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Gennaio 2018

Ultimo Aggiornamento: 18/01/2018 15.29
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31/12/2017 15.49

Lunedì 1 gennaio 2018 - MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«E andarono in fretta e scoprirono e Maria e Giuseppe e il bambino adagiato in una mangiatoia».
Lc 2, 16




Come vivere questa Parola?

Tra i vari segni della nascita del Redentore, quelli delle fasce e della mangiatoia sono i più citati perché rivelano il cuore del grande mistero dell’Incarnazione. Un Dio che si fa piccolo, che viene fasciato, curato da una donna, sua madre. Un Dio che si fa così umile da essere messo nella mangiatoia. Riguardo a quest’ultimo particolare, una religiosa ha osservato: “In una mangiatoia: dove sta il cibo per gli animali. Vuol dire che lui ha voluto diventare per noi cibo. Vuole essere mangiato. Si mette a nostra disposizione per diventare una cosa sola con noi. Per essere assimilato e donarci forza e speranza.



Signore Gesù, fa che ogni giorno, come in questo primo del nuovo anno, ci accostiamo a te, ci nutriamo di te per essere trasformati in te nel più profondo dell’anima

La voce di un mistico

Tutti sono chiamati ad essere madri di Dio. Perché Dio ha sempre bisogno di venire al mondo. Che Dio ci aiuti a desiderare che egli voglia nascere in noi. Amen

Meister Eckhart


Commento di Sr Graziella Curti
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01/01/2018 15.52

MARTEDÌ 02 GENNAIO 2018 - SANTI BASILIO MAGNO E GREGORIO NAZIANZENO – MEMORIA

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Gli dissero dunque: “Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?”. Rispose: “Io sono voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, come disse il profeta Isaia”».
Gv 1, 22-23




Come vivere questa Parola?

Coloro che interrogano Giovanni sono della setta dei farisei e sono curiosi di sapere chi è quell’uomo che battezza nel Giordano. La loro indagine sembra non trovare subito risposta. Giovanni non si spaccia per Elia o per qualsiasi altro profeta. E’ semplicemente una voce, un dito teso verso l’Agnello. Un grido nel deserto dell’indifferenza. Una segnaletica umana che invita a preparare la via del Signore. Tutta la sua persona è tesa verso uno più grande di lui a cui non è degno di allacciare i sandali. Quindi nessuna smagliatura egocentrica nel suo identikit. Sarà poi Gesù che lo rivelerà nel suo essere profondo e unico: “Il più grande tra i nati di donna”.



Signore Gesù, concedimi l’umiltà operosa di Giovanni. Aiutami ad ascoltare la sua voce che grida nel deserto delle mie distrazioni. Soccorrimi nel preparare ogni giorno la strada che conduce a te.



La voce di un pensatore

Uno dei paradossi più profondi della vita consiste nel fatto che un uomo diventi tanto più pienamente se stesso quanto meno pensa a se stesso.
Guardini


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02/01/2018 13.14

Mercoledì 3 gennaio 2018 - FERIA PROPRIA DEL 3 GENNAIO

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Il giorno dopo, vedendo Gesù venire verso di lui disse: “Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo! Ecco del quale io dissi: Dopo di me viene un uomo che mi è passato davanti, perché era prima di me. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare con acqua, perché egli fosse fatto conoscere a Israele”.»

Gv. 1, 29-31




Come vivere questa Parola?



La scena che si è aperta ieri presso il Giordano, oggi si concretizza e fa’ spazio all’attore principale, l’atteso, l’Agnello di Dio. Giovanni ci invita a guardarlo da vicino, ecco. “Ecco, in greco si dice guarda!”. Il precursore colui che viene prima, non si rivolge a qualcuno in particolare, ma a chiunque come noi, ne ascolta la testimonianza”. E ripete ancora, dopo averlo identificato come l’Agnello pasquale, e aver specificato, per la terza volta, che si tratta di qualcuno più grande di lui: “Io non lo conoscevo”. Lo attende ma non lo conosce. “Ma può conoscerlo perché lo attende. Si conosce solo ciò che si ama”.



Signore Gesù, voglio ripeterti le parole del Salmo che sanno di attesa supplice: “Dall’aurora ti cerco. Ha sete di te l’anima mia”

La voce di un religioso poeta



“Tu, celato in ogni desiderio, o Infinito, che pesavi sugli abbracci. /

Allora avrò capito come belli erano i Salmi della sera/

E quanta rugiada spargevi /con delicate mani, la notte nei prati/ non visto.”


David Maria Turoldo


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03/01/2018 20.37

Giovedì 4 gennaio 2018 - FERIA PROPRIA DEL 4 GENNAIO

DALLA PAROLA DEL GIORNO



«Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: “che cercate?”. Gli risposero: “Rabbì (che significa maestro), dove abiti?”. Disse loro: “Venite e vedrete”. Andarono dunque e videro dove abitava e quel giorno si fermarono presso di lui; erano circa le quattro del pomeriggio.»

Gv. 1, 38-39




Come vivere questa Parola?



Per la prima volta, nel Vangelo di Giovanni, Gesù parla e rivolge una domanda: “Chi cercate?” Il Maestro non si impone con comandi o leggi, cerca in chi lo segue una risposta. È un interrogativo che ancora oggi e pure da noi desidera una parola, un rimando. Ma invece di una risposta risuona, nel tempo e ancora nell’oggi, un interrogativo: “Rabbì, dove abiti?”. È evidente il bisogno di conoscere l’identità di quell’uomo misterioso che ha già fatto segni straordinari. La casa è il luogo dove ognuno mostra se stesso nella trasparenza delle relazioni e degli affetti. Dove abiti? Significa Chi sei? L’invito del Maestro è totalizzante. Ci vuole a casa sua. Ama stare con noi. A rivelarsi a noi nella sua intimità. “e quel giorno dimorarono presso di lui”.



È la gioia piena del farsi l’uno casa per l’altro. Il Signore ci conceda la grazia di stare con lui durante le nostre giornate.



La voce di un teologo


“Tacere. Qui è di casa la contemplazione.”

Raimon Panikkar


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04/01/2018 20.24

Venerdì 5 gennaio 2018 - FERIA PROPRIA DEL 5 GENNAIO

DALLA PAROLA DEL GIORNO


«Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma coi fatti e nella verità. Da questo conosceremo che siamo nati dalla verità e davanti a lui rassicureremo il nostro cuore qualunque cosa esso ci rimproveri. Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa.»

1Gv 3,18-21





Come vivere questa Parola?



Giovanni, l’apostolo che è stato più vicino a Gesù e ha conosciuto le fibre più intime del suo cuore, ci raccomanda queste cose. “A questo segno conosciamo che siamo nati dalla verità, quando noi amiamo non soltanto con parole e con la lingua ma con le opere e nella verità”. Come conoscere questo? Sei qui davanti al Signore: interroga il tuo cuore: guarda che cosa hai fatto, che cosa hai desiderato nel tuo agire: la tua salvezza oppure la lode degli uomini che si disperde al vento. Guarda dentro la tua coscienza, poiché l'uomo non può giudicare colui che non riesce a vedere. Se vogliamo mettere in pace la nostra coscienza, facciamolo davanti a lui. “Se il nostro cuore ci rimprovera qualcosa - se cioè ci accusa interiormente, perché non agiamo con quella intenzione che dovevamo avere - Dio è più grande del nostro cuore e tutto conosce.

Signore Gesù chiamami da te e sii tu a giudicarmi. Grazie per la tua infinita misericordia



La voce di una pensatrice


“Arrendersi al cuore è arrendersi all’infanzia. È arrendersi al riso e soprattutto accettare di lasciare la mano in quella dell’altro, abbandonarsi senza riserve.”

Christine Cayol


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05/01/2018 13.15

Sabato 6 gennaio- EPIFANIA DEL SIGNORE

DALLA PAROLA DEL GIORNO

“Al vedere la stella essi provarono una grande gioia. Entrati nella casa videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra.”

Mt 2,10-11




Come vivere questa Parola?

Tre uomini misteriosi. Vengono da lontano, a seguito di una stella. Hanno scrutato il cielo nelle tiepide notti orientali. Non hanno avuto paura di intraprendere un viaggio per terre ignote. Si sono arresi a un richiamo dell’Oltre. Arrivati a Betlemme, intuiscono il sacro benché si nasconda nella povertà e nella piccolezza di un Bimbo. A lui, come a un re, offrono i loro doni preziosi. Soprattutto offrono la grande gioia di aver trovato il tesoro che la loro anima cercava da tempo. Sono veri sapienti e puri di cuore, per questo vedono Dio. Sembrano anticipare quello che il piccolo Messia, divenuto adulto, proclamerà come meravigliosa Beatitudine: beati i puri di cuore perché vedranno Dio.

Signore Gesù, mantieni in noi un cuore puro, aperto ai tuoi richiami e capace di scoprirti nel viaggio della vita.



La voce di S. Agostino



“In questo consiste la nostra vita: esercitarci col desiderio. Dilatiamoci col desiderio di lui, così che ci possa riempire quando verrà. Viviamo dunque, o fratelli, di desiderio, perché dobbiamo essere riempiti.”



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05/01/2018 13.19

Domenica 07 gennaio 2018 - BATTESIMO DEL SIGNORE – Anno B

DALLA PAROLA DEL GIORNO

“…Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzareth di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E subito, uscendo dall'acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Mc 1,9-11


Come vivere questa Parola?

E’ finito il tempo della separazione o dell’inimicizia tra Dio e gli uomini: “I cieli si squarciano” e la voce dal cielo conferma Gesù come il Figlio, l’amato! La Parola che il Padre pronuncia su Gesù, è detta sull’umanità intera che in Gesù si raccoglie tutta, trovando in Lui il proprio volto autentico, ciò che avrebbe dovuto essere secondo il disegno originario di Dio. E’ “cosa molto buona” (Gen 1, 31), è il compiacimento di Dio! Ed è lo Spirito che opera questa comunione, che riporta anche noi all’originale disegno: in Gesù possiamo specchiarci e riconoscerci figli, in Lui possiamo richiamare Dio con il nome di Padre, in Lui possiamo guardare la nostra umanità con grande speranza e grande gioia.



Grazie Signore per il dono del Battesimo, festa della comunione finalmente ristabilita con Te! Mai finiremo di ringraziarti perché in Gesù ci hai dato la possibilità di “ricominciare a sperare e vivere da figli” In Lui, con Lui, per Lui!



Ricordiamo i fratelli di fede ortodossa in Russia, Ucraina e Bielorussia, che oggi celebrano il Santo Natale!



La voce di Papa Francesco

“L’impegno di oggi è imparare o ricordare la data del Battesimo, che è la data della rinascita, è la data della luce, è la data nella quale – mi permetto una parola – nella quale siamo stati contaminati dalla luce di Cristo. Noi siamo nati due volte: la prima alla vita naturale, la seconda, grazie all’incontro con Cristo, nel fonte battesimale. Lì siamo morti alla morte, per vivere da figli di Dio in questo mondo. Lì siamo diventati umani come mai lo avremmo immaginato. Ecco perché tutti quanti dobbiamo diffondere il profumo del Crisma, con cui siamo stati segnati nel giorno del nostro Battesimo. In noi vive e opera lo Spirito di Gesù, primogenito di molti fratelli, di tutti coloro che si oppongono all’ineluttabilità della tenebra e della morte.!”

Papa Francesco, UDIENZA GENERALE mercoledì, 2 agosto 2017



Commento di suor Monica Gianoli FMA
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08/01/2018 20.42

Lunedì 08 gennaio 2018 - I Settimana del Tempo Ordinario - Anno Pari

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo». Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono.»

Mc 1, 14-18


Come vivere questa Parola?

Gesù entrando nel tempo, legge come noi dagli avvenimenti lo svolgersi dei fatti e ci indica come discernere i passi da compiere. Tutto è un finire e un incominciare. Quando Giovanni esce dalla scena, perché messo in prigione, Gesù entra in punta di piedi iniziando la sua predicazione. Solo vivendo nel “mistero della comunione”- dono dello Spirito - ognuno intuisce la sua missione e sa farsi da parte, piuttosto che prendere l’iniziativa. Solo dove si è ristabilito “l’originale disegno” ognuno sa riconoscere il suo mandato, senza prevaricare, senza confondere, senza possedere! E Gesù cosa proclama? Proclama che Dio è vicino. Nella sua carne- ce lo dice -, nei suoi gesti, nelle sue parole: cambiamo modo di ragionare, smettiamola di essere autoreferenziali, ma fidiamoci di Lui! E la vita diventerà sequela!



Signore Gesù solo in te tutto è compiuto. Ciò che era promessa, attesa, desiderio, in Te si attua. Con Gesù, oggi si attua. Aiutaci a convertirci a questo OGGI della salvezza e a credere che a Te tutto è possibile! “Convertitevi e credete” ci dici. Aiutaci a leggerlo non come due cose diverse e successive, ma la stessa azione: convertitevi, cioè credete; convertitevi credendo; perché la prima conversione consiste nel credere.

La voce di Papa Francesco

“Gesù ha fatto della conversione la prima parola della sua predicazione: «Convertitevi e credete nel vangelo» (Mc 1,15). È con questo annuncio che Egli si presenta al popolo, chiedendo di accogliere la sua parola come l’ultima e definitiva che il Padre rivolge all’umanità […] Quando Gesù chiama alla conversione non si erge a giudice delle persone, ma lo fa a partire dalla vicinanza, dalla condivisione della condizione umana, e quindi della strada, della casa, della mensa... La misericordia verso quanti avevano bisogno di cambiare vita avveniva con la sua presenza amabile, per coinvolgere ciascuno nella sua storia di salvezza. Gesù persuadeva la gente con l’amabilità, con l’amore, e con questo suo comportamento Gesù toccava nel profondo il cuore delle persone ed esse si sentivano attratte dall’amore di Dio e spinte a cambiare vita”

Udienza Giubilare di sabato 18 giugno 2016

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08/01/2018 20.44

Martedì 09 gennaio 2018 - I Settimana del Tempo Ordinario - Anno Pari

DALLA PAROLA DEL GIORNO


«Giunsero a Cafàrnao e subito Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». 26E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.»

Mc 1,21-26



Come vivere questa Parola?

Quando il maligno si sente minacciato, si scatena con grande forza. Gesù conduce contro il male una lotta, mediante la parola e l’azione. Il male dell’uomo sono le varie alienazioni, nelle quali egli non è quello che dovrebbe essere ed è dipendente. L’uomo è alienato quando non realizza se stesso, perché non è in armonia con se stesso o con gli altri o con le cose, cade sotto il potere di se stesso o di altri, o delle cose e diviene schiavo. Gesù ci vuole liberi, perché libero è l’uomo creato a Sua immagine, a Sua somiglianza



Gesù confido in Te!



La voce di Papa Francesco



“Il Vangelo è parola di vita: non opprime le persone, al contrario, libera quanti sono schiavi di tanti spiriti malvagi di questo mondo: lo spirito della vanità, l’attaccamento al denaro, l’orgoglio, la sensualità… Il Vangelo cambia il cuore, cambia la vita, trasforma le inclinazioni al male in propositi di bene. Il Vangelo è capace di cambiare le persone! Pertanto è compito dei cristiani diffonderne ovunque la forza redentrice, diventando missionari e araldi della Parola di Dio[… ] Ricordatevi sempre che il Vangelo ha la forza di cambiare la vita! Non dimenticatevi di questo. Esso è la Buona Novella, che ci trasforma solo quando ci lasciamo trasformare da essa. […] Non dimenticatevi! Leggete un passo del Vangelo ogni giorno. E’ la forza che ci cambia, che ci trasforma: cambia la vita, cambia il cuore.”

PAPA FRANCESCO ANGELUS domenica, 1° febbraio 2015



Commento di suor Monica Gianoli FMA
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09/01/2018 20.48

Mercoledì 10 gennaio 2018 - I Settimana del Tempo Ordinario - Anno Pari

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«E subito, usciti dalla sinagoga, andarono nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.»
Mc 1,29-31




Come vivere questa Parola?

Gesù come comincia ad agire? Guarisce! Libera dal male! Gesù ci ridice l’Amore geloso che Dio ha per noi, il quale ci vuole “ricchi della Sua dignità”. Gesù si avvicina, ci prende per mano, ci rimette in piedi, nella posizione dei figli e ci ridona la forza del dono gratuito, del servizio all’Altro/altro. Guariti, perdonati, salvati per servire: ecco l’icona della libertà!

Signore, liberaci dal male che ci toglie le forze, non ci permette di agire, non ci permette di servire, ci paralizza! Avvicinati anche a noi e prendici per mano: ridonaci la vita!

La voce di un testimone



“Il primo miracolo compiuto da Gesù a favore di una donna ha per protagonista la suocera di Pietro. Su questo dato concordano tutti e tre i Sinottici. Diversamente da Marco che registra l’interessamento dei parenti («e subito gli parlarono di lei»: Mc 1,30), Luca sottolinea la dimensione di preghiera che caratterizza quella casa: «lo pregarono per lei» (Lc 4,38). Gesù li esaudisce. Si avvicina al letto e si china con tenerezza sulla malata per guarirla e riabilitarla nella sua dignità vocazionale e ministeriale. Si tratta di una guarigione per la diakonia. Questa donna, infatti, prontamente si mette a “servire” i suoi ospiti. Occorre tener presente che siamo in giorno di sabato e che la signora di casa ha un compito specifico nella liturgia domestica. Guarita da Gesù, la suocera di Pietro è dunque riabilitata nella sua ministerialità liturgica, nella sua specifica diakonia, diventando per così figura della stessa comunità ecclesiale che corrisponde con gioia alla tenerezza di Dio.”

Elena Bosetti



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10/01/2018 13.15

Giovedì 11 gennaio 2018 - I Settimana del Tempo Ordinario - Anno Pari

DALLA PAROLA DEL GIORNO


«Venne da lui un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.»

M 1, 40-43


Come vivere questa Parola?

Ecco cosa Gesù vuole: guarirci! Liberarci dal male, per questo è venuto! Lui è venuto a salvare ciò che era perduto: il lebbroso che è in noi, l’immondo che è in no! Ma noi ne siamo consapevoli? O il divisore, il Satana, ci toglie questa consapevolezza continuando ad illuderci che stiamo bene così! Quanto sentiamo il peso della nostra lontananza da Dio, della nostra “non-vita”, così da gridare dal profondo del cuore al Signore:” Se vuoi, puoi purificarmi”? Solo se entriamo nella verità profonda del nostro essere, ci sentiremo sussurrare: “Sì, lo voglio, sii purificato”. Gesù aspetta solo che lo invochiamo per toccarci, per esprimere la sua vicinanza e renderci nuovamente uomini, nuovamente liberi!

“Signore, se tu vuoi, puoi guarirmi”

La voce di Papa Francesco



“Gesù è profondamente colpito da quest’uomo. Il Vangelo di Marco sottolinea che «ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!» (1,41). Il gesto di Gesù accompagna le sue parole e ne rende più esplicito l’insegnamento. Contro le disposizioni della Legge di Mosè, che proibiva di avvicinarsi a un lebbroso (cfr Lv 13,45-46), Gesù stende la mano e persino lo tocca. Quante volte noi incontriamo un povero che ci viene incontro! Possiamo essere anche generosi, possiamo avere compassione, però di solito non lo tocchiamo. Gli offriamo la moneta, la buttiamo lì, ma evitiamo di toccare la mano. E dimentichiamo che quello è il corpo di Cristo! Gesù ci insegna a non avere timore di toccare il povero e l’escluso, perché Lui è in essi. Toccare il povero può purificarci dall’ipocrisia e renderci inquieti per la sua condizione. Toccare gli esclusi. Oggi mi accompagnano qui questi ragazzi. Tanti pensano di loro che sarebbe stato meglio che fossero rimasti nella loro terra, ma lì soffrivano tanto. Sono i nostri rifugiati, ma tanti li considerano esclusi. Per favore, sono i nostri fratelli! Il cristiano non esclude nessuno, dà posto a tutti, lascia venire tutti.”

UDIENZA GENERALE mercoledì, 22 giugno 2016



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11/01/2018 13.26

Venerdì 12 gennaio 2018 - I Settimana del Tempo Ordinario - Anno Pari

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola.»

Mc 2,1-2



Come vivere questa Parola?

La prima cosa che Gesù fa, di fronte alle sofferenze e alle fatiche della gente è “annunciare la Parola”(Mc 2,2). E’ la Parola che guarisce e dona libertà, che penetra nel cuore dell’uomo e lo cambia, lo riconcilia con Dio. È la Sua Parola che raggiunge il cuore dell’uomo e lo libera da ciò che veramente paralizza la vita, lo libera dalla lontananza da Dio, dal rifiuto del Suo Amore. Dio parlando ci tocca nel profondo dell’essere, lì dove siamo sempre immagine di Dio e si rende vicino, ma nel rispetto della nostra dignità ci lascia liberi di ascoltarlo o no, di accoglierlo o no! Apriamo il nostro cuore alla Sua Parola, convertiamoci e crediamo!

Lampada per i miei passi è la Tua Parola, luce sul mio cammino!

La voce di un testimone



«La Parola di Dio è qualcosa che ci supera da ogni parte, che ci avvolge e che quindi ci sfugge, se tentiamo si afferrarla. Noi siamo nella Parola di Dio, essa ci spiega e ci fa esistere …. È in questa Parola che il nascere e il morire, l’amare e il donarsi, il lavoro e la società hanno un senso ultimo e una speranza»

C.M. Martini



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12/01/2018 20.31

Sabato 13 gennaio 2018 - I Settimana del Tempo Ordinario - Anno Pari

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli insegnava loro. Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.

Mentre stava a tavola in casa di lui, anche molti pubblicani e peccatori erano a tavola con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano. Allora gli scribi dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: «Perché mangia e beve insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».»

Mc 2,13-17


Come vivere questa Parola?

criterio di Dio che Gesù stesso incarna: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori». La salvezza non è data a chi si considera già salvato, ma a chi sente il bisogno di guarire le ferite della propria vita. Dio non ha bisogno di uomini che si sentono già perfetti, che possono vantare pretese o meriti. Solo chi si lascia guarire dalla misericordia di Dio, saprà diventare a sua volta medico dei fratelli e annunciatore gratuito e gioioso della Parola che libera.

Tu Signore non sei venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori. Non sei venuto a guarire i sani, ma i malati. Come peccatori e malati veniamo a te. Con profonda umiltà ti diciamo: accoglici, guariscici, salvaci!



La voce di Papa Francesco

“Per questo è venuto Gesù: per i peccatori, non per i giusti. Questi non hanno bisogno. Gesù disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire:” Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori” (Mt 9,12-13). Quando io leggo questo mi sento chiamato da Gesù, e tutti possiamo dire lo stesso: Gesù è venuto per me. Ognuno di noi. Questa è la nostra consolazione e la nostra fiducia: che Lui perdona sempre, Lui guarisce l'anima sempre, sempre. “Ma sono debole, avrò una ricaduta...”. Sarà Gesù ad alzarti, a guarirti, sempre. Questa è la nostra consolazione, Gesù è venuto per me, per darmi la forza, per farmi felice, per rendere la mia coscienza tranquilla. Non avere paura. Nei momenti brutti, quando uno sente il peso di tante cose che abbiamo fatto, tante scivolate della vita, tante cose, e sente il peso... Gesù mi ama perché sono così.”

Omelia del santo padre Francesco durante la messa celebrata per gli operai del centro industriale del vaticano venerdì, 7 luglio 2017



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12/01/2018 20.34

Domenica14 gennaio 2018 - II Domenica del Tempo Ordinario – Anno B

DALLA PAROLA DEL GIORNO

“Rabbi, dove abiti? Gesù rispose: venite e vedrete. Andarono dunque e videro dove Egli dimorava. Quel giorno rimasero con Lui. Erano circa le quattro del pomeriggio.”
Gv. 1,38-39



Come vivere questa Parola?


L’apostolo evangelista Giovanni annota qualcosa di molto importante per capire la ‘divina umanità’ di Gesù. Gli stessi discepoli del Battista sono incuriositi e ammirati della persona di Cristo. Sorge dunque spontanea in loro la domanda: Rabbi (Maestro) dove abiti? Due sole parole per risposta: lucenti come le bianche pietre che il sole raggiunge in riva al fiume: “Venite e vedrete”.

Di nuovo due soli verbi: “Andarono e videro”.

È chiaro che furono bene impressionati perché decisero di rimanere lì col Signore per l’intera giornata. E la decisione ha certo radici profonde, se l’evangelista annota addirittura l’ora: le quattro del pomeriggio.

Quel che emerge in questo quadro di vita è una grande semplicità dove balena un altrettanto grande ammirazione per il Maestro Signore.

È quello che io ti chiedo.

Signore Gesù, con la tua grazia, che io le trascorra abbracciando il più possibile uno stile di semplicità e sobrietà. Che io viva insieme con Te, non solo Grande Compagno delle mie giornate, ma Divino Maestro di vita.



La voce di un antico Padre Orientale

“Abbi sete di Gesù perché Egli ti inebri del suo amore.”

Isacco il Siro

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14/01/2018 21.55

Lunedì 15 gennaio 2018 - II Settimana del Tempo Ordinario – Anno Pari

DALLA PAROLA DEL GIORNO


«Il Signore gradisce forse gli olocausti e i sacrifici quanto l’obbedienza alla voce del Signore?
Ecco, obbedire è meglio del sacrificio, …»

1 Samuele 15,22



Come vivere questa Parola?



Siamo in clima di Antica Alleanza. Il sacerdote Samuele parla a Saul che, con l’aiuto del Signore ha riportato una grande vittoria sui nemici del popolo d’Israele.

Questo grande sovrano, nell’euforia della vittoria, trascura quel che Dio gli aveva specificamente chiesto e pensa di ‘essere a posto, perché si appresta a realizzare grandi olocausti e sacrifici.

No, non è su questa linea, non è questo lo stile di un’Alleanza che il Signore ha stretto con il popolo che Egli ama.

Piuttosto Dio gli chiede quell’obbedienza che vale molto più di olocausti e sacrifici, perché è centrata sul progetto di Dio che è SALVEZZA.

Sì, disattendere la Parola del Signore (perciò il suo volere) è come ‘perdere il ternò della vera pace.

È stato detto che obbedire a te, Signore, è regnare. E lo capisco perché Tu ci ami infinitamente e non potrai mai chiederci di obbedire, se non a proposito di quello che è vero buono e bello. Ed è proprio ciò di cui noi in profondità siamo assetati.

La voce di un anonimo contemporaneo

“Tanto più ti impegni s ubbidire a Dio, praticando i suoi comandamenti e la legge della coscienza, tanto più la tua vita si apre a orizzonti all’insegna della verità, di ciò che buono e bello.”



Commento di Sr Maria Pia Giudici FMA
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15/01/2018 20.32

Martedì 16 gennaio 2018 - II Settimana del Tempo Ordinario - Anno Pari

DALLA PAROLA DEL GIORNO


«Il sabato è stato fatto per l’uomo e
non l’uomo per il sabato,
perciò il Figlio dell’uomo è signore anche del sabato.»

Mc 2, 27-28




Come vivere questa Parola?



Per il popolo ebraico il sabato non era soltanto un’istituzione riferibile al culto. Veniva concepito come uno ‘spazio – tempo’ talmente sacro che l’uomo trovava in esso l’occasione più propizia per vivere solo di Dio, ‘immerso’ nella sua Legge.

Era dunque un’ottima opportunità. Attenzione però alle interpretazioni troppo contaminate da legalismo senz’anima e perciò mancante spesso di vera umanità.

Ecco perché Gesù precisa con forza che anche il ‘sabato è fatto per l’uomo’, nel senso che è stato pensato e voluto come opportunità di un tempo libero da quello che impegna sempre l’uomo, lo affatica più del necessario, gl’impedisce di ‘respirare’ vita gioia e pace, immerso in Dio.

Attenzione però! L’uomo ha le sue necessità del tutto umane, non è ‘robotizzabile’, per fortuna.

Gesù viene così convalidando tutto quello che nella Bibbia è a favore del bene, dell’utile di ciò che è vitale per l’uomo, proprio alludendo a sé: alla sua piena umanità tutt’altro che staccata dal suo essere Dio.

Ecco, è a questo punto che può proclamarsi ‘Signore anche del sabato’

Signore dell’universo intero, Signore e tenerissimo Figlio dell’uomo nel senso più alto del termine, io so per Fede che la tua signoria a proposito del sabato, è anche per me indicazione e certezza di una vita dove libertà e Fede si danno la mano in luce di Amore.



La voce di un Papa


“Colui che isola la sua coscienza dal cammino del popolo di Dio non conosce gioia dello Spirito Santo che sostiene la speranza”

Papa Francesco



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16/01/2018 21.18

Mercoledì 17 gennaio 2018 - II Settimana del Tempo Ordinario - Anno Pari

Sant’Antonio Abate – Memoria


DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Davide disse al Filisteo:
tu vieni a me con la spada, con la lancia e con l’asta;
io vengo a Te nel nome del Signore…»

1 Sam 17,45



Come vivere questa Parola?



Ha fatto il suo scivolone, cadendo in adulterio con Bersabea e facendone uccidere proditoriamente il marito.

La correzione, da parte di Dio era stata forte. Davide col cuore liberato dal suo pentimento e dal perdono del Signore, torno ad essere attento alle indicazioni di Dio per operare il bene di tutti.

Gli tocco dunque di combattere un pericoloso nemico del suo popolo: i filistei tra i quali era invincibile uomo di armi il famosissimo Golia.

Il testo biblico li presenta l’uno a fronte dell’altro.

Il terribile Golia è armato di tutto punto, ‘fino ai denti’, si direbbe con l’espressione tipica di certe circostanze.

Davide, invece, giovane d’armi e di baldanza, si presenta armato solo di una fionda e di un sasso.

Lo scontro avviene con immediata vittoria di Davide, che però ha chiarito il senso del suo coraggio intrepido. Egli infatti entra nella sfida a cuore ardito, perché sua invincibile forza è il ‘Nome’, cioè la Presenza stessa di Dio.

Signore, dammi di vivere sempre alla tua onnipotente e amorevole Presenza. Dammi di credere che, con te e in Te, il male non potrà mai sopraffarmi.

La voce di un grande pensatore

“La natura ha delle perfezioni per dimostrare che essa è l'immagine di Dio e ha dei difetti per mostrare che ne è solo un'immagine.”

Blaise Pascal

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17/01/2018 20.42

Giovedì 18 gennaio 2018 - II Settimana del Tempo Ordinario - Anno Pari

DALLA PAROLA DEL GIORNO


«In Dio confido non avrò timore; che cosa potrà farmi un uomo?
Manterrò, o Dio, i voti che ti ho fatto, ti renderò azioni di grazia.»

Sal. 55, 5b.13




Come vivere questa Parola?

I salmi sono davvero per noi, oggi, una proposta luminosa: una specie di terapia spirituale contro lo scoraggiamento, le delusioni e altre negatività che, vivendo, ti si presentano e ti tentano.

Il salmista è un’UOMO CHE CONFIDA. Confidare è termine che viene da fiducia: una parola strettamente collegata a un’altra di grandissima importanza: la Fede.

Ecco, viviamo davvero il battessimo, se la nostra vita ‘respira’ una fede autentica, cioè diventa certezza che il Signore è l’infinita bontà.

Nei nostri riguardi si rivela bontà infinita di un Padre che, essendo Dio, è proprio infinito nel volere, sempre e in tutto, il nostro vero bene.

Se, camminando per un sentiero alpestre, trovi una rupe ben salda da secoli al suolo, puoi appoggiarti sederti trovare riposo; puoi perfino superare un principio di capogiro che ti viene guardando il burrone, lì sotto.

È in questo genere di fiducia inconcussa che fiorisce l’albero della mia vita con le promesse fatte a te, Signore, nella esperienza sempre più profonda del Tuo infinto volerci bene senza pentirti mai.

Signore Gesù, fa che questa mia chiarezza interiore mi porti anche ad agire sempre in conformità con quello che tu vuoi.

La voce di un grande padre della Chiesa di occidente



“La mia vita, per tua grazia non consisterà in un’inutile guerra di parole, perché vuol essere la ferma testimonianza di una fede che non ammette dubbi”

Isacco di Poitiers



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18/01/2018 15.24

Venerdì 19 gennaio 2018 - II Settimana del Tempo Ordinario - Anno Pari
Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Innalzati sopra il cielo, o Dio,
su tutta la terra la tua gloria.
Grande fino ai cieli è il tuo amore
e fino alle nubi la tua fedeltà.»
Sal 56,6b.11


Come vivere questa Parola?
Come nel salmista, anche per noi oggi è forte il desiderio che la gloria del Signore non venga occultata, ma risplenda su tutta la terra. Il motivo del nostro glorificare il Signore? È colto dal salmista soprattutto nella bontà di Dio.
Sì, incontrare persone di spiccata bontà fa un gran bene al nostro vivere. È come un accendersi di luce sulla tua strada.
Ciò ti conforta ma la tua Fede ti sospinge molto più in là, perché - come il salmo ti assicura- la bontà di Dio è davvero senza alcun limite.
L’immagine è quella dell’altissima volta celeste; non a caso il termine bontà qui è associato dal salmista a quello ancor più confortante di FEDELTA’.

Signore, come mi entrano in cuore queste parole divinamente ispirate che esprimono con efficacia d’immagine la Tua bontà! Ma devo dirTi che le rafforza ancor più quel coniugare la tua illimitata bontà con la tua fedeltà senz’ombra.
Grazie! Prendimi nel tuo cuore, perché io impari ad amare con bontà paziente e irremovibile fedeltà.
Ti prego Signore, perché questo modo di amare sia oggi e sempre il distintivo delle Coppie cristiane.

La voce di dottore della Chiesa e maestro di vita
“La fede è la grande amica del nostro spirito e può, a buon diritto, parlare alle scienze umane.”
Francesco di Sales

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18/01/2018 15.26

Sabato 20 gennaio 2018 - II Settimana del Tempo Ordinario - Anno Pari

Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani

DALLA PAROLA DEL GIORNO

«Fa’ risplendere il tuo volto, Signore,
e noi saremo salvi (…)
risveglia la tua potenza
e vieni a salvarci.»
Sal 79


Come vivere questa Parola?

Il volto di chi benevolo sorride, incoraggiando un bambino, sembra davvero risplendere. Lo abbiamo sperimentato da bambini in braccio alla mamma o a persona molto cara.
È dunque bello che il salmista ci prenda su queste vie espressive di una grande fiducia. L’orante può perfino prendersi la libertà di parlare a Dio con una confidenza tale, da permettersi quell’affettuoso imperativo: ‘Risveglia la tua potenza e vieni a salvarmi.
In filigrana vediamo tutte le schiere angeliche con cui Dio potrebbe fare irruzione contro le forze del male e così, anche oggi, venire a salvarci. Lo farà certamente; ma quel che importa è ora guardare a fondo nella storia della Redenzione. Ci accorgiamo che la salvezza è già venuta. Sì, ha il volto di Gesù nel suo Mistero Pasquale (passione morte e risurrezione) e ciò per chi crede ha l’eloquenza della verità in chiave di amore senza limiti
Sì, non solo il salmista, ma io oggi in epoca cristiana, con fiducioso pregare, so che il mio rivolgermi a Te, non sarà mai invano, o Signore d’infinita bontà e tenerezza.

La voce di una grande donna della nostra epoca
“La fede e la speranza, dilatate per mezzo dalla preghiera, libereranno il sentiero del nostro amore dall’ostacolo che lo ingombra maggiormente: la preoccupazione di noi stessi. “

Madeleine Delbrel

Commento di Sr Maria Pia Giudici FMA
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Gennaio 2018 (1 messaggio, agg.: 02/01/2018 15.17)

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