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COME INSEGNARE LA LITURGIA AI BAMBINI

Ultimo Aggiornamento: 24/06/2016 14.58
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24/06/2016 14.58

UN POCO OGNI DOMENICA…

Papà e mamma si preparano per la Messa. È la domenica mattina e ci sia alza per tempo: la colazione, la doccia, il vestito bello della festa… anche ai piccoli; mentre si aiutano a vestirsi si spiega perché è un giorno in cui si fanno cose diverse.
Dopo i due anni i bambini sono già in grado di seguire un po’ di ragionamento, ricordano e memorizzano tutto… imparano per tempo che la Messa è un appuntamento importante e fa della domenica un giorno diverso e bello; poi si va pure a pranzo o a cena dai nonni e magari si fa una passeggiata con papà e mamma, cosa che, lungo la settimana è difficile che possa accadere.
Andando in parrocchia, sul sagrato, dopo aver parcheggiato la macchina di incontrano altre famiglie, altri bambini, si fa conoscenza e ci si scambiano notizie.
Si entra in chiesa un po’ prima della Messa e subito troviamo un gesto interessante, curioso e bello che i bambini prendono ad amare: c’è dell’acqua in cui ci si bagnano le dita. I genitori spiegano che è un’acqua buona, benedetta, che ricorda il Battesimo e insegnano magari guidando la mano, a fare il segno della croce. Si può aggiungere subito che questo è il segno dei cristiani, cioè di quelli che appartengono a Gesù.
Poi se c’è tempo, un saluto a Maria, la mamma di Gesù e di tutti noi, insegnando un po’ alla volta l’Ave Maria. Per il primo giorno può essere sufficiente: Ave Maria, piena di grazia… spiegando i bambini che questo saluto lo ha detto la prima volta un angelo e significa che Maria è tutta luminosa, bella, santa, piena di Dio.
Per oggi, primo giorno, può bastare così. Durante la Messa, se i bambini si stancano, i genitori si aiuteranno e magai li portano un po’ fuori. È cosa molto buona che i bambini a messa stiano con i genitori anche quando saranno più grandicelli, perché essi sanno parlare al loro orecchio e, piano piano, spiegheranno tutta la Messa.

TABERNACOLO E LIBRO PER CONOSCERE GESÙ

Oggi, dopo i gesti già imparati e ripetuti dell’acqua e del segno di croce, del saluto a Maria, facciamo vedere un grande libro pronto all’ambone che qualcuno, forse anche papà o mamma leggerà. È Gesù che parla e noi stiamo comodi, seduti ad ascoltare.
Arrivando un po’ per tempo come abbiamo detto, dopo il piccolo rito dell’acqua facciamo scoprire un altro luogo speciale, una lucetta rossa lo indica, è il tabernacolo. Ci si va davanti, indicando la porticina e tutto l’insieme, bello e ordinato, che forma il luogo della presenza di Gesù. Lì dentro c’è il Pane in cui Gesù è presente e noi lo adoriamo. Ci fermiamo e poi, con il ginocchio destro piegato fino a terra, adoriamo il Signore Gesù che è Dio con noi.
Un piccolo saluto si può suggerire, ma i bambini possono inventarlo loro stessi anche più bello, come a salutare una persona, un amico dolcissimo.
Lì davanti si potrà anche suggerire il ricordo di una persona cara, un amichetto, qualche avvenimento…
Poi si va nel banco, prendendo posto dove si vede bene l’altare e si può seguire bene la Messa.
Forse già a casa i genitori hanno letto le letture, ma a volte trovano sul banco un foglietto che aiuta a prepararsi ma che non si servirà mentre ascolta il lettore che legge all’ambone. A volte troviamo anche il libro o il foglio dei canti. Tutti siamo invitati ad unire la voce e cantare e pregare insieme e così piano piano impariamo tutte le risposte.
Ascoltare l’omelia, cioè la spiegazione delle letture che il sacerdote parroco fa, per i piccoli è troppa fatica, sarebbe buono poterli portare in una sala vicina alla chiesa assistendoli a turno. Dopo il Credo e la preghiera dei fedeli, possono tornare con i genitori e vedranno altre cose da imparare piano, piano.
Per intrattenere i bambini in un modo che dia loro tanta gioia, nel frattempo, si può raccontare, piccoli episodi, magari con delle immagini o disegni in particolare di Gesù Buon Pastore che ha cento pecore e ne perde una e va in cerca di quella finché la trova. In modi diversi si può fare anche per due o tre domeniche fino a farla raccontare dagli stessi bambini. Questa parabola, come è stato sperimentato, rassicura i bambini e insegna loro a fidarsi di Gesù e volergli bene.
Dopo la vita, quale dono più grande possono fare i genitori ai bambini? Far loro conoscere Gesù, Dio Padre e il Figlio e Spirito Santo.
Se si vuole bene ai bambini, se si vuole il loro bene ed insieme a costruire un’umanità che sia buona e felice, dobbiamo far conoscere Gesù, l’Amore di Dio. Se il bambino si sente amato dai genitori ma anche dal Signore, come pian piano gli viene raccontato, crescerà sicuro, in pace, fiducioso, felice.
A volte sono i genitori a non conoscere il Signore e certo non potranno parlare ai figli; ecco allora, che la parrocchia gli aiuta con i catechisti e questo per i genitori è una grande opportunità.
La dove non ci sono sacerdoti e collaboratori come potrà arrivare il Vangelo di Gesù, questa buona e bella notizia ai bambini e alle famiglie? Tutti però si possono attivare perché l’evangelizzazione compete a tutti, dice il nostro papa Francesco nella sua enciclica (cf Evangelii gaudium)

LA VITA IN CRISTO E NALLA CHIESA NOVEMBRE 2014
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