3:09 PM
 
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Venerdì 29 giugno 2018 - SS. PIETRO E PAOLO, APOSTOLI - SOLENNITÀ

DALLA PAROLA DEL GIORNO

“Disse loro: “Voi chi dite che io sia?”. Rispose Simon Pietro: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. E Gesù: “Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l’’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. E io ti dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa”.”

Mt 16, 15-19



Come vivere questa Parola?

Questa volta Gesù non è l’interrogato, ma colui che interroga. Vuole conoscere i pensieri dei suoi, vuole sapere che cosa, finalmente, pensano di lui, che cosa hanno capito del suo essere più profondo. La risposta di Pietro è immediata, e non viene “né dalla carne né dal sangue” dell’apostolo, ma dal Padre con cui Gesù è in continuo contatto. Su tale dichiarazione di Pietro nasce la Chiesa. Sulla fede di un pescatore che parla a nome dello Spirito si apre la grande storia della comunità cristiana che attraversa i secoli. Pietro, divenuto “pietra” di fondazione, ha visto l’invisibile, ciò che Dio ha preparato per quelli che lo amano. E il Maestro continua a rivelarsi anche a noi se accettiamo di lasciarci interrogare da lui.

Come Samuele, chiamato nella notte da Dio, rispondiamo: “Parla, Signore, il tuo servo ti ascolta”.

La voce del cardinale Martini
“Il Dio fra noi si rivela come Dio nascosto e servitore…un uomo che conversa con gente semplice, in una situazione di insignificanza sociale e politica veramente scandalosa. Non c’è solo lo scandalo della croce; c’è lo scandalo della vita intera di Gesù.”

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Sabato 30 giugno 2018-XII Settimana del Tempo Ordinario - Anno Pari

DALLA PAROLA DEL GIORNO

“Quando Gesù fu sceso dal monte, molta folla lo seguiva.
Ed ecco venire un lebbroso e prostrarsi a lui dicendo:
“Signore, se tu vuoi, puoi sanarmi”.
E Gesù stese la mano e lo toccò dicendo:
“Lo voglio, sii sanato”.”

Mt 8, 1-4


Come vivere questa Parola?

Gesù scende dal monte e guarisce i malati, tutti quelli che accorrono a lui con semplice fede. Così il lebbroso. È sicuro del potere del Messia e attende da lui il miracolo. Il Maestro risponde subito. Stende la mano e lo tocca dicendo: “Lo voglio, sii sanato”. Nel Signore Gesù è sempre presente la volontà di salvezza, di vita, di purificazione. Anche per noi può avvenire il miracolo della guarigione dalle nostre impurità, dalle nostre debolezze, dalle nostre paure. Basta che crediamo nella sua misericordia, nel suo amore. Basta che ci lasciamo toccare dal di dentro, sicuri che la lebbra che ci opprime si trasformerà in liberazione e gioia.
Oggi ripeterò spesso: Mia forza e mio canto è il Signore!”

La voce di Donne Pensose

“Troviamo che la preghiera è un’azione e l’azione una preghiera: ci sembra che l’azione veramente amorosa è tutta piena di luce”.
Madeleine Delbrel

Commento di Sr Graziella Curti
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