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Febbraio 2018

Last Update: 2/26/2018 8:53 PM
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2/20/2018 1:26 PM
 
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Mercoledì 21 febbraio 2018 - I Settimana Di Quaresima

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.»
Luca 11, 31


Come vivere questa Parola?

È molto interessante questo testo in cui Gesù rivela la piena consapevolezza della sua identità di persona divina (la persona del Verbo!). può dunque paragonarsi a Salomone più sapiente sovrano che fu tanto in auge presso il suo popolo Israele.

Gesù, il Signore ricorda ai suoi contemporanei e specialmente ai suoi accaniti oppositori che la regina dei paesi più al Sud della terra non esitò a intraprendere un viaggio lungo e certamente pericoloso, pur di consultare Salomone: il sovrano che a quel tempo era sinonimo di sapienza personificata.

La regina di Saba dunque è dunque Il paradigma più forte per allertare quella gente circa l’identità del Rabbi di cui non capivano (o non volevano capire) la divina identità non disgiunta della sua piena umanità.

Signore, Tu sei il più grande personaggio di ogni tempo e di ogni luogo. E se, a questo punto, non tieni celato il fulgore della tua divinità, è solo perché non saremmo in grado di sopportare l’onnipotenza e lo splendore. Tieni però ben desta la nostra memoria, perché la nostra vita si esponga ogni giorno alla luce del tuo essere Maestro di quella vita che da te è redenta e salvata.

La voce un grande pensatore dottore della Chiesa

Vuoi essere un grande?

Comincia con l’essere piccolo.

Vuoi erigere un edificio che arrivi fino al cielo?

Costruisci prima le fondamenta dell’umiltà.

(Sant’Agostino)



Commento di Sr Maria Pia Giudici FMA
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2/21/2018 8:32 PM
 
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Giovedì 22 febbraio 2018 - I Settimana di Quaresima

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Essendo giunto Gesù nella regione di Cesarèa di Filippo, chiese ai suoi discepoli: «La gente chi dice che sia il Figlio dell'uomo?». Risposero: «Alcuni Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Voi chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».»

Mt. 16,13-16


Come vivere questa Parola?

Cesarea di Filippo era una città costruita presso le sorgenti del fiume Giordano, in onore di Augusto per iniziativa di Erode Filippo nel 2 a.C.

Anche questi dati logistici mi sembra esprimano ciò che fa da sfondo a un momento chiave nella nostra istoria di Cristiani.

Gesù non ama calare pseudo verità dentro l’imbuto di un insieme di dottrine prefabbricate. Al contrario è un provocatore estremamente positivo, perché educa l’uomo a pensare, per cercare anzitutto quello che, interiormente, chiede di essere esplicitato per ottenere risposte fondanti.

Questa domanda di Gesù è: “La gente chi dice che io sia?”, Le risposte sono svariate e nessuna colpisce nel segno.

Allora Gesù si rivolge ai suoi discepoli che avevano condiviso i giorni, le fatiche e le gioie con Lui. Risponde Pietro e sembra di cogliere, nello sfavillio dello sguardo la convinzione profonda del cuore. “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio Vivente”.

La conferma di Gesù è precisa e illuminante anche per noi oggi. Non l’istintività (tipica del pescatore Pietro) ma il Padre del Cielo ha dischiuso in questo senso, il mistero di Gesù Signore.

Si, tu sei il Figlio del Dio Vivente, Gesù che vieni a salvare tutto quello che si lascia provocare delle più profonda domande del cuore.

La voce di un pensatore poeta

Se vuoi addentrarti nell’atto di fede, serviti pure della ragione che non è solo – come è stato detto – “ancella della teologia”, ma - quale è veramente - compagna della stessa fede.

Davide Maria Turoldo



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2/22/2018 8:48 PM
 
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Venerdì 23 febbraio 2018 - I Settimana Di Quaresima

DALLA PAROLA DEL GIORNO

“Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario
mentre sei in cammino con lui”
Mt 5,26




Come vivere questa Parola?

Il disaccordo è un brutto male che semina quella divisione a livello di persona da cui nascono grossi guai: nella famiglia, nelle associazioni, nei popoli.

I motivi per il dissenso nelle idee, nelle pretese, nel modo di concepire l’uso del denaro e della roba, sono all’ordine del giorno. Spesso sono così banali che il buon senso (o saggezza del quotidiano) dovrebbe consigliare l’accordo.

E proprio ciò che la Parola di Dio consiglia oggi a chi è in cammino con qualcuno che, a un certo punto, si può rivelare avversario. Ecco è qui il “CAMMINO” quello che mi dovrebbe persuadere ad accordarmi con lui.

Si, io sono in cammino per la vita che avrà il suo termine quaggiù. Ma se voglio che poi la mia vita continui per una eternità felice, è un gran bene ricordarmi che solo esercitandomi nel far comunione, anticipo e preparo ciò che vivrò per sempre: l’accordo di una musica sublime che è poter amare in Dio Amore infinito: con Lui e in Lui.



Signore Gesù, questo io ti chiedo: dissipa in me le nebbie provocate dalle mie esigenze egoistiche e concedimi di esercitarmi, giorno dietro giorno, nella concretezza del voler bene a tutti, senza escludere alcuno, e senza paura del sacrificio che ciò implica.

La voce di un Vescovo: pastore scrittore

Gesù è l’ospite velato. Viene nei panni del tossicodipendente, della ragazza madre, dell’alcoolizzato, del malato di aids, della prostituta, della gente bene o di malaffare. È sempre Lui: l’ospite velato. Se vogliamo che un giorno ci riconosca, dobbiamo aprirgli adesso.

Tonino Bello



Commento di Sr Maria Pia Giudici FMA
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2/23/2018 8:41 PM
 
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Sabato 24 febbraio 2018 - I Settimana di Quaresima

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti.»
Mt 5,44b – 45


Come vivere questa Parola?

Nel suo vangelo Matteo si preoccupa di chiarire bene ai discepoli il concetto di giustizia nell’ottica di Gesù. Infatti proclama “se la vostra giustizia non è superiore a quella dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli” (5,16).

Ecco perché, il testo che qui presentiamo, giunge a toccare il massimo di un amore che è assolutamente l’opposto del possesso egocentrico. L’Antico Testamento non prescriveva l’odio al nemico. Solo nella comunità di QUMRAM (una “setta” - diremo oggi - chiunque non apparteneva a quel gruppo era destinato all’odio che consegnava “i figli delle tenebre” alla vendetta divina).

La Parola di Gesù è ben altro! Apre le vastità degli orizzonti di appartenenza a chi non solo è giunto ad amare il prossimo, ma mira al traguardo più alto: quello di amare anche i propri nemici o persecutori.

L’obbiettivo è alto, Signore! Tu però, non solo mi insegni che, essendo figlio del PADRE CELESTE, siamo tenuti a guardare sempre a Lui; con che magnanimità Egli “fa piovere sui giusti ed ingiusti”. Non solo mi comunichi parole di vita, ma questa vita, Tu me l’ insegni perfino morendo: “Perdona loro” – hai pregato sulla croce- perché non sanno quello che fanno

La voce di uno scrittore statunitense

La vita è una bella avventura se impari a perdonare.

(Norman Cousins)



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25 febbraio 2018 - II DOMENICA DI QUARESIMA - Anno B

DALLA PAROLA DEL GIORNO


“Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro.”
Mc 9, 7-8


Come vivere questa Parola?

Un gioco di luci e ombre, di nuvole, di cielo, di orizzonti inaspettati riempie la liturgia di oggi. L’episodio della Trasfigurazione crea una soluzione di continuità nei racconti evangelici. Anche nel racconto di Marco, essa è come uno iato temporale che interviene nella quotidianità degli apostoli. Spazio e tempo si svuotano e permettono all’infinito di svelarsi. La prima luce, così insostenibile agli occhi e che aveva permesso di vedere Gesù trasfigurato e la presenza di Elia e di Mosè, ora si riveste di una nube, che dà sollievo agli occhi e ripara con un’ombra Pietro, Giacomo e Giovanni, spaventati. Certo le ombre fanno paura, soprattutto se sono indecifrabili e disegnano all’esterno i fantasmi che ci abitano, ma le ombre proteggono e aiutano a resistere anche in situazioni limite. Il mistero svelatosi nella trasfigurazione era un’irruzione improvvisa ed eccessiva di Dio nell’esperienza degli apostoli. L’ombra permette loro di affrontare il ricordo dell’accaduto e l’impronta indelebile della resurrezione impressa in loro li aiuterà ad accogliere il mistero della Pasqua, nel suo drammatico muoversi tra morte e vita.

Signore, la liturgia è lo iato che offri a noi quotidianamente per incontrare il tuo mistero e permettere alla nostra umanità di penetrarlo. Che questa domenica, questa liturgia ci metta in dialogo con l’impronta indelebile della resurrezione che è in noi e ci aiuti a vivere già ora da risorti!

La voce di E. Mounier

“L'amore? Significa offrire la propria vita per l'altro, tutto fino alla carne della propria anima, e alla carne dei giorni che non valgono, al di fuori della trasfigurazione portatavi dall’Altro.”



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Lunedì 26 febbraio 2018 - II Settimana di Quaresima - Anno B

DALLA PAROLA DEL GIORNO

“Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio.”
Lc 6, 38




Come vivere questa Parola?

Abbiamo bisogno ogni giorno di orientamenti che ci aiutino a tradurre in azioni le cose che crediamo, amiamo e speriamo. Il vangelo di oggi ci dà la qualità e la misura dell’amore, della generosità, della disponibilità, dello sguardo che rivolgiamo su quanto accade attorno a noi o dentro di noi. Prevale la constatazione vitale di quello che c’è, non la critica negativa di quanto manca. L’evidenza del bene è più forte della decifrazione del male. Perché la misericordia di Dio è prima della fragilità delle persone e la forza del perdono ripara, annulla e previene ogni peccato. Oltre ogni logica do ut des, il dono performante della misericordia rigenera l’esistenza dei corpi e delle anime, perché è amore di Dio puro che porta vita in abbondanza a tutti!

Signore, il tuo perdono ci fa vivere e rivivere. Aiutaci ad accogliere questo tuo regalo e insegnaci a perdonare.

La voce di un teologo

“Il perdono è un atto di “de-creazione”, annulla la colpa; è una partecipazione attiva nella creazione continua, è il superamento della causalità meccanicistica grazie alla forza della libertà”
Pannikar

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Martedì 27 febbraio 2018 - II Settimana di Quaresima - Anno B

DALLA PAROLA DEL GIORNO

“Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato.”
Mt 23, 12


Come vivere questa Parola?

Naturalmente guardiamo alla realtà a partire da noi. Il mondo, la storia e il tempo hanno, per noi, come punto di riferimento, ancora noi stessi! E a partire da questo misuriamo ogni altra distanza: siamo più grandi di… siamo sopra a… o viceversa. Presunzione, invidia, orgoglio, egoismo, rancore, ingiustizia hanno spesso la radice in questo fossilizzarsi delle posizioni e delle constatazioni: noi siamo quelli che abbiamo ricevuto meno ma abbiamo dato di più, perché le costatazioni così ego-centrate non portano altro che a evidenze negative, che sottolineano quello che non abbiamo avuto, quello che vi è mancato o peggio, ci è stato tolto, negato.

Gesù sapeva che questa dimensione della nostra umanità aveva bisogno di essere evangelizzata perché noi fossimo felici e soprattutto fecondi. Per questo ci lascia il servizio, il farsi servi come nuova prospettiva. Guardare le realtà da fuori di noi, dal basso, impegnandosi a mettere l’altro al centro, impegnandosi a guardare l’altro per iniziare a prendere le misure. Un esercizio di reciprocità faticoso, che solo se continuo e costante porta a riconoscere che siamo nati tutti dallo stesso humus e che solo se umilmente ci guardiamo, incontriamo nell’altro l’immagine che ci permette di capirci e aprirci a Dio.

Signore, in questo tempo dove molti di noi si sentono invasi da altri uomini non amati, non desiderati, aiutaci a cambiare sguardo, evangelizza il nostro egocentrismo, insegnaci a riconoscerci vicendevolmente come fratelli.

La voce di madre Teresa

Il frutto del silenzio è la preghiera

Il frutto della preghiera è la fede

Il frutto della fede è l'amore

Il frutto dell'amore è il servizio

Il frutto del servizio è la pace.



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Mercoledì 28 febbraio 2018 - II SETTIMANA DI QUARESIMA

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire,
ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti.»
Mt 20, 28


Come vivere questa Parola?

A quanto già meditato ieri, si aggiunge oggi il dare la vita. Farsi servo ha come suo ulteriore esito il dono della vita. Dono è la categoria interpretativa di tutto questo movimento anti egocentrico; il dono della vita allarga quel movimento all’infinito, alla totalità. Un movimento di amore, un modo di interpretarlo che implica relazione, contatto con l’altro, condivisione, compassione. Così radicali da dedicargli la vita. E la vita cresce solo se si consuma, solo se si vive e si muore per generare altra vita. L’atto intenzionale di dare la vita riscatta il blocco che determina la non generatività di altri e apre anche loro alla vita. Le parole di Gesù anticipano e commentano quella che sarà la sua esperienza in croce: una vita donata, in riscatto per molti, per il loro bene, con tutto il bene possibile.

Signore, piccole esperienze di dono della vita costellino le nostre giornate e ci permettano di comprendere, ammirare, adorare il mistero della tua morte in croce.

La voce di Madre Teresa

“Quanto meno abbiamo, più diamo. Sembra assurdo, ma è questa la logica dell’amore.”



Commento di Sr Silvia Biglietti FMA
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